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Cinema

Gregory Peck

A cura di Sabina Marchesi

Pubblicato il 10/10/2004

Uno dei brutti ma belli di Holliwood, idolatrato dalle donne e corteggiatissimo da produttori e registi, fu interprete di un'epoca irripetibile, in cui tutta la magia del cinema sembrava dilatarsi al di là dei confini quotidiani della normale realtà.

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Gregory Peck

 

Uno dei brutti ma belli di Holliwood, idolatrato dalle donne e corteggiatissimo da produttori e registi, fu interprete di un'epoca irripetibile, in cui tutta la magia del cinema sembrava dilatarsi al di là dei confini quotidiani della normale realtà.

 

Nato nel 1916 in California da un farmacista di origine irlandese, si diploma a San Diego presso lo State College per poi abbandonare gli studi universitari di Berkley in favore della carriera di attore teatrale che lo porta a New York.

 

Nel 1944 debutta sullo schermo con la pellicola Tamara Figlia della Steppa di J.Tourner.

E' il suo momento magico, in un periodo in cui ogni impresa sembrava possibile, Gregory Peck, alto, dinoccolato, fascinoso ed intrigante, dotato di sobrietà ed eleganza, assurge in un lampo ai fasti dell'olimpo hollywoodiano.

 

Nello stesso anno, il 1944 interpreta altri due film, Le Chiavi del Paradiso di J.Sthal per il quale addirittura già riceve una nomination all'Oscar, e La Valle del Destino di T.Garnett.

 

La sua carrira è ormai lanciata verso i massimi fulgori della gloria, quando nel 1947 viene chiamato a interpretare due film di Alfred Hitchcock, Io Ti Salverò e Il Caso Paradine.

 

La fama e l'immortalità sono ormai conseguenza logica e gli vengono conferite con l'interpretazione passionale del mitico film Duello Al Sole di King Vidor sempre del 1947, che sembra essere l'anno magico di Gregory Peck, con ben quattro pellicole di prestigio al suo attivo.E sempre del 1947 è Barriera Invisibile di E.Kazan.

 

Dotato di tenacia tutta irlandese, Gregory Peck riesce a interpretare con la medesima facilità una serie pressochè infinita di personaggi diversi, variando il tenore recitativo e calibrando le sue interpretazioni senza mai cambiare tecnicamente registro, ma sviluppando le diverse sfumature di ogni ruolo, con uno stile personalissimo e disinvolto.

 

Sarà di volta in volta un personaggio timido ed impacciato, come ne L'Uomo dal Vestito Grigio del 1956 di N.Johnson,  un' avventuriere brillante e cavalleresco nel mitico Vacanze Romane del 1953 di W.Wyler, un'eroe drammatico e solitario in Moby Dick La Balena Bianca di J.Houston nel 1956.

 

Nessun ruolo manca dunque nella sua lunga filmografia composta tra le altre cose anche da: Il Promontorio della Paura del 1962, La Notte dell'Agguato del 1969, e Abbandonati Nello Spazio dello stesso anno.

 

Nel 1962 si aggiudicò l'agognato e meritatissimo Oscar per Il Buio Oltre La Siepe in cui fu diretto da R.Mulligan.

 

Uno degli ultimi film è I Ragazzi Venuti dal Brasile del 1978 in cui lo vediamo invecchiare con stile senza cedere di un millimetro sulla sua proverbiale scioltezza interpretativa.

 

Perfetto dominatore dei suoi tempi, seppe scrivere una suggestiva autobiografia, dal titolo An Actor's Life. che contribuì a mantenerlo tra le stelle dell'Olimpo Hollywoodiano per molti anni ancora dopo la sua morte.

 

Sabina Marchesi 

 

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