Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 10/03/2005
Solo in Italia questo genere di romanzo poliziesco o di enigma è identificato da un colore, e questo ci ha sempre contraddistinto da tutte le altre nazioni.
LE ORIGINI DEL GIALLO IN ITALIA
… di Sabina Marchesi …
Dire Giallo, da sempre in Italia, vuol dire Mondadori. Ed è a questa fortunata collana, datata 1929, che dobbiamo la connotazione di un genere inconfondibile. Il filone prende il nome dalle copertine della Collana I Libri Gialli inaugurata e fortemente voluta, con rara intuizione editoriale, da Arnoldo Mondadori in persona.
Il primo romanzo pubblicato in questa collana è “La strana morte del signor Benson” di S.S. Van Dine del 1929.
Solo in Italia questo genere di romanzo poliziesco o di enigma è identificato da un colore, e questo ci ha sempre contraddistinto da tutte le altre nazioni.
In Germania il filone viene riconosciuto come Romanzo Criminale, nei paesi anglosassoni è stato coniato il termine Mistery Novel o Detective Story, o in alternativa Crime Story. In Francia è il Romanzo Poliziesco o Roman Policier. Per i Russi parliamo di Romanzo d’ Investigazione, e per i Polacchi di Storia a Sensazione.
Normalmente vengono ricondotte le origini del genere agli inizi dell’Ottocento, in concomitanza con l’avvento delle prime forze di Polizia Organizzata.
Nulla vieta comunque che sia L’Amleto, che L’Edipo Re possano essere riconosciute come opere antesignane del genere, al pari di alcune novelle di Platone e Aristotele.
Per quanto si tenda comunque a ricondurre la terminologia Giallo alla Collana Mondadori, è doveroso riportare che Arthur Conan Doyle, il padre putativo del grande Sherlock Holmes, ne Il Mistero della Valle di Boscom pubblicato sullo Strand Magazine nel 1891/1892, ha citato una Yellow Backed Novel, e la stessa cosa ha fatto Robert Browing riferendosi a un Old Yellow Book da lui acquistato in Italia, circa le testimonianze di un processo per omicidio svoltosi a Roma nel 1698.
Fatto sta che solo in Italia è stato coniato così felicemente un termine univoco per identificare un filone assai complesso che le altre nazioni segmentano sotto varie definizioni di genere.
Detective Crime, Mystery Stories, Thriller, Roman Noir, Roman Criminel, Detection … Un’infinità di termini per identificare il Giallo.
Recentemente in Francia si è diffuso il termine Polar per identificare una tipologia di storie che, come i Gialli, presentano uno spaccato storico della società visto dall’esterno. Immediato, esatto, fedele, ma non approfondito e non riproducibile. Come le fotografie Polaroid appunto, che non disponendo di negativo non possono essere replicate o ingrandite, ma che conservano intatta tutta l’immediatezza e la fruibilità di un singolo attimo consacrato in un flash. Non estraneo naturalmente alla terminologia Policier, che vuol dire Poliziesco.
La Collana Madre di tutti i Gialli fu dunque quella de I Libri Gialli Mondadori editi nel 1929 con cadenza quindicinale, dopo un primitivo esordio bimestrale, divenuto poi prima mensile e infine quindicinale assecondando il crescente consenso del pubblico.
I primi volumi della serie erano rilegati con una copertina rigida di colore arancione, arricchiti da una sovraccoperta oggi molto ricercata che recava illustrazioni a colori su sfondo giallo. Delle edizioni di pregio, dei veri e propri libri rilegati, degni di essere collocati a pieno titolo in ogni biblioteca.
Il marchio AM era riportato all’interno accanto al profilo di una palma, che fa a tutt’oggi identificare questi preziosi volumi dell’epoca come Palmine. Il disegno esterno che illustrava la storia era invece contenuto dentro un cerchio, il famoso cerchio rosso che diventò poi il vero emblema della collana, conservato ancora intatto fino ai nostri giorni.
Neanche questo simbolo tuttavia era di indiscussa proprietà della Arnoldo Mondadori Editore, in quanto già compariva a contornare la firma del celebre scrittore inglese Edgar Wallace, che comunque è in assoluto l’autore più pubblicato di questa collana.
Nell’immediato dopoguerra, dopo la ripresa del genere Giallo la cui espansione era stata bloccata dal Decreto Ministeriale del Periodo Fascista, dire Giallo Mondadori è come dire Alberto Tedeschi, storico curatore, traduttore e direttore della collana per il lungo periodo che va dal 1955 alla data della sua morte avvenuta nel 1979.
A suo nome è stato intitolato il premio di maggior prestigio per il Giallo Inedito di Autore Italiano nell’ambito del Myfest di Cattolica prima e del Noir in Festival dopo, le massime manifestazioni Italia per il cinema e l’editoria Gialla in Italia.
Nonostante il Decreto Legge del 1943 del Governo Fascista, divenuto poi Governo della Repubblica Sociale Italiana, che non solo vietava la produzione di un certo tipo di letteratura ma addirittura sanciva il sequestro di tutti i libri gialli in quanto tali, si assiste in Italia a partire dal 1944 a una graduale rinascita del genere Giallo, mai veramente dimenticato.
Con spirito tipicamente Italiano cominciano a riapparire camuffate le prime pubblicazioni Gialle a firma di coraggiosi editori del Sud del Paese, dove la ripresa fu più rapida che al Nord grazie all’arrivo delle forze alleate. Solo qualche tempo dopo la situazione si normalizzò anche al Nord, che pure era stata fino ad allora la vera fucina produttiva di questo genere di letteratura estremamente vitale e prolifico.
Nell’agosto del 1944, a soli due mesi di distanza dall’occupazione di Roma da parte degli alleati, viene pubblicato il volume Il Confessionale dei Penitenti Neri di Ann Radcliffe, edito da Donatello De Luigi Editore all’inusitato prezzo di L.150, contro le tradizionali L.8 di prima della guerra.
Escono poi in rapida successione la rivista I Grandi Racconti dell’Indagine, edita dallo Studio Editoriale Italiano tratte dagli annali della Polizia Internazionale, e la collana Novelle Poliziesche.
A seguire assistiamo alla nascita di altre due collane che ospitano romanzi gialli, anche se destinate a durare poco tempo: I Romanzi di Avventure e di Mistero del Consorzio Editoriale Romano e I Romanzi del Coprifuoco dell’Editoriale Romana.
Tutto questo solo nella seconda metà dell’anno 1944.
E’ un periodo di grande vitalità editoriale per questo genere mai dimenticato, anche se comprensibilmente le case editrici non hanno ancora avuto tempo e modo di riorganizzarsi esse recepiscono prontamente il desiderio e la richiesta del pubblico, mettendo in piedi in breve tempo riviste e collane destinate a riempire il vuoto lasciato dal periodo bellico, se pur con qualche leggera imperfezione.
Da segnalare a questo proposito come curiosità dell’epoca, un’uscita del 1944 de “Il mistero della Villa Callahan”, Ed. S.A.E.T. (Società Anonima Editrice Tipografica), Roma, di un certo H.S. Bramhs, in copertina, che all’interno diventa K.S. Branhs. Sopra un’indicazione di prezzo di L. 8 viene apposta la scritta: “lire venti”.
Sempre nell’anno 1944 compare per le Edizioni SADEL di Milano il primo numero della collana Cerchio Nero. Ancora a Milano la Costelli nel 1946 inizia a pubblicare Gialli nella sua Collana I Romanzi della Felce e I Fascicoli della Sfinge, seguite a brevissimo tempo da I Romanzi della Maschera Gialla, più o meno contemporanei a I Romanzi Gialli editi invece a Firenze dalla Casa Editrice Cianferoni.
La definitiva resurrezione del genere Giallo viene sancita però solamente nel 1946 quando finalmente anche la Mondadori ritorna a pubblicare dopo l’intervallo bellico, con I Libri Gialli Nuova Serie. Con una nuova numerazione venivano riproposti molti autori della collana madre mondadoriale, che in auspicio di tempi miglori oltre alla numerazione cambia anche titolo, diventando in seguito più semplicemente I Gialli Mondadori, e a tutt’oggi ancora venduta nelle edicole sotto il nome de Il Giallo Mondadori. Dopo qualche uscita irregolare nel primissimo inizio questa collana, rinata nel 1946 sotto il numero zero, è oggi arrivata al numero 2.500, con cadenza settimanale.
Complessivamente in questo periodo di Araba Fenice, terminata la ricostruzione a seguito della guerra, da allora ad oggi sono oltre 500 le collane che si sono occupate e ancora si occupano del genere Giallo.
Dopo il 1944 i Gialli cominciano ad apparire anche in pubblicazioni tematiche non specializzate, come ad esempio ne Il Romanzo per Tutti del Nuovo Corriere della Sera di Milano, poi trasformatosi ne I Romanzi del Corriere Edizioni Il Corriere della Sera.
E’ del 1946 la Collana del Disco Giallo edita dall’Editore Nerbini, seguita dalla collana gemella del Doppio Disco Giallo che privilegiava il formato piccolo tascabile con bordi rossi e gialli, e che ha ospitato moltissime pubblicazioni di G.Leroux. L’attivissimo editore Nerbini, nel volgere di pochi anni continuerà a presentare in successione varie altre collane specializzate nel genere giallo. I Romanzi Polizieschi, e la Nuova Collana Gialli di Grande Successo, poi trasformatasi ne Il Romanzo Quindicinale Doppio, seguita poco prima della chiusura della Casa Editrice dalla serie I Capolavori Gialli Americani Collezione del Gufo del 1949, e alcuni titoli gialli della Collana I Romanzi del Quadrifoglio.
Nell’immediato dopoguerra molti altri editori si buttarono nell’avventura editoriale del filone giallo, con sorti ed esiti alterni, lanciando collane anche esoteriche, come I Racconti dell’Occultismo per concludere poi la loro carriera negli anni cinquanta.
Le Edizioni Alpe di Milano escono con le collane I Nuovi Gialli 1945/1946 e I Migliori 1946, che vede annunciato come ultimo numero, peraltro mai uscito, il titolo Il Mistero Rygsek di M.Waltari, l’indimenticabile autore di Shinue l’Egiziano.
Tra il 1945 e il 1947 le Edizioni Attualità di Milano inaugurano le collane I Romanzi dell’Indagine, Il Romanzo Nero, e I Capolavori Polizieschi che sono la prosecuzione diretta della collana del periodo anteguerra con la medesima veste grafica ed editoriale, e come già visto in altri casi, una nuova numerazione.
Anche l’editore Brighenti si cimenta con due collane tra il 1947 e il 1949 I Gialli Moderni e Il Romanzo Giallo.
Seguono poi I Gialli Astra e I Gialli Moderni, che sono semplicemente riedizioni delle pubblicazioni anteguerra con nuova veste grafica ed editoriale.
E’ insomma un periodo di grande fermento editoriale in cui molti si affacciano sul mercato per poi scomparire altrettanto rapidamente. Come nel caso del Giallo Sensazionale delle Edizioni Uggè, 1945/1947,de I Romanzi Gialli Stranieri della Società Editoriale Italiana 1946/1949,e de La Serie Gialla del 1948 della Casa Editrice Tosco Veneta.
Caratterizza queste collane diciamo “improvvisate” una certa approssimazione editoriale, in cui spesso e volentieri venivano mischiati i titoli e gli autori, attribuite ad autori famosi opere di sconosciuti, e viceversa, e pubblicati i medesimi romanzi con più vesti editoriali e differenti titoli, generando negli appassionati del genere una comprensibile confusione.
Solo verso la fine degli anni quaranta cominciano ad affacciarsi sul mercato le Grandi Case Editrici che di fatto sancirono la chiusura e l’abbandono delle piccole, impossessandosi definitivamente del settore.
Torna per esempio l’Editore Garzanti di Milano che iniziò a pubblicare genere giallo inserendo alcuni importanti romanzi nella collana di letteratura varia AMENA, di antichissima tradizione appartenente in origine alla Edizioni F.lli Treves sempre di Milano, e che risaliva nella sua prima edizione addirittura al periodo 1875/1915. Nel 1953 la Garzanti inaugura la Serie Gialla conosciuta per il celebre simbolo delle Tre Scimmiette.
A seguire si affaccia sul mercato anche l’Editore Rizzoli sempre di Milano che a partire dal 1949 comincia a pubblicare tutta una serie di romanzi non numerati di Arthur Conan Doyle.
Nel 1952 è la volta dell’Editore Casini di Roma che inaugura la sua serie I Gialli del Secolo, che prosegue ininterrotta per ben 329 numeri fino al 1958, identificata dal celebre gufo nero stilizzato, che ha sostituito la prima versione che vedeva sette civette raffigurate nella idetica posizione.
Arriva infine anche Longanesi con le sue molteplici serie I Gialli Proibiti, I Libri che Scottano, Suspense…etc. etc.
Da qui in poi il resto è storia attuale, ma a questo periodo si deve riconoscere un altissimo valore di ricerca e di scoperta con la pubblicazione di autori eminenti e di titoli che oggi sono considerati mostri sacri della letteratura gialla di genere tra cui possiamo citare:
Ellery Queen con la serie di Ellery Queen
Ian Fleming e il suo 007 James Bond
R. Chandler, Sangue spagnolo
W.T. Ballard, La morte al giuoco
W. Irish, La donna fantasma
K. Chesterton, Lo scandalo di Padre Brown
Arsenio Lupin e Fantomas
J. Latimer, La bionda della Morgue (poi noto come “La dama della Morgue”)
W. Irish (uno pseudonimo di C. Woolrich), La donna fantasma
C. Woolrich, La sposa vestita di nero (poi noto come “La sposa era in nero”)
Sempre a questo momento storico particolare va ricondotta la curiosa abitudine di italianizzare tutti i nomi stranieri in osservanza a un’ulteriore imposizione governativa, per cui si possono ancora leggere dei godibilissimi romanzi editi in quell’epoca in cui Nero Wolfe si trova a confrontarsi con un italianissimo Baldo o Arcibaldo Goodwin.
Sabina Marchesi
Guida Giallo Noir