L’ISTAT ha reso noti il 22 febbraio 2006 gli ultimi
aggiornamenti degli indici dei prezzi. In particolare, l’ISTAT calcola
periodicamente tre principali indici dei prezzi:
- il NIC: l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera
collettività;
- il FOI: l’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai
e impiegati;
- l’IPCA: l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Ue.
Particolarmente rilevanti risultano i primi due indici, che riguardano la
nazione. Entrambi questi indici hanno base 1995 = 100. Nel mese di gennaio 2006,
secondo l’Istat, l’indice NIC per l’Italia è stato pari a 128,4, registrando
una variazione di +0,2%nbsp; rispetto al mese di dicembre 2005 e una variazione
di più 2,2% tendenziale (cioè rispetto a gennaio 2005).
Gli stessi indici sono poi calcolati dall’Istat anche escludendo i tabacchi.
In tal caso, il NIC del mese di gennaio 2006 è stato pari a 128,0, registrando
sostanzialmente le stesse variazioni percentuali sia su base mensile che su base
annua rispetto all’indice al lordo dei tabacchi.
Analizzando le singole voci, si nota che, nel mese di gennaio 2006, i capitoli
“abitazione, acqua, elettricità e combustibili” hanno pesato
maggiormente, registrando un aumento di +0,9% rispetto al mese precedente e di
+5,8% rispetto a gennaio 2005. Le uniche variazioni negative (diminuzione dei
prezzi) sono invece state registrate nelle voci “servizi sanitari e spese
per la salute” (con -0,8%) e “Trasporti” (-0,2%).
Per quanto riguarda le aree geografiche, Torino è stata la città con l’aumento
tendenziale dell’indice NIC più elevato (+2,9%), seguito da Aosta e Ancona
(+2,7%). Gli aumenti più bassi si sono registrati invece a Bari (+1,3%), Milano
e Firenze (+1,9%).

Francesco Venuti









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