Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 04/10/2004
La buona prima prova narrativa di un promettente autore capace di rappresentarci un mondo che ancora non conoscevamo, coinvolgendoci in una storia avvincente, basata su un delitto, ma sviluppata sulla crescita interiore e sulla sfida contro il mondo di chi sa di potercela fare contando solo su se stesso e sulla propria forza. Prefazione di Raffaele Lauro.
AL DI LA’ DEL VENTO di Carlo Carere
La buona prima prova narrativa di un promettente autore capace di rappresentarci un mondo che ancora non conoscevamo, coinvolgendoci in una storia avvincente, basata su un delitto, ma sviluppata sulla crescita interiore e sulla sfida contro il mondo di chi sa di potercela fare contando solo su se stesso e sulla propria forza. Prefazione di Raffaele Lauro.
“L’incarnazione dello spirito di competizione nella sua forma più pura…” E’ questa la definizione data dall’autore all’Atletica Leggera che fa da sfondo all’intera narrazione, sostiene Lauro nella sua esauriente prefazione didascalica. Nel racconto si respira un’Atletica Leggera ove l’onestà, il rispetto, la tolleranza, il sacrificio e l’impegno, si fondono in un cocktail d’idealismo che è in grado di far sognare il lettore e trascinarlo in un mondo ammaliante.
“Al di là del vento” è la commovente storia di un ragazzo, Marcus Fonseca, figlio di un noto corridore, Simone, che perde la vita durante lo svolgimento di una gara olimpica sui cento metri piani, nella quale si sta clamorosamente confrontando alla pari con i campioni internazionali. Nella disciplina dei cento metri, nessun uomo dalla razza bianca è mai sceso sotto i dieci netti. E’ una maledizione e proprio nel momento in cui sembra che Simone Fonseca stia per spezzarla, l’atleta spira e abbandona il figlio al proprio destino, lasciandogli però un insieme di valori che traspariranno in ogni frangente della storia. Marcus rimane orfano, giacché la madre era morta dandolo al mondo e va a vivere con la nonna. Renzo Amodei, che era stato l’allenatore di Simone, è un uomo strenuo e singolare per la dedizione e la determinazione che lo contraddistinguono. “…E’ colui che incarna lo spirito dell’atletica, così lontano da ogni logica di potere, ricchezza e business, in nome dell’eccellenza sportiva cui ha dedicato la propria esistenza…la sua presenza si percepisce in ogni riga del testo, in cui trasfonde una forza d’animo fuori dal comune che è in grado di stimolare il lettore, oltre che l’atleta…”, afferma ancora Lauro. Renzo vive con grande dolore la morte del suo allievo Simone. Quasi come per espiare una pena che sente per lui giusta, addotta spiritualmente il piccolo Marcus e lo instrada con ostinazione verso l’impegno atletico, con ciò, forzando la psiche dell’adolescente, già tanto provata dalle tristi vicissitudini familiari. Il giovane matura, diventando un atleta di livello. I risultati però, si discostano dalle speranze nutrite dall’allenatore di rivedere Marcus nelle vesti del perfetto erede di Simone. Il ragazzo infatti, debole e indeterminato, nel tentativo di fuggire dalla propria infelicità di fondo, abbandona l’Atletica Leggera e tutta la sua vita passata, recandosi, all’insaputa di tutti, a Los Angeles. Quì si pone all’improbabile ricerca di una nuova dimensione interiore che sia in grado di regalargli la felicità a lui ancora sconosciuta. Trova un nuovo lavoro ed un amore sublime che gli permettono di trascorrere sospirati momenti di piacere. Ben presto, però, l’incantesimo s’interrompe allorché il giovane viene indotto a partecipare ad un grave crimine per il quale subirà una condanna a morte. L’evento, nello sconvolgere il mondo sportivo, rende finalmente noto ove l’ex Atleta si era recato, quasi un anno prima, senza premurarsi di farne menzione neanche all’unico uomo che aveva colmato il suo immenso bisogno d’affetto: Renzo. L’anziano allenatore, tuttavia, rientra in gioco. Sospinto dall’affetto verso il ragazzo e da un irrefrenabile desiderio di farlo accedere ad una redenzione quantomeno interiore, intraprende un’iniziativa assai ambiziosa, procacciandosi il dissenso e l’ira dei vertici sportivi italiani. Raggiunge il suo ex-allievo negli U.S.A. e gli propone l’impossibile…ovverosia a usa partecipazione alle imminenti Olimpiadi di Los Angeles. Di qui un crescendo di eventi, che renderanno quello di Marcus, un caso di fama mondiale.
Il romanzo di Carlo Carere è bello e avvincente. Sviscera un caso esistenziale drammatico, a tratti struggente, di un giovane che affronta la vita, privo delle armi concesse dall’affetto di una famiglia: “…Assistiamo, pertanto, nello svolgersi del racconto, ad un lungo e doloroso processo di maturazione del giovane, che si conclude con il raggiungimento della piena consapevolezza di sé, al quale il lettore partecipa così come si fa ad una gara dei cento metri, quando si hanno a cuore le sorti di un atleta..”, asserisce ancora il prefatore. L’autore non lascia, però, che la drasticità dei toni affondi l’opera tra le acque d’un immobilizzante pessimismo. Tutt’altro. Il racconto progredisce in una sequela d’emozioni sempre più intense, che vengono espresse con enfasi dai suoi protagonisti. Man mano che si procede nella lettura, balza sempre più agli occhi una visione ottimista e avveniristica della vita. Il percorso, dopo una serie di colpi di scena, si conclude con un finale mozzafiato, il quale non è catalogabile né lieto né triste, ma è in grado d’essere sia l’uno sia l’altro, lasciando, in ogni modo, il lettore soddisfatto e avvinto. I personaggi tutti, seminano un messaggio di speranza e giocano la battaglia che vede un alto idealismo, contrapporsi al suo opposto, un anti-idealismo, attraverso una narrazione emozionata, coinvolta dell’Autore, il cui pathos è regolarmente presente nel racconto. Il fine é quello di celebrare i valori basilari della convivenza sociale, e recuperare la consapevolezza del loro significato, quale unica strada in grado di condurre alla sopravvivenza di una società globale martoriata da piccole e grandi ingiustizie, nonché, tuttora, da sofferenze atroci e violazioni dei diritti umani. Viene posto l’accento sulla capacità umana di non darsi mai per perduti e abbracciare una passione anche in condizioni estreme e disarmanti, come quelle in cui il protagonista si trova, in seguito ad una discutibile condanna a morte, che viene da lui vissuta in tutta la sua iniquità. La storia diventa un inno alla fede, alla volontà ed al coraggio, strumenti essenziali per produrre opere immortali, non soggette all’erosione del tempo. Sono presenti molti contenuti. Ci si sofferma sul concetto di vita, della morte e sull’estremo significato della religione, per un uomo senza speranze e per ogni essere. Questi pensieri dell’autore vengono espressi attraverso l’evolversi della psiche dei protagonisti, nonchè con molteplici spunti di riflessione che sembrano interrompere l’unità dello scorrere narrativo del romanzo, facendogli perdere un tanto di suspence, ma che, di sicuro, regalano al lettore un prodotto completo.
La narrazione è descrittiva ed immaginifica. Essa pone il lettore nelle condizioni di immaginare fedelmente le situazioni che si sviluppano nel corso del racconto. Il lettore è trasportato nella storia e la vive con partecipazione, a tratti commuovendosi di fronte agli eventi che si cuciono a guisa di fotogrammi, come in una rappresentazione cinematografica. Certe, sono le emozioni che il libro regala.
La buona costruzione della trama mette in luce una dote naturale dell’autore, che con “Al di là del vento” è alla sua prima (e speriamo non ultima) esperienza narrativa.
La prefazione è stata realizzata dal Prefetto di prima classe Raffaele Lauro (www.raffaelelauro.com), noto giornalista pubblicista, opinionista politico, sul Radiocorriere TV, con la rubrica “Cittadini ed Istituzioni”.