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Correnti Letterarie

Cyberart

A cura di Sabina Marchesi

Pubblicato il 04/10/2004

Un piccolo saggio di Francesco Boffoli sulla CyberArt, uno dei moderni misteri a cavallo tra letteratura ed informatica.

 

 

Dal graffito al microchip:

il miraggio della conoscenza

 

“Non produrrai mai l’uno che cerchi

- dice il maestro -

se prima non sarai diventato uno con te stesso”

                                   Dorneus, Teatrum chemicum

 

Dai graffiti ai microchips l’urlo dell’uomo delle caverne non è cambiato. L’angoscia della scoperta che ogni cammino di conoscenza porta prima o poi alla distruzione della conoscenza stessa o alla rivelazione dell’inganno così abilmente celato dal velo di Maya: la realtà è illusione. L’esplosione delle arti, delle scienze e della tecnologia è stata generata dall’ingenua convinzione di poter esorcizzare e rinviare indefinitamente quell’incontro inevitabile con la realtà ultima che aspetta ognuno di noi. Rompere lo specchio allora e fuggire da quell’immagine che ci perseguita. Ma gli dei non ci parleranno fino a quando non avremo un volto... Così la fuga si trasforma in una ricerca che allontana continuamente l’oggetto delle nostre indagini. Il serpente si morde la coda. Oggi  la tecnologia ci offre nuovi mondi virtuali da esplorare, si allargano i confini della nostra mente e le coscienze individuali si connettono in rete per comunicare con altri mondi e altre civiltà ma le domande di fondo restano le stesse di quattrocentomila anni fa: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Forse queste risposte sono nascoste in uno dei milioni di siti della madre di tutte le reti, o forse sono sepolte dentro di noi...

                  

Francesco Boffoli

 

 

 

 

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