Fahrenheit 9/11, USA 2004
Regia e sceneggiatura: Michael Moore
Fotografia: Mike Desjarlais
Montaggio: Kurt Engfehr, Christopher Seward, T.Woody Richman
Musica: Jeff Gibbs
Il documentario
Il documentario si apre con le presidenziali del 2000 e il clamoroso broglio elettorale della Florida, fino ad arrivare alla tragedia del World Trade Center, l’11 settembre 2001. Qui Moore ci mostra la sconvolgente verità dei legami tra la famiglia Bush, la famiglia reale dell’Arabia Saudita e la famiglia Bin Laden, uniti dal medesimo interesso: il petrolio. Dopo averci mostrato l’attentato dell’11 settembre da un punto di vista inedito, Moore ci fa vedere le conseguenze che quella tragedia ha avuto sul governo americano e i suoi cittadini. Inizia una campagna mediatica/psicologica per convincere i cittadini di come il terrorismo sia una minaccia concreta e da combattere anche a costo di invadere la privacy di ogni singolo americano. Da questo alla guerra in Afghanistan del 2002 il passo è breve, e così scopriamo tristemente il vero scopo della suddetta guerra: non catturare Osama Bin Laden (ad oggi ancora libero) ma invadere un territorio da sfruttare per affari commerciali (la costruzione di un gasdotto). Il resto è storia recente, la campagna del governo Bush contro Saddam Hussein per convincere il popolo americano (e mondiale) che una guerra contro l’Iraq è inevitabile e la successiva invasione e guerra.
Michael Moore con il suo ultimo film (premiato a Cannes con la palma d’oro) provoca un vero e proprio shock, mostrando e rivelando informazioni rimaste sempre celate e presentando la guerra in Iraq da un punto di vista che nessun media aveva mai mostrato. Di fatto, il documentario è praticamente in due parti, il prima e il dopo la guerra.
La prima parte (tratta dai due libri di Moore “Stupid White Man” e “Ma come hai ridotto questo paese?”, entrambi editi da Mondadori) è un vero e proprio viaggio nei meandri della politica americana, un viaggio amaro che mostra le ombre e le menzogne del governo e del presidente Bush, un viaggio forse di non semplice lettura, le informazioni sono parecchie e complesse, ma assolutamente efficace e potente, grazie all’usuale stile unico di Moore, capace al tempo stesso di divertire e far riflettere.
La seconda parte è uno shock, un vero e proprio pugno nello stomaco, un viaggio nella guerra, tra i giovani Marines (con un capitolo sulla meschina opera di arruolamento che i militari compiono andando nelle zone più povere) e la popolazione iraqena devastata. Le immagini sono forti, molto forti, come in tutte le guerre, emergono la sofferenza, la morte, la cieca distruzione (sconvolgenti le sequenze in cui vengono mostrati un gruppo di marines appena diciottenni che si muovono a suon di musica con i carri armati distruggendo tutto).
Moore, rispetto al suo precedente lavoro “Bowling a Columbine”, si fa da parte e lascia che a parlare siano le immagini e le informazioni fornite. Nella seconda parte il regista rinuncia completamente alla sua usuale ironia mettendoci di fronte ai soldati, alle vittime e alle famiglie delle vittime. Da questo punto di vista il momento forse più emozionante e straziante è lo sfogo della donna che a perso il figlio in Iraq, una sequenza fortissima e molto dolorosa.
Accusato da molte parti di aver strumentalizzato il dolore e la guerra, Moore, a mio avviso, ha in realtà scelto di non fermarsi di fronte a nulla per una missione ben precisa: scuotere, commuovere, svegliare gli americani alla vigilia delle elezioni, elezioni che mai come in questo periodo, risultano essere di un’importanza cruciale per il futuro, non solo degli Stati Uniti d’America, ma dell’intero pianeta.
Fahrenheit 9/11 è un film importantissimo e assolutamente da vedere, una delle poche occasioni che abbiamo per vedere oltre ciò che ci mostrano gli organi di stampa convenzionali, per capire, per capire in che mani è il nostro pianeta.
Il DVD
Il DVD distribuito dalla Bim si presenta molto bene dal punto di vista tecnico. Il video, pur essendo in maggior parte materiale televisivo e amatoriale, è ottimo, nitido e pulito. L’audio, presentato in Dolby Digital 5.1, è incredibile se si pensa che questo è un documentario, con un suono potente e ben distribuito sui canali.
Il DVD presenta come extranbsp;due conferenze stampa (una di Cannes e una della presentazione alla stampa estera del film a New York) enbsp;il trailer del film. Molto interessanti gli interventi di Moore che spiega la genesi e i problemi della lavorazione del documentario.
Giudizio finale
Film: 9
Sconvolgente, un documento imperdibile per far luce sugli oscuri anni che l’umanità sta vivendo.
Video: 7
Molto buono tenendo conto della natura delle immagini.
Audio: 7
Vale il discorso fatto per il video: davvero buono.
Extra: 7
Interessanti ed esaustive le conferenze stampa presenti.
Acquisto obbligato, un film da vedere, per capire chi e cosa è George W.Bush.

Lost Highway









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