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Friuli Venezia Giulia è.....
A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 14/03/2006
Se vi sono «padri in fuga» dunque ve ne sono altri che emotivamente e fisicamente vivono e accompagnano nella vita aiutando i propri figli a vivere la diversità non come limite o ostacolo, ma come risorsa, poiché è attraverso le difficoltà che cresce l’unione e in quell’unione si ritrova facilmente la condivisione e il sorriso..ma mi si lasci ringraziare quei papà che ricordano a tutti noi quanto straordinario sia il legame che ci può essere con il proprio figlio o con chiunque altro, quando, profondamente, lo desideriamo
Sono belle queste feste, è facile tornare indietro nel tempo a quando si preparava un semplice bigliettino d’auguri, lo si immaginava e poi, con emozione, si aspettava il momento giusto per offrirlo, certi di ricevere in cambio, una parola di dolce approvazione o un gesto di attenzione.
Passano gli anni, cambiano le prospettive e la Festa del Papà è ancora vissuta dai bimbi, e non solo da loro, come un momento di gioia tuttavia vorrei portare la mia attenzione su un altro aspetto altrettanto significativo:
struttura della famiglia, importanza dei genitori, ruolo del padre... sociologi ed educatori si ritrovano sempre più spesso a parlare della decadenza della famiglia e del cambiamento del ruolo dei genitori in una realtà in continua evoluzione.
Quando parlo di padre viene anche in mente lo straordinario film di Francesca Comencini ispirato a due capitoli che trattano la problematica del rapporto di Zeno con suo padre, nel romanzo di Svevo.
Ma chi è padre?
credo che un padre sia prima di tutto un uomo, con imperfezioni, timori, con dolcezza e attimi più scuri, credo che padre sia trasformazione poiché egli stesso nella vita è stato bambino, accompagna lasciandosi accompagnare.
«Non è difficile diventare padre» diceva Wilhelm Busch «essere padre, questo è difficile» e vi sono delle realtà qui, come altrove dove il padre, al pari della madre è emblema della generosità più assoluta.
Leggevo, poco tempo fa un interessante articolo comparso su un quotidiano locale dove si ricordava che sono più di duemila i bambini seguiti ogni anno dalla Neuropsichiatria infantile dell’Ass 4 “Medio Friuli”. "Di questi, un terzo ha alle spalle una famiglia sfasciata, un terzo vive con mamma e papà e un terzo ha problemi di handicap".
Se vi sono «padri in fuga» dunque ve ne sono altri che emotivamente e fisicamente vivono e accompagnano nella vita aiutando i propri figli a vivere la diversità non come limite
o ostacolo, ma come risorsa, poiché è attraverso le difficoltà che cresce l’unione e in quell’unione si ritrova facilmente sorriso e condivisione
Quante volte a scuola mi è capitato di accogliere bambini con handicap accompagnati da padri che non cessavano di sorridere che li tenevano stretti e che poi, li invitavano ad inserirsi nella classe. Quante volte poi, al temine delle lezioni, erano pronti ad aspettarli curiosi e desiderosi di sapere come avessero trascorso quelle ore.
Certo, chi vi parla non è ancora genitore e non vive una realtà come questa, ma mi si lasci ringraziare quei papà che ricordano a tutti noi quanto straordinario possa essere legame con il proprio figlio o con chiunque altro, quando, profondamente, lo desideriamo
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Per lo Speciale SuperEva Festa Del Papà 2006