Il Piacere dell’Onestà

Pirandello parte sempre da un piccolo miserando aneddoto paradossale e grottesco e, drammatizzandolo, lo immerge in un flusso misterioso e arcano: il grottesco si incrina e mostra la più fonda e nera tragedia, la sofferenza umana scuote e disarma le impalcature razionali.

Il Piacere dell’Onestà

Al Teatro Popolare La Contrada di Trieste, fino al 18 Dicembre è possibile assistere a « Il Piacere dell’Onestà » famosa opera scritta nel 1917, puntualmente presente nel repertorio dei grandi attori.

Un tema, annunciato nel titolo, che non passa mai di moda e che Pirandello affronta creando uno dei suoi paradossali casi umani e risolvendolo alla sua geniale maniera. Protagonista Angelo Baldovino, uomo dal passato oscuro, che accetta la proposta del marchese Colli di sposare la propria amante, Agata Benni, incinta, salvando così l’onore di tutti.

“Dopo venticinque anni dall’ultima edizione che fu un trionfo di pubblico e critica e che vedeva interprete Alberto Lionello, Lamberto Puggelli torna nuovamente a rivisitare Il piacere dell’onestà con un protagonista d’eccezione, Giuseppe Pambieri.

Il piacere dell’onestà è una delle prime commedie di Pirandello dove è già presente tutto il filone dell’arte pirandelliana, che nel teatro trasforma i modi della commedia borghese dell’epoca. Nella dissoluzione inarrestabile della realtà sociale, Pirandello trova materiale inquietante per le sue commedie: nel Piacere dell’onestà un uomo sposato e “separato” da una donna “indegna”, deve far sposare la sua amante, rimasta incinta, per dare un nome al nascituro. Si presenta un nobile che “sposerà per finta una donna; ma sul serio sposa l’onestà”. Pirandello parte sempre da un piccolo miserando aneddoto paradossale e grottesco e, drammatizzandolo, lo immerge in un flusso misterioso e arcano: il grottesco si incrina e mostra la più fonda e nera tragedia, la sofferenza umana scuote e disarma le impalcature razionali. E lo spettacolo si trasforma così in una rappresentazione dove l’uomo del Novecento si pone e ci pone le domende ultime: alla fine dello spettacolo una domanda celata nell’ultima pagina della commedia pirandelliana sarà più volte ripetuta: “Chi sono io?”.
Angelo Baldovino è uno degli uomini tentati di vivere in ossequio alla pura forma. Povero, fallito, disperato ma con l’occasione di riscattarsi per il piacere di sentirsi finalmente “onesto”, accetta di diventare il marito ufficiale della nobildonna Agata, resa madre da un uomo sposato. Egli entra nella parte prestandosi a legittimare l’adulterio, ricoprendo il suo ruolo fino in fondo. Come sempre in Pirandello, però, i luoghi comuni crollano, dimostrando che il povero Baldovino non è né onesto né disonesto: è semplicemente un uomo come tutti gli altri.

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Regia di Lamberto Puggelli - Scene di Paolo Bregni - Costumi di Giacomo Ponzio -
Musiche originali di Filippo Del Corno

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Consulta il programma Completo del teatro La Contrada&#nbsp;

Biglietto On Line

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Immagini riprodotte a fini didattico esplicativo

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Pubblicato il mercoledì 14 dicembre 2005 in: Friuli & Teatro

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