L’impresa sostiene dei costi congiunti ogni volta che, partendo dalle stesse materie prime e attuando un unico processo di lavorazione ottiene vari prodotti che si dicono, per l’appunto, prodotti congiunti.
L’esempio classico è quello del molino. Un’unica materia prima, il grano, sottoposta ad un unico processo di lavorazione, permette di ottenere due prodotti: la farina e la crusca.
L’impresa può determinare qual è il costo per l’intero processo produttivo, ma stabilire qual è il costo della farina e quale quello della crusca è impossibile in quanto l’impresa non sostiene costi specifici per l’uno o per l’altro prodotto.
Per tanto, per stabilire il costo sostenuto per l’ottenimento dei diversi prodotti congiunti si utilizzano delle tecniche di ripartizione dei costi.
Vediamo quali sono le principali:
ripartire il costo dell’intera produzione tra i vari prodotti congiunti in base alle quantità ottenute. Ad esempio in base alla quantità di farina e di crusca ottenibile da una data quantità di grano;
ripartire il costo dell’intera produzione tra i vari prodotti congiunti in base ai ricavi derivanti dalla loro vendita;
attribuire al prodotto secondario un costo pari al suo presunto ricavo e attribuire al prodotto principale la parte restante di costo;
attribuire tutto il costo al prodotto principale.
Rosanna Marchegiani









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