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Preoccupa e coglie di sorpresa il dato sull’andamento della
bilancia commerciale statunitense. Nonostante gli analisti si
aspettassero una flessione, il deficit commerciale (differenza tra le
esportazioni e le importazioni del paese) è invece aumentato
ulteriormente in aprile 2004, superando quota 48 miliardi. Questo risultato è
dovuto alla combinazione di una flessione nell’export (- 1,5%) e di un
aumento dell’import (+0,2%). L’aumento delle importazione risulta
tuttavia coerente ed in linea con la ripresa dell’economia statunitense,
trainata da una sostenuta ripresa anche della domanda di beni di consumo.
Questo dato, già di per sé preoccupante, risulta inserito in
uno scenario complessivo di ulteriori incertezze e timori. Da un lato, infatti,
si teme per il dato che uscirà a giorni sull’inflazione, molto
probabilmente spinta verso l’alto dalla fiammata dei prezzi del petrolio
degli ultimi mesi. A questo si aggiungono anche le incognite sulle variazioni
dei tassi di interesse, sia da parte della BCE, sia, soprattutto,
della FED. Collegata al costo del denaro è anche la volatilità dei
cambi, soprattutto tra Euro e Dollaro. Se infatti negli ultimi tempi il
dollaro aveva iniziato lentamente a rafforzarsi, con questi nuovi dati e queste
incognite, questa fase di rafforzamento pare destinata per lo meno ad
interrompersi se non addirittura ad invertire rotta. Secondo gli analisti,
comunque, nei prossimi giorni la valuta statunitense dovrebbe oscillare in un
cambio compreso tra 1,19 e 1,29 su quella europea.

Francesco Venuti









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