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Noir e Thriller

L'Horror Noir di Lovecraft

A cura di Sabina Marchesi

Pubblicato il 30/01/2005

Nato il 20 agosto del 1890 a Providence, (USA), H. P. Lovecraft è considerato uno dei più grandi autori horror di sempre. La sua particolarità sta nell'aver creato un mondo fantastico e suggestivo, in cui la dimensione dell'orrore si colloca addirittura sul piano cosmico.

foto intervento

 Figlio unico di una famiglia agiata e benestante, perde a soli otto anni il padre, rappresentante di commercio, vittima della sifilide.

Il futuro scrittore cresce così all'ombra delle donne di famiglia rappresentate dalle zie e dalla madre, quest'ultima una donna non molto equilibrata e incline a forme di comportamento ossessive. Con il piccolo Howard, ad esempio, si atteggia in modo eccessivamente protettivo, impedendogli di giocare con i coetanei o, spesso e volentieri, anche di uscire. A questo stato di segregazione si aggiungano una serie di lutti che colpiscono il bambino, da quello già citato del padre (un padre abbastanza assente comunque), a quello dell'amato nonno materno, una figura che agli occhi di Howard aveva incarnato e sostituito qualità paterne. Ma la perdita del nonno è anche un duro colpo sul piano economico, visto che grazie alla sua dipartita si interrompono le attività commerciali che egli portava avanti di persona.

Tuttavia, un bene prezioso il nonno la lascia pur sempre in eredità a Lovecraft: la sua estesa biblioteca ricca di libri antichi e di classici, in cui il giovane può immergersi e divagare grazie alla sua accesa fantasia e sensibilità.
Non a caso, si appassiona alle letture più strampalate o fantasiose (ma anche assai colte), che vanno dalla mitologia greca e latina, alla letteratura fantastico - fiabesca, fino ad arrivare a tomi di argomento scientifico. L'influenza di queste letture è ben visibile sulla sua produzione successiva (sì, perchè già a sette anni Lovecraft componeva brevi racconti di ispirazione macabra), mai esente da una certa patina arcaicizzante.

Di fatto, comunque, Lovecraft si rivela un vero e proprio bambino prodigio. Oltre a scrivere come detto brevi racconti, redige anche innovativi articoli di astronomia e chimica, accolti con entusiasmo dalle principali riviste amatoriali dell'epoca. Inoltre, pubblica a sua cura numerosi "fogli" periodici, di argomento miscellaneo, nei quali fa sfoggio di una prodigiosa erudizione (tra i più importanti di questi fogli, vi è il "The Conservative").

Problemi di salute, legati alla sua costituzione debole, gli impediscono però di completare gli studi della scuola superiore; inoltre, prende forma in questo periodo il suo stile di vita schivo e solitario, malgrado le numerose amicizie epistolari, che smentiscono in parte il soprannome che lo scrittore si guadagnerà negli anni, quello appunto di "solitario di Providence". Di fatto, comunque, l'epistolario lovecraftiano costituisce un corpus superiore perfino alla stessa produzione letteraria; e non solo per dimensioni, ma soprattutto per la profondità filosofico - concettuale, la varietà dei temi, la sterminata erudizione storico ? artistico ? letteraria e l'eccezionale spessore umano.

Il 1917 è l'anno della svolta: fallito il tentativo di arruolarsi nell'esercito e di partecipare alla Prima Guerra Mondiale, a causa dei suoi cronici problemi di salute (e all'opprimente influenza materna), Lovecraft decide di imprimere un cambiamento alla sua esistenza. Inizia così la grande stagione della narrativa lovecraftiana, che è possibile suddividere sommariamente in tre fasi: dapprima quella dei racconti fantastici, comprendente la sua produzione letteraria più "onirica" e visionaria, influenzata dalla spiccata ammirazione per Lord Dunsany (il suo principale modello estetico fino alla metà degli anni Venti): questa fase è in parte corrotta da una imitazione, talora eccessivamente di maniera, del "gotico" alla Poe. In seguito, prendono vita le storie del macabro "cosmico" e filosofico ispirate da una vena decisamente più personale.
In questa fase si colloca il fondamentale "The Call of Cthulhu" (1926), che prefigura la successiva evoluzione delle tematiche narrative verso il cosiddetto "cosmicism" e la creazione di una pseudo ? mitologia in funzione simbolica(che si fonda perfino su un Libro magico di pura invenzione, il "Necronomicon"). Questi scritti hanno fatto la fortuna di Lovecraft a partire dal secondo dopoguerra, dando ad alcuni critici lo spunto per apparentare gran parte della sua produzione successiva sotto l'etichetta del "Ciclo di Cthulhu", espressione in realtà mai usata da Lovecraft.

Negli anni Trenta, invece, si passa ad una letteratura di matrice più spiccatamente fantascientifica.

Gran parte dei suoi racconti e delle sue poesie sono apparsi nell'attivo mercato delle fanzines americane dell'epoca dedicate al fantastico, tra cui, in primis, la famosissima "Weird Tales", che nasce proprio nel 1923, e altre tra cui "Amazing Stories" e "Astounding".

Diventato oggetto di culto e venerazione da parte di schiere di ammiratori e appassionati del fantastico fin dagli anni Venti, Lovecraft non conobbe mai in vita la vera fama: sempre poverissimo, ricava gran parte del suo sostentamento economico dagli aborriti ma indispensabili lavori di revisione o riscrittura di manoscritti inviatigli da una clientela ambiziosa quanto artisticamente poco dotata, mentre il proprio sostentamento spirituale, da lui tenuto in ben più elevata considerazione, lo ricavava dalla fittissima corrispondenza con giovani amici e ammiratori che incoraggia e avviava all'attività letteraria.

Lovecraft muore e viene sepolto nel 1937 nella sua Providence. Ed è proprio il caso di usare l'espressione "sua" poichè non per nulla sull'epigrafe che compare incisa sulla sua lapide funeraria, posta nello Swan Point Cemetery, vi compare a chiare lettere il motto: I AM PROVIDENCE.


Tra i testi fondamentali di Lovecraft:

Diario di un incubo
I miei orrori preferiti
I miti di Ctulhu
I racconti del Necronomicon. Vol.1
I racconti del Necronomicon. Vol.2
Il caso di Charles Dexter Ward
Il guardiano della soglia
Il Libro dei Gatti
Il meglio dei racconti di Lovecraft
Il miraggio dello sconosciuto di Kadath
Il richiamo di Cthulhu
Il testo di R'Lyeh
In difesa di Dagon
Incubi dalle tenebre
Kadath
L'ombra venuta dal tempo
L'orrendo richiamo
L'orrore di Dunwich

 

Howard Phillips Lovecraft (1890 - 1937)

 

Le montagne della follia
Mi vedo costretto a parlare perché alcuni uomini di scienza rifiutano di prendere in considerazione i miei suggerimenti senza darsene ragione. È del tutto contro la mia volontà che mi accingo a spiegare i motivi per oppormi alla contemplata invasione dell'Antartico, all'estesa ricerca di fossili, alla trivellazione su larga scala ed allo scioglimento di vaste zone della calotta ghiacciata. Sono anche riluttante a farlo perché i miei ammonimenti potrebbero riuscire vani.
I fatti, come dovrò rivelarli, saranno difficilmente creduti; eppure, se sopprimessi ciò che apparirà stravagante o incredibile, non resterebbe niente da raccontare.

(Traduzione: Giovanni De Luca)

 

Il richiamo di Cthulhu
La cosa più pietosa del mondo, penso, è l'incapacità della mente umana di mettere in correlazione tutto il suo contenuto. Noi viviamo su una placida isola di ignoranza in mezzo ai neri mari d'infinito, e non fu previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, ognuna delle quali tende verso la propria direzione, ci hanno finora poco danneggiato; ma un giorno il raggruppamento di nozioni dissociate aprirà tali terrificanti visioni della realtà, e della nostra spaventosa condizione in essa, che o impazziremo per la rivelazione, o fuggiremo dalla mortale conoscenza per immergerci nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura.

(Traduzione: Alda Carrer)

 

La casa delle streghe
Se fossero i sogni a provocare la febbre o la febbre i sogni Walter Gilman non sarebbe stato in grado di dirlo. Dietro a tutto covavano i putridi orrori della vecchia città e dell'ammuffita, sacrilega soffitta dove scriveva, studiava e si dibatteva tra cifre e formule quando non si rigirava nel povero letto di ferro. Le sue orecchie erano divenute sensibili in modo soprannaturale e intollerabile e da tempo aveva fermato l'orologio sopra il camino, il cui ticchettio gli faceva l'effetto del tuonare dell'artiglieria. Di notte, l'indefinibile movimento della città, il sinistro frusciare dei topi nelle pareti piene di vermi e lo scricchiolare di legname nascosto nella casa vecchia di secoli erano sufficienti a dargli un senso di stridente pandemonio.

(Traduzione: Giovanni De Luca)

 

L'orrore di Dunwich
Nel Massachussetts centro-settentrionale quando un viaggiatore imbocca la biforcazione sbagliata alla congiunzione del picco di Aylesbury, appena oltre Dean's Corners, si ritrova in una regione solitaria e strana. Il terreno va in salita e le pareti di roccia delimitate da rovi si accostano sempre più alla carreggiata della polverosa strada a tornanti. Gli alberi delle frequenti cinture boscose appaiono troppo grandi e le erbacce, i rovi, i prati selvaggi raggiungono una rigogliosità raramente riscontrata nelle regioni abitate. Per contro i campi seminati appaiono singolarmente pochi e miseri mentre le rade case offrono un aspetto sorprendentemente uniforme di vecchiaia, squallore e rovina.

(Traduzione: Alda Carrer)

 

The Tomb (La tomba)
Nel tracciare un resoconto degli eventi che hanno determinato la mia reclusione in questo asilo per alienati, ho piena coscienza del fatto che il mio stato mentale susciterà dubbi più che naturali sulla veridicità della mia narrazione.
È una vera sciagura che la gran massa dell'umanità possegga una visione mentale troppo ristretta per valutare con obiettività e intelligenza quei rari e particolari fenomeni - visti e percepiti unicamente da una minoranza di individui psicologicamente sensibili - che trascendono l'esperienza ordinaria.

(Traduzione: Gianni Pilo e Sebastiano Fusco)

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