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Friuli Venezia Giulia è.....
A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 26/04/2006
C'era una volta una bellissima principessa, di nome Rosandra, che un cattivo mago teneva prigioniera nel suo castello incombente tetro e dirupato sulla valle. I lamenti della bella principessa prigioniera attrassero alfine un giovane cavaliere il quale decise subito di liberarla. Venuto a duello col perfido mago, dopo un aspro combattimento, lo trafisse a morte con la sua spada e liberò così la principessa che si era ormai invaghita del suo coraggioso salvatore
... C'era una volta una bellissima principessa, di nome Rosandra, che un cattivo mago teneva prigioniera nel suo castello incombente tetro e dirupato sulla valle. I lamenti della bella principessa prigioniera attrassero alfine un giovane cavaliere il quale decise subito di liberarla. Venuto a duello col perfido mago, dopo un aspro combattimento, lo trafisse a morte con la sua spada e liberò così la principessa che si era ormai invaghita del suo coraggioso salvatore. Ma questi non volle portarla con sé, al suo castello: adducendo a pretesto un'impresa che doveva portare a termine a tutti i costi, la lasciò con la promessa di tornare presto a riprenderla per farla sua sposa... Non tornò mai più. .. La bella principessa Rosandra si mise allora a piangere disperatamente. E tale era il suo dolore e lo strazio che una buona fata, impietosita, la tramutò in sasso. E dal sasso continuarono a uscire le lacrime con tale abbondanza che ben presto formarono un ruscello, il quale cominciò a scorrere lungo la valle, attraverso cascatelle, salti di roccia, vasche, pareti di pietra, greti sassosi, verso il mare.... L'autore Dante Cannarella nel libro "Motivi Carsici" commenta la leggenda: "Seduto su una liscia piastra di roccia grigia, ascoltavo il mormorio dell'acqua che vedevo scorrere, chiara e cristallina, ai miei piedi. Quell'acqua poteva davvero essere formata dalle lacrime della principessa Rosandra? È bello credere alle leggende… Mi sarebbe piaciuto risalire il torrente fino a trovare la pietra dalla quale l'acqua sgorgava. L'avrei baciata a lungo, sperando con il mio bacio di richiamare in vita il marmoreo corpo della principessa in cui era racchiuso. Ma la mia sarebbe stata una viltà, perché non ero il bel cavaliere che la principessa disperatamente piangeva. Io ero soltanto un povero uomo qualsiasi che credeva ancora alle leggende ed ai sogni. Un'uomo che guardava l'acqua scorrere via, sotto i suoi piedi, come fosse la sua stessa vita, né poteva far nulla per trattenerla. Ricordava soltanto, ed anche quello era un sognare….. ( Dante Cannarella è autore famoso di Volumi Storici tra cui due libri idali per i giovani che desiderano avvicinarsi alla storia triestina, ricordo: 1969: L'orizzonte di pietra Il Carso, spiegato ai ragazzi della IIIB e 1972: I millenni di Trieste La storia di Trieste spiegata ai ragazzi )