Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 27/02/2005
Un'omaggio a Max Bunker durante il Noir in Festival, perchè il Fumetto Nero è Noir puro, e il cattivo ha sempre il suo fascino.
1962: durante il famigerato monocolore Tambroni appoggiato dai missini e favorito da Gronchi e dalle operazioni “antidestabilizzanti” della CIA, si affaccia timidamente nelle edicole della penisola la “testa di ponte” Diabolik.
Un paio d’anni dopo, nel clima di sotterraneo terrore di quell’annus quasi-horribilis in cui (come in altre zone del Courmayeur Noir in Festival 2004 viene ricordato) si progettava il golpe del generale De Lorenzo, post-crisi del primo esecutivo di centrosinistra voluto da Moro, i cittadini fumettofili di un Belpaese che stava passando - come disse Marcello Marchesi - “dal Boom allo Sboom” furono sconvolti dall’avanzata di due guastatori destinati a sovvertire per sempre l’ordine delle cose: Kriminal (in agosto) e Satanik (a novembre).
Sono passati quarant’anni esatti da allora. E da allora tutto si è detto e scritto sul fenomeno dei “fumetti neri con la K nel titolo”, e non saremo noi a tentarne nuove letture. Quei personaggi erano e restano riflessi dark della loro epoca, ovviamente invisi allo zoccolo durissimo dei benpensanti; non apologie violente antisociali, ma prese d’atto non ipocrite di una fascinazione per il Male uscita totalmente dall’ombra. Il Tempo, però, ha dato di quegli antieroi una prospettiva più esatta: erano esorcismi preveggenti, praticati contro una realtà sempre più spesso superata a destra e a sinistra da ogni costruzione fantastica…
Dopo un silenzio trentennale rotto solo da apparizioni “cameo” in altre collane scritte da Bunker, Kriminal e Satanik sono tornati nelle edicole nell’estate del loro quarantennale con speciali one-shot per cui il loro autore ha elaborato una chiave di modernizzazione di psicologie ed ambientazioni rivelatasi vincente. E Max Bunker in persona rivela che sono intenzionati a restarci, non prima di aver spento le candeline proprio a Courmayeur.
(Filippo Mazzarella)
I film dell'omaggio:
KRIMINAL di Umberto Lenzi, 1966