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Speciali Supereva

Barga, riflessi di luce

A cura di Luisa Maria Carretta

Pubblicato il 13/04/2008

Oltre il Friuli Venezia Giulia... i miei viaggi...

C’è una natura, al centro d’Italia, fatta di boschi, vette e parchi ancora selvaggi che sono il cuore della Garfagnana e c’è un gioiello incastonato in questo verde che si apre nell’ampio orizzonte e che  diviene tessera preziosa  nel mosaico delle bellezze della Toscana.

 

Luoghi mai del tutto conosciuti o non ancora svelati e forse, anche per questo,  sempre  più preziosi.  Nella valle del Serchio ogni cosa chiede di essere contemplata ma è a Barga che l’asprezza della pietra diviene, per mano dell’uomo, incanto.

 

Ci sarà pure un motivo se artisti e poeti, Pascoli in primis, scelsero questa preziosa cittadina come luogo d’ispirazione e rifugio dell’anima e per scoprirlo basta attraversare le mura da una delle tre porte  e ritrovarsi, come per incanto, in un tempo quasi sospeso e mai del tutto passato.

 

Barga non ha una grande piazza, se non quel balcone del Duomo che diviene emozionante finestra verso tutta la vallata e per visitarla basta percorrere le vie che la circondano e l’abbracciano.

 

Stradine strette, a volte tortuose, case che si arrampicano, scale, piccoli negozi d’antiquariato e un pavimento, fatto a tratti di ciotoli grigi, tondi e levigati su cui i caffè espongono le specialità della giornata. 

 

Ci si siede a consumare l’aperitivo con tranquillità, si passeggia.

 Qui non ci sono macchine e i suoni sono quelli di ragazzi che corrono e giocano o di qualche radio accesa.

 

Il Teatro dei Differenti, Il Castello, la Porta Macchiaia, la Chiesa della S.S. Annunziata, il Conservatorio di S. Elisabetta che custodisce la splendida  pala d'altare della scuola dei Della Robbia (sec. XV-XVI), Palazzo Pancrazi oggi sede comunale, la Loggia dei Mercanti, mille preziosi tesori a cielo aperto racchiusi in poco più di un chilometro quadrato.  Ma è il candore del Duomo a catturare l’attenzione. Natura e bellezza si incontrano nei blocchi di alberese di cui è fatto, una pietra particolare che acquista colori e tonalità diverse a seconda dell’esposizione al sole.

 

Oggi c’è il sole, tutto è ancor più chiaro e questa bellezza che riflette ci invita ad entrare per scoprire un’oasi di altrettanta pace e riflessione.

 

I cognomi inglesi e francesi, sui campanelli di antichi portoni, ci ricordano che il destino di Barga è indiscutibilmente legato al turismo.

 

Un turismo buono che cerca di proporsi  in maniera elegante regalando un giusto equilibrio tra vacanza, cultura  e ambiente, intendendo, per ambiente, non solo quello naturale ma anche quello storico, culturale e umano.

 

Ogni luogo è importante, ma ci sono luoghi che lo sono un pò di più.

 

Riflessi di luce...

che partendo dal passato regalano un diverso e forse nuovo senso alla vita,

alla magia dell’incontro ed al nostro andare....

 

 

 

 

di Luisa Maria Carretta

vietata la riproduzione totale o parziale del testo e delle immagini

 

l'articolo è stato pubblicato anche su alpiapuane.com

ringrazio Gianluca e tutta la redazione per questo che considero prezioso regalo...

grazie di cuore

luisa

 

 

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