Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 27/10/2004
Al Teatro Valle dal 9 al 21 Novembre in cartellone uno spettacolo di Riccardo Reim sul Marchese De Sade.
MARQUIS DE SADE, VIERGE ET MARTYR
Poco si sa degli ultimi anni di vita del Marchese de Sade, lo scrittore francese, il “libertino”, simbolo scomodo di un’epoca di decadenza, che portò alle estreme conseguenze la ricerca della libertà individuale, nella vita e nelle opere. Di famiglia aristocratica, passò quasi metà della sua esistenza in carcere; dal 1801 venne rinchiuso nel manicomio di Charenton, dove rimase fino al 1814, anno della morte. Riccardo Reim, che ha curato e tradotto una scelta di scritti teatrali del “Divin Marchese”, ricostruisce in scena questo periodo oscuro, basandosi su documenti rari e testimonianze dello stesso autore mai pubblicate in Italia. Pino Micol ci consegna l’inedito e spietato ritratto di un uomo in cattiva salute, privo di mezzi e di amici, mal tollerato dai familiari, che trascorre giornate sempre uguali scrivendo farse, drammi e commedie per la Compagnia Teatrale nata all’interno del manicomio. E, nello stesso tempo, non rinuncia a scrivere clandestinamente le sue “opere dannate”. Sua complice e compagna di vita, Madame Quesnet, al suo fianco per 25 anni e fino alla morte, alla cui ambiguità presta voce e corpo Marta Bifano. “Un angelo mandato dal cielo” - come lo stesso marchese la definiva - in realtà specchio delle profonde oscurità della sadiana Justine. Il loro tempo trascorre tra ricordi di intrighi passati, progetti di crimini futuri, possibili fughe, finché il gioco e la violenza verbale vanno a sconfinare in modo incontrollato nelle azioni, fino alla tragica conclusione dell’esistenza di un autore tra i più inquietanti e sovversivi, che ha saputo scandagliare gli abissi oscuri dell’animo umano.