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Guida Friuli & Memoria

16 Argomenti
Oriana, l’alieno nell’oceano delle tempeste
C’è qualcosa di unico nella vita di Oriana Fallaci: l’assenza. Un’assenza ingombrante che pesa nella scena giornalistica, un’assenza alimentata dal silenzio della critica, un’assenza che l’ha portata ad essere alieno, voce unica ed isolata, emarginata a volte, più spesso accusata e criticata..
Déjà Vu
uccidere, compiere uno stupro, vendere la vita, abbandonare un animale… c’è un filo comune in questi gesti è la la capacità autogiustificativa dell’uomo… c’è sempre un perché… una giustificazione che rende un atto meno crudele e più accettabile....Abbiate pazienza… mi piacerebbe che queste venissero chiamate per quelle che sono… violenze senza fine…
Terremoto, Memoria e Speranza...
Uccelli che trasmigrano in un mondo nuovo che non conoscono e che spesso a malapena li sopporta.Fai associazioni strane dapprima inconscie e poi ragionate, in un ragionamento che sragiona, con la temperatura, col cielo , col suo colore, con l'abbaiare dei cani, col fissare un punto immaginario, del muso dei gatti, coi strani silenzi e resti li in attesa di un evento, che potrebbe toglierti anche quelle poche certezze che ti sono rimaste, gli oggetti che hai recuperato dalla tua casa, il vestito che hai addosso..Terremoto è anche la paura di ricordare, il desiderio di dimenticare eventi come se mai fossero accaduti, rimuovendoli dalla nostra coscienza.....
vedi il link:http://guide.supereva.com/psicoterapia_ericksoniana/interven...
L'infibulazione
anno, due milioni di piccole vittime vanno ad aggiungersi ai 130 milioni di donne che vivono col marchio di questa ferita. L'Africa sub-sahariana, da est a ovest, è l'area di maggiore diffusione: Sudan, Somalia e Mali soprattutto, ma anche gran parte dell'Africa occidentale, l'Egitto, le zone meridionali della penisola araba, e più raramente alcune zone dell'Asia sud-orientale.
vedi il link:http://guide.supereva.com/storia/interventi/2006/01/240508.s...
Foibe: i 1048 nomi
Un faldone senza neppure uno straccio di copertina, un preambolo, una nota d'accompagnamento. E neppure un «ci dispiace, è andata così», che del resto sarebbe parso atrocemente stonato. Solo un elenco asettico di nomi, date di nascita, professione o corpo d'appartenenza, data della cattura e della deportazione. Schegge di vite perdute, appese lassù, nel firmamento dei martiri.
Una gigantesca menzogna
Mai prima di aver letto il meritorio “L’esodo” di Arrigo Petacco, un libro pubblicato nel 1999. Mai prima di quel libro avevo letto di quella ragazza ventitreenne che un pugno di bestie jugoslave stuprarono a lungo e sino alla soglia della foiba dove la scaraventarono; né sapevo della decisione – per una volta santa e benedetta – dei tedeschi che catturarono i colpevoli e li costrinsero a passare la notte in piedi accanto alla salma di Norma prima di essere fucilati all’alba.
Foibe: oltre la porta
Dopo la fine della Grande Guerra, l'Italia ottenne la Venezia Giulia e il litorale adriatico. Nel 1920 fu annessa al Regno anche la città di Fiume. Poi il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, l'occupazione tedesca che seguì all'armistizio dell'8 settembre. La risiera di San Sabba a Trieste convertita in un campo di sterminio.
Mai Più Per Sempre
Leggere, come ci ricorda il poeta francese Charles Pèguy, significa “penetrare dentro un’opera”....Ricordare diviene un obbigo morale per dare ai ragazzi un patrimonio ampio di conoscenze che possa vivere nel tempo ed aiutarli nel cammino della vita, per non dimenticare. L’altro è ricchezza. Oggi lo sarà per sempre.
Esisti come esistono le tue impronte sulla neve....
allora comprendi come nulla è mai accaduto perchè non poteva ancora accadere.... perchè non avevi ancora il coraggio dei tuoi gesti... non avevi la consapevolezza del tuo corpo Di quello che ti poteva dare, degli obbiettivi che potevi raggiungere. Ora hai compreso che ogni gesto prima di compiersi fuori ha bisogno di essere compiuto dentro ... Esisti come esistono le tue impronte sulla neve....
vedi il link:http://guide.supereva.com/psicoterapia_ericksoniana/interven...
Endrigo il poeta della canzone
Un suo grande progetto, l’ultimo a cui riuscì a dedicarsi, fu quello di incidere e pubblicare in lingua friulana, con gli adattamenti di Alberto Zeppieri, alcune canzoni del suo repertorio, tra cui due brani: 1947 e proprio l’inedito Altre Emozioni, a raccontare, rispettivamente, la prima e l’ultima parte della sua vita. Rai Trade ha oggi, alla vigilia del grande concerto che la Città di Roma dedica alla figura di Sergio Endrigo, inseriti i due brani friulani in questa seconda pubblicazione del cd, per ricordare e celebrare un grande artista che nella sua lunga carriera ha scritto 260 canzoni “ma senza poter dire quale sia la preferita” – spiegava – “perché un padre ama anche i figli scemi”.
vedi il link:http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2006...
La diga del Vajont
9 ottobre 1963. Ducentosessanta milioni di metri cubi di materiale si staccano dal monte Toc e precipitano nel bacino artificiale del Vajont. Il materiale staccatosi dal versante meridionale, precipita ad una velocità di circa 95 km all'ora nell'invaso per una lunghezza di 1,8 km ed un'altezza di 152 metri al di sopra del livello idrico, provocando un'ondata di oltre 200 metri. L'ondata dopo aver lambito i paesi di Erto, Casso e San Martino, che si trovavano a monte, si abbattè sulla diga asportandone la parte superiore e s'incanalò nella gola del Vajont raggiungendo la Valle del Piave e cancellando in pochi minuti Longarone e altri paesi più piccoli. La catastrofe provocò circa ducento morti...
vedi il link:http://guide.supereva.com/storia/interventi/2005/12/237345.s...
Polemiche Storiche
«Il capo della Garibaldi ha riconosciuto che lavorava per Tito, ha condannato la strage e mi ha chiesto scusa Perciò l'ho abbracciato» «Il prete nella Resistenza è sempre stato il fratello di cui ti potevi fidare, che ti avrebbe seguito anche in missioni rischiose, tanto che i sacerdoti, come cappellani militari e partigiani, hanno spesso rischiato la vita per essere accanto ai propri uomini».
28 gennaio 1994
E' il 28 gennaio 1994. In un cortile di Mostar est una troupe della RAI sta girando un servizio davanti ad un rifugio dove sono ammassate decine di persone; tra queste molti sono bambini e proprio ai bambini vittime della guerra è dedicato lo speciale che i giornalisti triestini devono realizzare per il TG1.
Il Gatto di Piazza del Grano
Ci hanno giocato a palla in tre, a Piazza del Grano, in una cittadina del Basso Friuli. Un signore che passava di lì con la figlia avebbe poi raccontato: "pensavo fosse uno straccio". Invece era un gattino di tre mesi.
Le Salme di 350 ragazzi rientrano in Italia
Non sarà possibile dare identità a queste salme, ma dar loro una degna sepoltura, un luogo dove poter piangere per chi ancora le aspetta, questo sì.
Non c'è Futuro Senza Memoria
Non si può negare la Storia ma è difficile conservare la memoria. Solo i film ed libri possono farlo, come quelli di Levi e quello di Settimia. La Storia non si fa pesando ma ricordando poiché...

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