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Un laser per la caccia agli esopianeti

A cura di GeoCar

Pubblicato il 11/05/2008

Lo strumento emette 10 miliardi di impulsi al secondo, ciascuno dei quali dura circa 40 femtosecondi con una potenza media di 650 milliwatt

foto intervento Scienziati del Centro per la fotonica applicata dell’Università di Costanza, in Germania, e del National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno realizzato un laser ultraveloce che offre una combinazione unica tra alta velocità, brevità degli impulsi e alta potenza media. Lo stesso gruppo del NIST ha mostrato che questo tipo di laser, se utilizzato come tecnica per misurare le diverse componenti della luce, potrebbe aumentare la sensibilità degli strumenti astronomici di 100 volte.

Lo strumento, che verrà illustrato nel corso della Conference on Lasers and Electro-Optics che si svolgerà nei prossimi giorni a San Jose, in California, emette 10 miliardi di impulsi al secondo, ciascuno dei quali dura circa 40 femtosecondi con una potenza media di 650 milliwatt. Per confronto, si tratta di impulsi 10 volte più frequenti di quelli prodotti da analoghi dispositivi standard utilizzati attualmente presso il NIST. I valori di potenza, peraltro, sono da 100 a 1000 volte più alti dei tipici laser ad alta potenza.

L’applicazione più promettente del nuovo laser resta la ricerca astronomica, sostengono i gli autori. In particolare, il dispositivo potrebbe essere utile nella “caccia” ai pianeti che orbitano intorno a stelle distanti. Uno dei metodi utilizzati in questo ambito, infatti, è la misurazione delle lievi variazioni di colore delle stelle dovuti alla presenza di pianeti in orbita, dovuti alle infinitesime variazioni di distanza della stessa stella rispetto all’osservatore: quelle attualmente rilevabili sono dell’ordine di metri al secondo. Ma l’ambizione è ora quella di spingersi oltre.

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