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By Giallo e noir di Sabina Marchesi
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Giallo e noir di Sabina Marchesi guida dal 20-09-2004

Il Declino del Giallo a Teatro

Ogni anno pochi, pochissimi, e sempre meno spettacoli teatrali vengono allestiti per rappresentare adattamenti di romanzi gialli

foto intervento

Il Declino Del Giallo A Teatro
di Sabina Marchesi
da un articolo di Paolo Petroni

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La domanda che ci si è posti al recente convegno tenutosi a Brescia dal simpatico titolo " A Qualcuno Piace Giallo" è: perchè si porta poco il giallo a Teatro?

Una delle tante possibili risposte a questo interrogativo è stata fornita simpaticamente da Bruno Gambarotta che afferma: "un autore di gialli ha più probabilità di essere colpito da un meteorite che di essere messo in scena", riportandoci con la memoria al passo biblico "è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago che per un ricco entrare in paradiso".
A proposito di questa frase, quella biblica, è anche interessante notare che essa fu uno dei più grandi errori di traduzione di tutti i tempi, se appartenete alla schiera di tutti quelli che si sono sempre chiesti perchè mai un cammello avrebbe dovuto cercare di entrare nella cruna di un ago, vi farà forse piacere scoprire che la parola erroneamente tradotta con "cammello" originariamente nella lingua madre identificava una grossa corda ad uso marinaresco, tipo una gomena per capirsi, da qui l'equivoco.

Tornando al giallo a teatro, omettendo alcuni casi fortunati, come le centenarie repliche di Una Trappola per Topi della Christie, e la recente rappresentazione di Delitto per Delitto con la compagnia di Craig Warner, lo ricordiamo magistralmente interpretato da Alessandro Gassman e Giuseppe Fiorello, le riduzioni teatrali a matrice gialla si contano davvero sulla punta per le dita.

La Compagnia Stabile del Giallo di Roma, anni fa ha rischiato di dover chiudere, e tuttora sopravvive a stento, tanto che alle rappresentazioni possiamo contare sempre e solo i soliti appassionati che gremiscono la minuscola sala, ed è costretta ogni anno ad andare in scena con sempre meno mezzi spazi e strumenti. Gli amatori però ci sono, i registi e i raffinati interpreti anche, trame a cui attingere ce n'è un'infinità, e dunque cosa trattiene le compagnie teatrali dal mettere in cartellone un giallo? Mancano forse incoraggiamenti, sovvenzioni e supporti istituzionali, dal ricco mondo della cultura e della critica.

Dal semplice punto di vista tenico potremmo ipotizzare che i moderni noir, con le loro atmosfere sordide e fumose, sono forse meno adatti alla rappresentazione dei vecchi gialli classici e tradizionali della vecchia scuola.

Ma ecco che i gialli classici, di cui certo non manca la scelta, necessitano di molti personaggi per portare avanti il loro plot intricato tra misteri e sospetti, di spostamenti per seguire le varie fasi della narrazione, di scenografie sempre rinnovate per muoversi tra le ambientazioni ogni volta diverse, e di una concreta riduzione scenica, in quanto sarebbe impossibile riportare integralmente un testo, senza però intaccare minimamente la suspense e le aspettative del pubblico.

Di qui allora forse la difficoltà, ma non l'impossibilità, di rappresentare validamente spettacoli teatrali in giallo, ma vi posso assicurare che con l'applicazione di un minimo senso artistico si possono gradevolmente vedere ridotte opere valide e senza tempo su un piccolo palcoscenico teatrale con un ridottissimo stuolo di attori, la Compagnia Stabile del Giallo lo fa ormai da più di un decennio, nonostante le difficoltà, e senza mai mancare un colpo.

Ma come dicevamo prima, forse, per i registi seri e impegnati, per un pubblico colto e raffinato, per una critica sempre più elitaria ed intellettuale, i gialli magari non fanno cultura, e non saremmo, temo, nel pensarlo poi così lontani dalla verità.

Rimane il fatto che cultura e divertimento possono e devono andare in sintonia, perchè non v'è cultura senza passione, e la passione nasce da qualcosa che ci intriga, ci strega e ci cattura, per mai più lasciarci, e cosa c'è che risponda meglio a questi requisiti se non un Buon Vecchio Giallo?

Che torni dunque il giallo a teatro e ci faccia ricominciare a sognare irrimediabilmente persi dentro un'avventura senza tempo tra intrighi, misteri e delitti, dove al contrario della realtà di tutti i giorni, alla fine tutti i pezzi tornano a posto, e restiamo con la appagante e rara sensazione che, per una volta, ogni cosa si sia risolta nel migliore dei modi.

Sabina Marchesi

Queste note state tratte da un articolo apparso sul sito OmicidiSeriali a firma di Paolo Petroni