IBM e Infineon Technologies nel corso di un simposio che si è tenuto all’inizio di giugno in Giappone hanno annunciato di essere riuscite a sviluppare il prototipo più avanzato di Magnetic Random Access Memory (MRAM). Un risultato che potrebbe accelerare l’inizio della vera e propria commercializzazione di questi dispositivi, che hanno tutte le caratteristiche per divenire in breve tempo la tecnologia dominante nella realizzazione di memorie. Grazie alle MRAM sarebbe infatti possibile realizzare computer in grado di accendersi istantaneamente, senza che si debba attendere il tempo necessario al caricamento del sistema operativo della macchina.
Il risultato più avanzato raggiunto da questi due colossi della tecnologia informatica è rappresentato da una MRAM da 128 Kbit. Per lo sviluppo di questo componente sono state utilizzate le tecnologie più sofisticate messe oggi a disposizione dell’industria elettronica, essendo il suo funzionamento legato alla realizzazione di singoli particolari che hanno una dimensione pari a 0.18 µm, ben al di sotto quindi del millesimo di millimetro.
La caratteristica peculiare di queste nuove memorie è proprio quella di conservare informazioni utilizzando “cariche magnetiche” al posto delle cariche elettriche utilizzate nei dispositivi convenzionali. In questo modo le MRAM sono in grado di conservare un maggior quantitativo di dati, richiedendo un minor tempo di accesso per il loro recupero e se questo non bastasse richiedendo meno potenza elettrica dalle batterie. In pratica con le MRAM è possibile riunire in un unico dispositivo insieme le caratteristiche di capacità di archiviazione e di basso costo delle Dynamic RAM (DRAM), l’alta velocità di accesso delle Static RAM (SRAM) e la non volatilità dei dati assicurata dalle flash memory. Un insieme di caratteristiche che può aver implicazioni molto importanti soprattutto per i computer portatili.
Dispositivi di memoria come le DRAM e le SRAM richiedono ad esempio un flusso costante di energia elettrica per poter conservare i dati in memoria, perché se l’alimentazione viene sospesa tutte le informazioni sono perse irrimediabilmente. Una richiesta che produce un consumo elevato di energia, riducendo in maniera sensibile l’autonomia di carica delle batterie utilizzate nei sistemi portatili. Ma questo non è il solo problema. Quando accendiamo il nostro computer, una copia del software operativo viene trasportata dal drive dell’hard disk nella memoria, ed è proprio questa copia volatile che permette un rapido funzionamento della macchina. Ogni volta che il computer viene spento il processo deve essere riavviato di nuovo ed è proprio questa la ragione del tempo che dobbiamo attendere prima di poter utilizzare il sistema. Una situazione destinata a cambiare con l’arrivo delle MRAM che permetteranno di utilizzare un personal computer come un qualsiasi altro apparecchio elettronico, in maniera del tutto simile cioè ad una radio o alla televisione. Una volta accesa l’alimentazione della macchina questa sarà subito utilizzabile, ripartendo esattamente dal punto in cui era stata lasciata al momento del suo spegnimento
Nuovi dispositivi per i computer di prossima generazione
IBM e Infineon Technologies nel corso di un simposio che si è tenuto all’inizio di giugno in Giappone hanno annunciato di essere riuscite a sviluppare il prototipo più avanzato di Magnetic Random Access Memory (MRAM)
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Pubblicato il lunedì 28 luglio 2003 in: Fisica applicata
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