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Maestri del Giallo

Il Re dell'Horror Stephen King

A cura di Sabina Marchesi

Pubblicato il 30/01/2005

Stephen Edwin King, il re della letteratura horror, l'uomo che ha venduto tonnellate di libri in tutto il mondo, è nato il 26 settembre 1946 a Scarborough, nel Maine.

foto intervento

Stephen Edwin King, il re della letteratura horror, l'uomo che ha venduto tonnellate

 di libri in tutto il mondo, è nato il 26 settembre 1946 a Scarborough, nel Maine.

Suo padre era un militare impegnato nella Seconda Guerra Mondiale come 

capitano nella Marina Mercantile mentre la madre era una donna di origini

modeste. Pur

avendo la coppia adottato anche un secondo figlio, la famiglia di King subirà

un brutto trauma quando Stephen è ancora piccolo. Il padre, uscito di casa per

 fare una passeggiata, si dileguerà nel nulla senza più fornire alcuna notizia di sè.

La famiglia inizia così un lungo girovagare negli Stati Uniti, in cerca di un

lavoro per la madre, donna forte e di carattere. Accetta ogni lavoro che

le capita, anche duro e malpagato. I figli non vengono lasciati però del

tutto soli. La donna li guida all'ascolto della buona musica e alla lettura

 dei classici della letteratura.

Il piccolo Stephen King già a quattro anni dimostra di essere affascinato

dall'insolito e "dal lato oscuro dell'uomo". Disubbidendo a precisi ordini,

una sera ascolta di nascosto alla radio l'adattamento del racconto

"Marte è il paradiso" di Ray Bradbury. Ne riceve un'impressione tale

 da non riuscire più quasi a dormire al buio, a patto che vi sia la luce

del bagno accesa che filtri sotto la sua porta.

Presto Stephen comincia a leggere da solo tutto ciò che trova. A sette

anni scrive il suo primo racconto e scopre il terrore nel 1957, a dieci

anni, durante la visione del film "La terra contro i dischi volanti", che

 lo traumatizza. Due anni dopo scopre nella soffitta della zia i libri del

 padre, appassionato di Edgar Allan Poe, Lovecraft e Matheson.

Trova anche racconti della rivista Weird Tales, di Frank Belknap

Long e di Zelia Bishop. Il giovane scopre così che il padre non era

soltanto un girovago e un marinaio (come raccontato in famiglia) che

 si era ridotto a vendere elettrodomestici porta a porta, ma anche un

aspirante scrittore, affascinato dalla fantascienza e dall'horror.

Nel 1962 inizia a frequentare la Lisbon High School, a Lisbon Falls,

nei pressi di Durham. Qui nasce probabilmente il sogno di divenire

 uno scrittore. Inizia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste,

senza però alcun successo concreto.

Conclusi gli studi superiori, entra all'Università del Maine ad Orono.

Pur essendo molto timido e stentando a socializzare, il suo talento

 non tarda ad emergere. I prodromi del suo successo di scrittore

sono infatti già visibili in quegli anni. Nel 1967 Stephen King termina

il racconto breve "The Glass Floor", che gli frutta 35 dollari a cui fa

seguito, qualche mese dopo, il romanzo "La lunga marcia", che

viene sottoposto al giudizio di un agente letterario, il quale si

esprime in termini lusinghieri.

Nel febbraio del 1969 inizia ad occuparsi di uno spazio regolare sulla

 rivista "The Maine Campus", con la rubrica chiamata "King's Garbage

Truck". Di questo periodo è nota la sua straordinaria prolificità, tale

che era capace di scrivere un racconto perfetto cinque minuti prima

 che il giornale andasse in stampa. Questo fra l'altro è il periodo

 in cui conosce Tabitha Jane Spruce, poetessa e laureanda in storia,

 sua futura moglie.

Nel 1970 si diploma all'università, ottenendo il Bachelor of Science

in English e, date le difficoltà per trovare un posto di insegnante,

inizia a lavorare presso un distributore di benzina. Nel 1971,

 dopo una serie di esperienze lavorative umili, inizia ad insegnare

 inglese alla Hampden Academy.

Nasce la primogenita della coppia: Naomi Rachel. La famiglia si

trasferisce a Hermon, vicino a Bangor nel Maine. Lo scrittore inizia

a lavorare a "L'uomo in fuga". Nel 1972 arriva il secondo figlio,

Joseph Hillstrom (il terzo sarà Owen Phillip) ed il bilancio della

famiglia comincia a farsi problematico. Stephen King pensa che

il suo sogno di diventare scrittore sia un'utopia. Non può pagare

 tutte le bollette e decide di sacrificare prima il telefono, poi

l'automobile. Inizia a bere e inevitabilmente la situazione precipita.

Nel 1973 le cose però migliorano improvvisamente. Preso il coraggio

 a due mani sottopone "Carrie" al giudizio di William Thompson della

casa editrice Doubleday. A fine lettura, il risultato è che la Doubleday

gli mette in mano un assegno di 2500 dollari come anticipo per la

pubblicazione del romanzo. A maggio arriva la notizia che la Doubleday

 ha venduto i diritti dell'opera alla New American Library per 400.000

 dollari, metà dei quali spettano di diritto al giovane autore. I problemi

economici sono risolti e King, a ventisei anni, lascia l'insegnamento per

dedicarsi alla professione di scrittore.

L'anno dopo la famiglia trasloca a Boulder, nel Colorado. Qui inizia

 la stesura di "Una splendida festa di morte", poi ripubblicato con il

 titolo definitivo di "Shining", un'opera con chiari riferimenti

autobiografici.

 Inoltre vende i diritti di "Le notti di Salem", per 500.000 dollari.

 La famiglia

ritorna nel Maine occidentale e qui l'autore finisce la stesura di

"L'ombra dello scorpione".

Di lì a poco arriva anche il primo grande successo cinematografico,

grazie a "Carrie, lo sguardo di Satana", diretto dal già famoso

 Brian De Palma. Poi è un susseguirsi ininterrotto di successi,

 bestsellers e incassi vertiginosi al botteghino quando le sue storie

 vengono trasposte in film.

Ormai ricco, nel 1980 si trasferisce con la famiglia a Bangor, dove

acquista una villa vittoriana con 28 camere, ma continua ad

usare la casa di Center Lovell come residenza estiva.

Vengono pubblicati "L'incendiaria" e "Danse Macabre".

Inizia la stesura di "It" mentre al cinema esce il film-capolavoro

di Kubrick (con un ìo straordinario Jack Nicholson) basato sulla storia

di "The Shining".

 In questo periodo Stephen King è il primo scrittore di sempre ad avere

 ben tre libri nella classifica dei best-seller nazionali.

Un record che batterà lui stesso qualche anno dopo.

Nel 1994 esce "Insomnia", romanzo lanciato dallo scrittore con un'originale

forma di promozione: si reca di persona nelle librerie del paese con la sua

 Harley Davidson. Inoltre inizia una tourneé musicale nella East Coast con

 la sua rock band, la "The Bottom Remainders" (Stephen King è un noto

appassionato di rock, musica che ascolta anche quando scrive). Il racconto

"The Man in the Black Suit" vince due premi ed esce il film "Le ali della

libertà" diretto da Frank Darabont e tratto dal racconto "Rita Hayworth

e la redenzione di Shank".

Vince un Bram Stoker Award per la Migliore Novella per "Colazione al

Gotham Café". Escono nelle sale cinematografiche "L'ultima eclissi"

tratto dal romanzo "Dolores Claiborne" e "Mangler: la macchina infernale".

 Nel 1996 escono "I vendicatori" e "Il Miglio Verde" (con Tom Hanks), un

romanzo in sei puntate che diventerà, qualche anno dopo, un film di successo.

Ogni puntata di "Il Miglio Verde" vende più di tre milioni di copie.

Nel 1997 un gradito ritorno per gli innumerevoli fan del "Re": esce dopo

 sei anni di attesa il quarto volume della saga La Torre Nera con

"La sfera del buio". Di particolare rilievo anche la pubblicazione di

"Six Stories", serie da collezionisti che viene tirata in sole 1100 copie.

Dopo venti anni King saluta l'editrice Viking Penguin e passa alla Simon Schuster.

 Alla firma del contratto percepisce "soltanto" 2 milioni di dollari come anticipo

 per soli tre libri, ma guadagna anche royalty sulle copie vendute che vanno dal 35 al 50%.

Nello stesso anno un fatto drammatico irrompe nella vita fortunata dello scrittore. Durante una passeggia nei pressi di casa, viene travolto da un furgone:

è in fin di vita. Milioni di fan restano settimane con il fiato sospeso, ansiosi

per la sorte dello scrittore. Viene operato ben tre volte in pochi giorni.

Il 7 luglio lascia l'ospedale, ma per la sua completa guarigione occorreranno

 ben nove mesi.

Ripresosi dallo choc, il 14 marzo 2000 diffonde solo su Internet, con

un'operazione innovativa e all'avanguardia, il racconto "Riding the Bullet".

 Nell'autunno dello stesso anno pubblicherà il saggio "On writing:

autobiografia di un mestiere", un resoconto della sua vita di scrittore

 e una serie di riflessioni su come nasca la scrittura.

Stephen King ha venduto complessivamente nell'arco della sua lunga

carriera oltre 500 milioni di copie. Dai suoi romanzi sono stati tratti

 circa quaranta tra film e miniserie televisive, di fortuna alterna e

 diretti da registi di varia abilità (se stesso compreso).

Afferma di scrivere 500 parole dalle 8.30 alle 11.30, ogni giorno, ad

eccezione soltanto del giorno di Natale, del Giorno del Ringraziamento

e del suo compleanno. Quasi tutti i suoi libri non hanno meno di

cinquecento pagine. E' lo scrittore più pagato del mondo. Nel 1989,

a titolo di esempio, ha incassato personalmente un anticipo di

40 milioni di dollari per quattro romanzi non ancora scritti.

Si stima che il suo fatturato annuo sia di circa 75 milioni di euro.


ultimo aggiornamento: 20/09/2004

 

«La finzione è la verità dentro la bugia.»

Stephen King

«Il francese è la lingua che muta il proibito in romanticisimo.»

Stephen King

«E' meglio essere buoni che cattivi, ma la bontà si raggiunge ad un prezzo altissimo.»

Stephen King

«La gente pensa che io sia una persona strana. Non è vero. Ho il cuore di un ragazzino. Si trova in un vaso di vetro, sulla mia scrivania.»

Stephen King

«Il talento da solo vale poco. Ciò che separa il talentuoso dalla persona di successo è il duro lavoro.»

Stephen King

Stephen King (1947)

 

Mucchio d'ossa
In un giorno caldissimo dell'agosto 1994, mia moglie mi disse che scendeva al Rite Aid di Derry a prendere una ricarica per il suo inalatore perchè la sua era esaurita; un farmaco prescrittole dal medico, che credo oggigiorno si venda senza ricetta. Io per quella giornata avevo finito di scrivere e mi offrii di assumermi l'incombenza. Lei mi ringraziò, ma voleva comperare del pesce al supermercato lì accanto; due piccioni con una fava e compagnia bella. Mi soffiò un bacio dal palmo della mano ed uscì. La rividi in TV. E' così che si identificano i morti qui a Derry, non si percorre un corridoio sotterraneo di piastrelle verdi sotto lunghi tubi fluorescenti, non ti tirano fuori un cadavere nudo da una cella frigorifera. Si entra in un ufficio con la scritta PRIVATO, si guarda uno schermo TV e si dice sì o no.

(Traduzione: Tullio Dobner)

 

Carrie
Notizia di cronaca riportata dal settimanale
Enterprise di Westover (Maine) il 19 agosto 1966:

PIOGGIA DI PIETRE

Ci viene riferito che una pioggia di pietre è caduta dal cielo perfettamente sereno su Carlin Street, nella cittadina di Chamberlain, il 17 agosto. Diverse persone ne sarebbero state testimoni. Le pietre sono cadute sulla casa della signora Margaret White, rovinando gravemente il tetto e sfondando due grondaie e un tubo di scolo per un danno di circa 25 dollari. La signora White, vedova, abita nella casa di Carlin Street con la figlioletta di tre anni, Carrie.
Non si hanno commenti diretti, perché non è stato possibile avvicinare la signora White.

Nessuna delle ragazze fu realmente sorpresa quando accadde: non realmente, non nel subconscio, dove allignano le cose oscure. In superficie, le ragazze nella sala docce erano eccitate, sconvolte, indignate, disgustate, o semplicemente contente che quella merdosa della White l'aveva presa in quel posto un'altra volta.
(Traduzione: Brunella Gasperini)

Il gioco di Gerald
Jessie sentiva la porta di servizio che sbatteva piano, a intervalli regolari, nella brezza d'ottobre che soffiava per la casa. In autunno lo stipite si gonfiava puntualmente e occorreva tirare la porta con forza per serrarla. Questa volta se n'erano dimenticati. Pensò di dire a Gerald di andare a chiuderla prima che fossero troppo lanciati, con il rischio che quel rumore le facesse saltare i nervi. Poi riflettè che date le circostanze era ridicolo. Avrebbe guastato l'atmosfera.

(Traduzione: Tullio Dobner)

La Bambina che amava Tom Gordon
Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare. Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina dei primi di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 GORDON sulla schiena) a giocare con Mona, la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: "Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria". Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva.

(Traduzione: Tullio Dobner)

It (It)
Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse anche di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.
La barchetta beccheggiò, s'inclinò, si raddrizzò, affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta giù per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l'incrocio con la Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del semaforo erano spente, in quel pomeriggio d'autunno del 1957, e spente erano anche le finestre di tutte le case. Pioveva ininterrottamente ormai da una settimana e da due giorni si erano alzati i venti.

(Traduzione: Tullio Dobner)

Needful Things (Cose preziose)
Sei già stato qui
Sì che ci sei stato. Sicuro. Io non dimentico mai una faccia.
Vieni, vieni, qua la mano! Ti dirò, guarda, ti ho riconosciuto da come camminavi prima ancora di vederti bene in faccia. Non avresti potuto scegliere un giorno migliore per tornare a Castle Rock. Non è un bijou? Manca poco all'apertura della caccia e poi avremo i boschi invasi da quegli scemi che tirano a tutto quello che si muove e mai che mettano la giubba arancione, e poi neve e nevischio, ma a suo tempo, a suo tempo. Adesso è ottobre, e alla Rocca ce lo teniamo buono, l'ottobre, che resti pure quanto vuole.

(Traduzione: Tullio Dobner)

Riding the Bullett (...)
I was a junior at the University of Maine when Mrs. McCurdy called about ma. My father died when I was too young to remember him and I was an only child, so it was just Alan and Jean Parker against the world. Mrs. McCurdy, who lived just up the road, called at the apartment I shared with three other guys. She had gotten the number off the magnetic minder-board ma kept on her fridge.
"'Twas a stroke," she said in that long and drawling Yankee accent of hers. "Happened at the restaurant. But don't you go flyin off all half-cocked. Doctor says it wa'ant too bad. She's awake and she's talkin."

Rose Madder (Rose Madder)
Siede nell'angolo e cerca di estrarre aria da una stanza che fino a pochi minuti fa ne era piena e ora sembra non averne più. Da molto lontano le giunge un suono sottile di risucchio e sa che è aria che le scende nei polmoni e poi risale ed esce in una serie di brevi ansiti febbrili, ma non muta la sensazione che ha di annegare nell'angolo del soggiorno di casa sua, con lo sguardo sulle spoglie stracciate del romanzo in edizione economica che stava leggendo quando è rincasato suo marito. Non le importa molto, il dolore è troppo forte perché abbia a preoccuparsi di questioni marginali come la respirazione o il fatto che sembra non ci sia aria nell'aria che respira. Il dolore l'ha ingoiata come si dice che la balena abbia ingoiato Giona, il santo renitente. Pulsa come un sole infetto che arde al centro del suo corpo, là dove fino a questa sera c'era solo la serena sensazione di un nuovo essere che cresce.
(Traduzione: Tullio Dobner)

Shining
1. COLLOQUIO DI ASSUNZIONE
Jack Torrance pensò: - Piccolo stronzo intrigante. -
Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci. Aveva i capelli spartiti da una scriminatura impeccabile, e il completo scuro era sobrio, ma non severo. Sono un uomo al quale potete tranquillamente esporre i vostri problemi, diceva quel completo alla clientela solvente. Al personale stipendiato parlava invece in modo più sbrigativo: sarà meglio che filiate dritto, voialtri. All'occhiello spiccava un garofano rosso, forse per evitare che per la strada qualcuno scambiasse Stuart Ullman per il titolare dell'impresa di pompe funebri.
Mentre ascoltava Ullman, Jack ammise tra sé che, date le circostanze, con tutta probabilità non gli sarebbe piaciuto proprio nessuno da quella parte della scrivania.

(Traduzione: Adriana Dell'Orto)

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