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1. I ruoli nel testo
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In alcuni casi, delle parti di testo hanno dei ruoli particolari: citazioni, titoli, parole “strane” e così via. Non esistono delle regole fisse e codificate della lingua italiana per i segni che devono distinguere tra tali ruoli; quindi in questo paragrafo ci sono ampi margini di discrezionalità. Tuttavia, è importante che questi ruoli del testo vengano presentati al lettore in modo uniforme, quindi siete pregati di seguire al meglio quanto segue.
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1a. Citazioni
Quando citate testualmente, anche brevemente, da un discorso diretto o da un’opera scritta, la citazione va messa tra virgolette come queste “ ” (caporali). Esempio:
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il signor X dice: “Vorrei chiarimenti sulle finalità e metodologie di azione del CICAP”
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La redazione può mettere in un altro formato citazioni lunghe molte righe (finora si è usato stringere leggermente la colonna di testo e ridurre di un punto la dimensione tipografica del font), comunque voi non vi preoccupate e usate SEMPRE queste virgolette. Nel caso di citazioni dentro citazioni, si usano le virgolette dette alte doppie: “ “. Esempio:
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il signor X disse “Ho sentito il dottor Garlaschelli dire: ”Dormire su un letto di chiodi è il mio sogno””
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Notate che:
a)la prima parola all’interno delle virgolette va sempre maiuscola;
b)il punto va messo fuori da tutte le virgolette (a meno che non si tratti di punto esclamativo o interrogativo che, in tal caso, andrà dentro le virgolette e si ometterà il punto fuori dalle virgolette:
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es.: “Ma che c’azzecca l’astrologia?”
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1b. Parole “strane”
Talvolta, si rende necessario segnalare una parola strana, gergale o dialettale, oppure l’uso di una parola comune in senso traslato o ironico. Per tale ruolo si usano le virgolette alte doppie (“ “). Esempi:
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Il cosiddetto “panevin” è un falò
Tutti questi “maghi” in realtà vogliono solo denaro
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È consigliabile essere molto (ma MOLTO) parsimoniosi nell’esercizio di questa modalità. In genere, inoltre, è sufficiente marcare la parola soltanto la prima volta che viene usata.
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1c. Parole in altre lingue
Parole ed espressioni di uso non comune in lingua diversa da quella italiana (esclusi naturalmente i nomi propri) vanno scritte in corsivo. Esempio:
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fui costretto a uno shutdown immediato del computer
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Si suppone che computer sia di uso comune, ma non shutdown. In questa norma va incluso anche il latino, quindi referendum in chiaro, ma hic et nunc in corsivo.
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1d. Titoli di pubblicazioni
Vanno in corsivo titoli di libri, riviste, spettacoli e trasmissioni radiotelevisive. I titoli di articoli vanno tra virgolette. Per esempio:
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La trasmissione Misteri è stata ripresa in un articolo di Avvenimenti intitolato: “Misteri o bufale?”
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2. Punteggiatura
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2a. Spazi e punteggiatura
Tra una parola e l’altra mettere sempre uno spazio singolo. Anche dopo il punto fermo, esclamativo e interrogativo va sempre uno spazio. Va uno spazio, ancora, dopo i due punti e il punto e virgola (contrariamente a quanto indicato in precedenti edizioni di questa guida, dopo il punto NON vanno due spazi ma solo uno).
Tra un segno di punteggiatura e la parola precedente non va mai uno spazio.
Quando si usano le parentesi, si deve usare sempre uno spazio all’esterno e nessuno all’interno, tranne nel caso che all’esterno destro ci sia un segno di punteggiatura nel qual caso non va messo alcuno spazio. Per esempio useremo qui il carattere “_” al posto dello spazio (per farvi capire, non che lo dobbiate fare voi!):
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es. Allora_Luigi,_offeso_(ma_anche_intimorito),_esclamò:_“Basta._Basta!”
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2b. A capo
Quando si va a capo, non si deve fare un rientro (ci pensa la redazione).
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2c. Punto esclamativo
Usare con estrema moderazione! Altrimenti può stancare!! Fa un effetto fumetto!!!
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2d. Due punti
Evitare che in un periodo appaiano due volte consecutive i due punti, cosa non insolita negli articoli scientifici, ma da evitare negli articoli di divulgazione, come sono quelli che compaiono su S&P.
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2e. Puntini di sospensione
Sono sempre tre (mai di più), senza spazio tra l’uno e l’altro e attaccati all’ultima parola… (usare con moderazione).
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2f. Parentesi, bibliografia e note
Per indicare libri e/o articoli in bibliografia si usa il numero ad apice e di dimensione più piccola (es. se il font misura 12, l’apice misura 9): es.:
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Dice Randi1nbsp;che non bisogna… NON usare numeri tra parentesi, tipo: Dice Randi (1).
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Vedi sopra per le informazioni sull’uso della bibliografia.
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3. Parole, parole, parole…
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Questo paragrafo è dedicato a tutte quelle parole la cui formattazione può essere incerta.
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3a. Accenti
In italiano, l’accento si usa solo sulle parole tronche. L’accento è sempre grave sulle vocali:
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“a”, “i”, “o”, “u”: “à”, “ì”, “ò”, “ù”.
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Sulla vocale “e”, invece, va sempre l’accento acuto “è” tranne che nei seguenti casi:
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“è”, “cioè”, “ahimè”, “caffè”, “tè”.
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Il caso della voce “è” del verbo essere va evidenziato perché, trattandosi di una parola di una sola lettera, i correttori ortografici automatici in genere non la segnalano qualora sia sbagliata.
Le maiuscole accentate vanno scritte così:
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“È”, “Ù”, “Ò” nbsp;nbsp; e non E’, U’, O’
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3b. Date
Mettete sempre la forma completa con il mese minuscolo:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; 8 gennaio 1997
Se si cita il giorno della settimana, anch’esso va minuscolo:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; sabato 8 gennaio 1997
I secoli dati con il numero cardinale vanno indicati in maiuscolo:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; il Settecento
Se indicati con il numero ordinale, si usa il numero romano:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; il XVIII secolo
I decenni si indicano sempre per lettera e in minuscolo:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “anni sessanta” e non “anni ‘60”
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3c. Maiuscole e minuscole
Senza tanto dilungarmi in complicati distinguo, vi ricordo solo che l’italiano fa un uso della maiuscole più parco delle altre lingue. Per esempio:
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ENEAnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; Ente nazionale per le energie alternativenbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; (solo la prima parola va maiuscola)
MITnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; Massachusetts Institute of Technologynbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; (tutte le iniziali maiuscole)
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I titoli personali vanno minuscoli:
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nbsp;il ministro, il professore, il presidente
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3d. Nomi propri
La prima volta che una persona è nominata in un articolo, indicarla per nome e cognome: Isaac Bickerstaff. Fanno eccezione le personalità universalmente note con il solo nome o cognome e consegnate alla storia:
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Leonardo, Michelangelo, Casanova…
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3e. Abbreviazioni
Vanno evitate a meno che non ci siano dei motivi molto forti per usarle:
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“dottor”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “dott.” o “dr.”
“eccetera”nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “ecc.”
“signor”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “sig.”
“vedi”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “v.”
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Eccezione per i codici delle indicazioni bibliografiche:
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“n.”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; pernbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “numero”
“vol.”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; pernbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “volume”
“p.”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; pernbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “pagina”
“pp.”nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; pernbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “pagine”
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Notate che la regola vale in genere anche per le unità di misura: kilogrammi, ettopascal, microtesla
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Qui vale comunque il buon senso: se in un articolo è necessario citare per quattordici volte nanotesla fratto centimetri per megajoule al quadrato, vada per l’abbreviazione nT cm-1nbsp;MJ-2, almeno per le ultime tredici volte (ma se dovete davvero citare quattordici volte i nanotesla ecc… allora il vostro articolo probabilmente è troppo tecnico per S&P).
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3f. Acronimi
Gli acronimi vanno in genere tutti maiuscoli: ENEA, SIF, ODODI. Fanno eccezione i casi in cui si è consolidata nell’uso una grafia diversa. Per esempio, il sistema operativo del Macintosh si indica MacOs, le società per azioni si indicano spa e così via.
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CICAP invece va SEMPRE indicato tutto maiuscolo.
Scienza & Paranormale si abbrevia in S&P.
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3g. Numeri
I numeri vanno preferibilmente in lettera, purché in tale forma siano sufficientemente corti. Quindi:
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cinquantanbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; 50
545nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; cinquecentoquarantacinque
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Per quel che riguarda i numeri grossi, può essere preferibile la forma mista:nbsp;nbsp;nbsp; 700 miliardi
La parte decimale di un numero non intero va indicata con la virgola:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; 6,5
Le migliaia vanno separate con un punto:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; 7.654
Le percentuali vanno di preferenza indicate in lettera:nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; “23,8 per cento” e non “23,8%”
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4. Preferenze ”stilistiche”
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In questo paragrafo ci sono non tanto delle prescrizioni, quanto dei suggerimenti “stilistici” in senso lato. Ciò significa che le procedure citate nei paragrafi da 1. a 3., se sbadatamente omesse dagli autori, vengono comunque svolte dalla redazione (pur con qualche “accidente”) prima di mandare l’articolo in stampa. Quanto citato in questo paragrafo è invece opzionale, anche se è caldamente consigliato dalla redazione di S&P, e in genere può migliorare la qualità dell’articolo.
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4a. Incisi
Il modo più usuale di fare degli incisi presume l’uso delle virgole:
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es.nbsp;nbsp; L’Antartide, che possiamo chiamare il sesto continente, ha una circolazione troposferica quasi isolata dal resto del pianeta.
es.nbsp;nbsp; Talvolta, come nel caso dell’iridologia, si parla di pseudoscienza.
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Quando l’inciso contiene un singolo dato o una breve precisazione, conviene in genere usare le parentesi:
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es.nbsp;nbsp; Circa un terzo degli italiani (il 34,2 per cento secondo l’ISTAT) crede al paranormale.
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Talvolta, soprattutto in articoli di carattere in qualche modo colloquiale, si può usare il tratto breve:
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es.nbsp;nbsp; Così il veggente - davvero un farabutto - predisse alla ragazza che sarebbe morta entro l’anno.
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Ricordare lo spazio prima e dopo il tratto. Se vi accorgete che un periodo ha incisi dentro incisi, con virgole, tratti e parentesi, dividetelo in due periodi.
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4b. Apostrofo di elisione
Usate con una certa liberalità l’apostrofo di elisione: com’è, dell’eresia, un’altra.
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Attenzione:
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Qual ènbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; Qual ènbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; (va sempre senza apostrofo)
po’nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; po’nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; (va sempre con l’apostrofo, non si scrive MAI con l’accento)
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4c. Parole composte
Nelle parole composte, è preferibile evitare l’uso dei trattini:
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fisiopatologonbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; fisio-patologo
pseudoscienzenbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; pseudo-scienze
percezione extrasensorialenbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; percezione extra-sensoriale
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Fa eccezione il caso in cui i due pezzi della parola indichino contrapposizione: la guerra russo-giapponese.
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4d. “d” eufonica
Si aggiunge una “d” alla preposizione “a” (ad) e alle congiunzioni “e”, “o” (ed, od) SOLO quando la vocale che segue è la stessa. Cioè, si scrive:
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ad andarenbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; a andare
a essere nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; e nonnbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; ad essere
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Eccezioni: ad esempio, ad ogni, ad un certo punto.
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4e. “se” e “sé”
Il pronome “sé” va SEMPRE con l’accento, tranne quando è seguito da stesso. Esempio: scontento di sè,nbsp;se stesso,nbsp;a sé stante, verso di sè eccetera.
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guidagiallonoir









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