Prenotazioni: voli, last-minute...Siti degli utenti: mare, montagna...Tutto Città: mappe stradaliLink consigliati: vacanze, alloggi...
Meteo: italia, week-end...Viabilità: bollettino del trafficoNewsGroup: scuba, cicloturismo...Social Network: amici per viaggiare
economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Percorsi Letterari

Magris: Trieste, dove greci e turchi parlavano in italiano..

A cura di Luisa Maria Carretta

Pubblicato il 28/09/2005

Trieste ha fatto proprie le contraddizioni della frontiera, che è ponte ma anche barriera, luogo in cui è più facile incontrare l'altro ma pure rifiutarlo e ignorarlo, vivace apertura e gretta chiusura. La multinazionalità e multiculturalità triestine erano, quando sussistevano, un fatto eminentemente di élite, legato a un particolare humus familiare; più un'eccezione che una regola.

foto intervento

EST-OVEST

 

 

Una monumentale storia diretta da Roberto Finzi e Giovanni Panjck ribalta sulla base di una ricerca attenta alcuni luoghi comuni
I mille volti di una città di frontiera, meno vicina alla cultura tedesca di quanto si pensi.

" La Trieste multiculturale, crocevia e crogiolo di civiltà diverse, è insieme una realtà e un mito ingannevole, un'idea-forza e uno stereotipo abusato; un'immagine che, a seconda delle epoche cui la si riferisce, cor risponde più, meno o affatto, alla situazione concreta della città adriatica e che invece un cliché letterario tende a irrigidire in una specie di categoria platonica, in una pretesa essenza della triestinità al di sopra della storia. Questa è, in gran parte, una falsificazione, che peraltro ha contribuito pure a creare una grande letteratura, vissuta a sua volta automaticamente come verità esistenziale. Trieste ha fatto proprie le contraddizioni della frontiera, che è ponte ma anche barriera, luogo in cui è più facile incontrare l'altro ma pure rifiutarlo e ignorarlo, vivace apertura e gretta chiusura.


La multinazionalità e multiculturalità triestine erano, quando sussistevano, un fatto eminentemente di élite, legato a un particolare humus familiare; più un'eccezione che una regola. Di Trieste celebrata come crogiolo di civiltà o denunciata quale arcipelago di culture reciprocamente non comunicanti è ora possibile parlare con fondamento grazie a una nuova, ottima opera storiografica diretta da Roberto Finzi e Giovanni Panjck, che, valendosi di numerosi collaboratori, va alle origini della triestinità, scavando in essa con ricerche originali di prima mano (storiche, economiche, demografiche, culturali e così via) che ricostruiscono finalmente il complesso tessuto triestino e il processo della sua formazione, come rivelano queste pagine (v. articolo seguente) di un capitolo di Roberto Finzi che ripercorrono l'affermazione della lingua italiana correggendo, fra l'altro , molti luoghi comuni, tra i quali la pretesa larga diffusione del tedesco a Trieste. Conoscere la storia significa ritornare alle fonti e rettificare, senza alcuno stolto snobismo revisionista, nozioni, immagini e formule, che si sono consolidate nel tempo ma si sgretolano alla verifica dei fatti "


Claudio Magris

Fonte : Corriere della Sera - giovedì 5 luglio 2001

 

 

 

Foto riprodotta a fini didattico e non commerciali

 

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS