Perseguitati dal Fisco anche dopo la morte

Il ministero non si arrende mai e per violazioni reali o presunte, vengono inviate cartelle esattoriali a soggetti estinti e relativi eredi. Andranno pagate o no?

Una delle caratteristiche più curiose delle cartelle esattoriali in arrivo per fine 2000, è la tendenza a non tenere in considerazione la morte del contribuente. L’amministrazione finanziaria non si ferma infatti di fronte ai piccoli particolari, quali il decesso, pur di chiedere il pagamento delle imposte dovute più interessi e sanzioni. La domanda è dunque: gli eredi dovranno pagare le cartelle in arrivo?
Ammesso che le pretese del Ministero delle Finanze siano corrette, cioè che le tasse in questione non siano effettivamente state pagate, per le sanzioni vale l’articolo 8 del decreto legislativo 472 del 1997, che sancisce la non trasmissibilità agli eredi. Unica eccezione riguarda le imposte per le quali uno dei soggetti ancora in vita era responsabile solidalmente, ma negli altri casi vale il principio generale. Tuttavia le imposte arretrate andranno comunque pagate comprensive degli interessi, salvo la parte di questi ultimi riferibili alle sanzioni.
Ad esempio, un ritardato pagamento poniamo della prima rata irpef del 95, provoca l’irrogazione di una sanzione e di interessi sulla sanzione dalla data dell’irrogazione. In questi casi nulla è dovuto, basterà soltanto far presente agli uffici competenti che stanno sanzionando un caro estinto, portando come prova, ad esempio la dichiarazione dell’anno di morte.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il giovedì 02 novembre 2000 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}

Ultimi interventi

Vedi tutti

Le categorie della guida

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento