
Il FOMC (Federal Open Market Committee) ha deciso nella seduta di martedì 11 dicembre 2007 di abbassare i tassi ufficiali di un quarto di punto (25 punti base), portandoli a quota 4,25% tasso di riferimento Fed-Funds). Da prima dell’estate questo è il terzo taglio del costo del denaro, dopo il taglio dal 5,25% al 4,75% di settembre e quello dal 4,75% al 4,5% del 31 ottobre. Si assottiglia così anche il divario rispetto ai tassi dell’Eurozona, fermi al 4%.
Le motivazioni addotte a questa manovra sono numerose. Una frase, semplicissima, le sintetizza bene: “la crescita economica sta rallentando“. Ciò è dovuto, secondo la FED, a molteplici fattori: la “correzione” del mercato immobiliare, l’indebolimento dell’attività produttiva, il calo della spesa per consumi, le difficoltà e l’instabilità dei mercati finanziari.
I mercati tuttavia avevano ampiamente scontato questa riduzione ed anzi si attendevano probabilmente una riduzione più significativa. La FED, tuttavia, ha sostenuto che la riduzione di “soli” 25 punti base (anzichè di 50) è motivata principalmente da due fattori: i timori inflazionistici, dovuti soprattutto all’andamento dei prezzi delle materie prime, nonchè i dati positivi sull’occupazione e sui salari usciti negli USA nei giorni scorsi.
Come sempre, la FED si lascia aperta la strada con la sua sibillina frase di chiusura: “saranno tenuti costantemente sotto attenzione i fondamentali e si agirà secondo necessità”….

Francesco Venuti









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