Cos’è
La SII è uno dei disturbi più frequenti dell’apparato digerente e ne soffre, in misura più o meno severa, 1 italiano su 5. Spesso definita erroneamente colite (che invece è un’infiammazione del colon), la SII è un disturbo funzionale - e non organico -, dovuto a un’alterata motilità dell’intestino. Il complesso di sintomi è piuttosto vario: i principali sono stitichezza o diarrea ricorrente (ma più spesso un’alternanza delle due), dolori e spasmi addominali, pancia gonfia, digestione difficile. Disagi che, seppure non gravi, sono in grado di incidere notevolmente sulla qualità della vita. Tra le più frequenti cause dell’intestino irritabile sembrano esserci l’intolleranza verso qualche alimento e l’alterazione della flora batterica intestinale. Stress e disturbi emotivi concorrono tuttavia a generare o ad aggravare la sindrome.
Di rado la SII guarisce completamente; va incontro invece a periodi di esacerbazione alternati ad altri di latenza. La cura - anche in medicina allopatica - è difficile e varia da caso a caso. E’ però possibile controllare i sintomi, iniziando con il rispetto di alcune semplici regole alimentari (evitare latte e latticini, legumi, caffè, vino, fritti nella fase acuta), adottando tecniche di rilassamento (meditazione, yoga, qi-gong, training autogeno) e praticando una moderata ma costante attività fisica (bicicletta, nuoto o corsa, 3 volte a settimana). Esistono poi i numerosi rimedi fitoterapici che la natura ci mette a disposizione.
Piante utili
Per calmare coliche e spasmi, si usano piante che rilassano le pareti del tubo digerente e ne rallentano l’eccessiva motilità: l’olio essenziale di Menta (2-3 gocce in un cucchiaio d’olio d’oliva, 2-3 volte al giorno), che ha anche un’azione analgesica e antisettica; o la Melissa in tisana (2 cucchiai per tazza, 2 volte/die), in tintura madre (30 gocce, 3 v/die) o come O.E. (3-4 gc in un cucchiaio d’olio d’oliva, 2-3 v/die); o la Passiflora in tisana (un cucchiaino per tazza, 2 v/die) o in T.M. (30 gc, 2 v/die); o la Camomilla in tisana (1-2 cucchiai per tazza, 2-3 v/die) o in T.M. (30 gc, 3 v/die). Queste ultime tre hanno anche un’azione sedativa del sistema nervoso. Per favorire l’eliminazione dei gas prodotti in eccesso dall’intestino e il gonfiore addominale, si utilizzano i cosiddetti “Semi caldi” (di Finocchio, Aneto, Anice, Cumino), che contribuiscono anche a calmare i dolori. Si assumono in T.M., in tisana o in capsule. E’ utile anche il carbone vegetale (carbone attivo) in compresse, che lega chimicamente i gas. Attenzione però ad assumerlo vicino ad altri farmaci, perché esplica la sua azione anche su di loro e ne annulla gli effetti! E’ anche opportuno riequilibrare il sistema neurovegetativo, che è implicato nella SII: in alternativa alle già citate Melissa, Passiflora o Camomilla, si potrà utilizzare Tilia tomentosa in macerato glicerico (50 gc, 2 v/die). Per ricostituire la flora batterica, oltre ai fermenti lattici, è ideale il Mirtillo nero in T.M. (30 gc, 3 v/die), ottimo regolatore intestinale, o l’Aglio, crudo o in compresse inodori. Nei casi in cui serva un’azione antinfiammatoria ed emolliente, si utilizza l’Altea, in tisana (1-2 cucchiai per tazza, 2 v/die) o in T.M. (30 gc, 3 v/die). Nelle forme di SII in cui predomina la stitichezza, sono consigliati lassativi volumetrici come lo Psillio o i Semi di lino (e molta acqua!). Nelle forme invece caratterizzate da diarrea, validi astringenti sono la tisana di foglie di Noce o di foglie di Mirtillo nero.
Dr. Luca Avoledo









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