Il petrolio sfonda quota 100

A New York il futures sul greggio a febbraio ha sfondato la soglia psicologica di 100 dollari al barile. Molte le motivazioni di questa crescita. Quali sono i rischi per la UE e per l'Italia in particolare?

E’ il regalo (per la verità per nulla gradito) del nuovo anno: un nuovo record storico. Il petrolio ha sfondato quota 100 dollari al barile, cifra a cui si era già avvicinato nel dicembre scorso. Il WTI, cioè il petrolio scambiato a New York, aveva aperto in leggero ribasso, ma la notizia di un notevole calo delle scorte statunitensi ha fatto lievitare ulteriormente il prezzo, portandolo così ad un soffio da 100,1 dollari al barile.

La soglia dei 100 dollari, in realtà, ha una valenza puramente psicologica, in quanto la corsa dell’oro nero è ormai continua ed inarrestabile da molto tempo. Mentre per i paesi produttori dell’OPEC questo prezzo risulta essere esclusivamente motivato da tensioni speculative sui mercati, i rischi di pesanti influssi sull’economia reale si fanno ogni giorno più evidenti.

In effetti, nonostante la posizione dei paesi OPEC sia in parte discutibile, indubbiamente delle tensioni sul mercato produttivo del petrolio non mancano. Almeno tre sono i fattori che destano instabilità e preoccupazione per il futuro: le tensioni nel Sud della Nigeria (quinto esportatore di petrolio agli USA), la critica situazione politica in Pakistan, esplosa con l’uccisione di Bhutto, nonchè la crescente domanda di petrolio da parte di India e Cina.

L’UE riesce a calmierare i pesanti effetti negativi di una quotazione così elevata grazie ad un cambio Euro/Dollaro particolarmente favorevole, ma in ogni caso questa crescita così massiccia del prezzo del petrolio non potrà non avere notevoli ripercussioni anche sull’economia reale. Infatti, alla riunione della Commissione UE, Amelia Torres ha dichiarato che «se i prezzi del greggio restassero agli attuali livelli record ci sarà un impatto sull’economia».

Uno dei problemi riguarda indubbiamente l’inflazione. Infatti, con il crescere del prezzo del petrolio, non aumenta soltanto il costo del carburante, ma anche, di conseguenza, soprattutto in Italia dove la grande maggioranza del trasporto commerciale è fatto su ruote, il prezzo di tutti gli altri beni il cui costo di trasporto aumenta. Intanto, da numerose parti si è già levata una richiesta al Governo affinchè intervenga con un taglio sulle accise sulla benzina.

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