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A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 29/09/2004
Grande creazione di Georges Simenon, questo Commissario Maigret è il cosiddetto uomo di una volta, formalmente corretto, integerrimo, legato alle convenzioni sociali, buon conoscitore delle debolezze umane.
Commissario Maigret di Georges Simenon
Grande creazione di Georges Simenon, questo Commissario Maigret è il cosiddetto uomo di una volta, formalmente corretto, integerrimo, legato alle convenzioni sociali, buon conoscitore delle debolezze umane, ma senza comprensione alcuna delle motivazioni psicologiche o morali, è uno che non perdona, che non vuol perdonare, che non ama il crimine e non lo tollera, la sua conoscenza della miseria umana è tale da non permettergli mai il minimo cedimento, rigido esponente delle forze dell’ordine vuole il colpevole assicurato alla giustizia. Commissario della leggendaria Suretè di Parigi gode del rispetto e della stima incondizionata di tutti i suoi uomini e della sua quasi invisibile ma sempre presente e pazientissima moglie, che gli perdona sempre ritardi e malumori, come ogni moglie di un poliziotto dovrebbe saper fare. Maigret è uno che la sera quando torna a casa si siede a tavola e mangia di gusto, sorbisce un bicchierino di pernod, e tra le mura di casa, con la moglie che si offre come muta confidente, rielabora le informazioni, si pone interrogativi, riflette, e ragiona, riempiendo continuamente il fornelletto della pipa che lo aiuta a pensare. Tra gli interrogatori al Quai des Orfevres, gli spuntini ordinati alla Birreria Dauphine, i grandi boccali di Birra, e i bicchierini di Pernod, la giornata di Maigret scorre costante come i binari di un tram. La moglie lo chiama Maigret, e lui