Ultimamente molte collane dedicate al Giallo e Noir tendono a sconfinare nel Pulp o nello Splatter. Qual’è la Vostra posizione in proposito?
E’ una tendenza che non mi scompone affatto, altro non è il seguire la scia di quanto propone il cinema o un percorso necessariamente parallelo.
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Le vecchie e nuove collane editoriali dedicate al genere Giallo, Thriller e Noir, con qualche coraggiosa puntata verso il genere Horror, si stanno rivelando una scelta vincente.
Ma è un fenomeno di nicchia e di moda, direi una tendenza che dagli States viene verso di noi, mi pare presto per considerarlo un fenomeno davvero significativo.
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Quali sono i motivi di questo fenomeno di pubblico?
Al traino di alcuni film di successo (da Venerdì 13 a Nightmare, da Jason a The ring) ma attenzione, in termini di incassi cinematografici sono stati (in Italia dei Flop) se ne parla ma il consumo è a costo zero (videocassette,DVD ecc) e se non ci fosse il mercato asiatico e americano non sarebbe conveniente produrli. Esempio. Gli ultimi film di Dario Argento in Italia non hanno avuto incassi capaci di pagare i costi di produzione, ma il mercato internazionale e dei DVD forse pareggeranno le spese e produrranno il guadagno.
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Forse si tende ancora considerare questo tipo di letteratura un intrattenimento di serie B, o le cose stanno diversamente?
Ma, usare le serie A_B_C non sa più di nulla visto che tutta la cultura mediatica è marmellata spalmabile su qualsiasi tipo di pane e panacea.
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O questo sta solo a testimoniare ancora una volta che il lettore medio ha una paura quasi atavica nei confronti delle cosiddette letture “impegnate” o “impegnative”?
No, il lettore di massa non esiste se non come fenomeno limitato (uno o due volte l’anno al massimo), chi acquista un libro è quasi sempre un lettore forte e impegnato, per il fatto che mette mano al portafoglio per avere un libro, scelta certo non popolare o di massa.
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Anche nella letteratura come in ogni altro genere di cose si assiste spesso a fenomeni di corsi e ricorsi storici in cui i riflussi di tendenze precedenti continuano a influenzare fortemente il mercato, è questo il motivo del prolificare di tutti i generi Mistery, Detection, Procedural, Techno e Legal Thriller?
E’ il sistema stesso della moda (rileggersi Roland Barthes) che consuma se stessa con altre fogge.
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Si dice che anche al Cinema il crescente favore che il pubblico riserva a pellicole inquietanti e terrorifiche sia dovuto al bisogno che la gente ha di provare comunque emozioni forti, per scuotersi dalla noia e dalla ripetitività ciclica del nostro attuale stile di vita. Siete d’accordo? E’ allora questa la molla che attira i lettori verso gli scaffali Horror e Noir delle librerie?
C’è qualcosa di vero. Il vero nemico della società del raggiunto benessere è la noia. Combatterla con un libro è una scelta intelligente, ma ripeto, purtroppo di pochi.
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E’ vero che gli appassionati del genere Giallo e Noir costituiscono una sorta di mondo parallelo? Una specie di mercato di nicchia dalle insospettabili proporzioni?
Un mercato in effetti c’è, il caso Faletti però va visto “fuori dal genere”
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Non conosco nessun altro genere letterario capace di una così intensa e duratura fidelizzazione. Come Ve lo spiegate?
Più che spiegare mi domando perché il giallo mondatori non esce più dopo quasi 80 anni di vita
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Dicono che il Giallo, con la sua logica rassicurante e matematica, e il Noir, con la sua fredda e impietosa introspezione psicologica, siano in realtà due facce della stessa medaglia che rappresenta efficacementenbsp; in fondo la nostra vita reale di tutti i giorni. Allora è questa la vera spiegazione della vitalità tutto sommato insospettata di questo intramontabile genere?
Non sono assolutamente d’accordo con questo genere di definizioni, di facile sociologia. Infatti, tutti i generi esistono dalla loro nascita a oggi, con contaminazioni o surreali esempi di purezza. C’è la poesia, il romanzo d’appendice, il romanzo storico, il testo teatrale ecc.
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Perché una casa editrice come la Vostra? Qual è la sua collocazione attuale?
Tre Lune edizioni ha sede a Mantova e ha quasi nove anni di vita. Nasce dall’esperienza di operatori culturali che hanno deciso di mettersi in gioco e di sfidare, possiamo dire così, le regole del sistema. Consapevoli che il mondo editoriale italiano sta tra un oligopolio e un monopolio ristretto, il margine d’azione è davvero minimo. Noi abbiamo puntato sulla qualità totale, il libro per noi rimane un oggetto con un valore d’uso elevato, un valore intrinseco che parte dai materiali impiegati, dalle scelte grafiche e si incontra con linguaggio e contenuti. Abbiamo cercato di collocarci in una nicchia alla ricerca di lettori forti e non certo verso un lettore di massa che in Italia normalmente non esiste se non quando viene creato ad hoc. Il catalogo si nuove sul terreno della saggistica (arte, filosofia, cultura materiale, storia, architettura, cinema ecc) e della critica (cataloghi, rivisitazioni di opere ecc) ma concediamo anche un piccolo spazio alla scrittura, preferiamo chiamarla così rispetto a etichette di genere. Siamo distribuiti a livello nazionale e per la distribuzione internazionale ci appoggiamo a operatori specifici. Il catalogo, oltre cento titoli, è visibile su www.trelune.com
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Le collane editoriali in genere sono qualcosa di misteriosissimo, difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. Anbsp; volte non è facile differenziare le case editrici in base alla tipologia di pubblicazione da loro trattata. Qual è il modo migliore per farsi un’idea rapida e chiara in proposito?
Ma mi pare non ci sia nulla di misterioso, fanno parte dell’identità della casa editrice, della sua storia in progress
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Una nota dolente, quanti autori ai quali avete concesso la Vostra fiducia, hanno poi pubblicato la loro seconda opera con altre case editrici?
Alcuni, ma hanno fatto benissimo.
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Il sodalizio tra autore ed editore quanto è importante nei rapporti futuri lavorativi e professionali? Insomma credete che sentirsi coperto alle spalle da una casa editrice che lo sostiene o lo incoraggia possa aiutare un autore nella sua attività di scrittore, lasciandolo libero da pressioni e da incertezze?
Naturalmente, nasce sempre un rapporto oltre che umano, intellettuale molto spesso d’amicizia.
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Si assiste costantemente a un continuo prolificare di case editrici altamente specializzate su una tematicità specifica, giova differenziarsi o è solo fonte di una sterile settorizzazione in un campo dove francamente l’informazione stenta a volte a farsi strada?
Credo che sia una necessità, come si fa a essere generalisti in un mercato dominato da giganti? In un sistema integrato? Chi ha i libri ha le librerie, i giornali, i settimanali, le tv, le radio, le distribuzioni ecc.
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Quanto pesa il Marketing nell’andamento economico di una Casa Editrice, quanto investite nelle campagne promozionali per il lancio di un prodotto o di un autore, e quali sono i risultati che di solito si conseguono con questi investimenti?
Non lo so, noi ci possiamo permettere un investimento minimo.
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E’ veramente possibile “influenzare” il mercato con una vigorosa campagna mediatica di promozione e marketing?
E’ quello che accade ogni giorno, basta vedere come si occupano di libri TV, giornali e settimanali, ma attenzione non sempre funziona. Se funzionasse sempre non esisterebbe alcun mercato.
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Come mai le presentazioni degli autori in libreria vanno spesso pressappoco quasi deserte? La gente ha paura di aggregarsi, di farsi coinvolgere, di rapportarsi personalmente con un autore, famoso o meno che sia?
No, se è famoso e mediatico richiama: siamo alla spettacolarizzazione del libro. Vespa vende decine di migliaia di copie, forse centinaia di migliaia, nel corso della mia vita (e lo domando spesso alle persone che incontro per la prima volta) non ho ancora incontrato nessuno che abbia mai letto un suo libro! Pubblici diversi
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Che metodi usate, oltre ai parametri delle vendite, per capire cosa si aspetta e cosa cerca il lettore comune quando girovaga per gli scaffali delle librerie?
Attenzione, osservazione, induzione, deduzione, quelle di un celebre personaggio di Conan Doyle.
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Come spiegate il grande successo editoriale delle opere allegate in vendita in edicola con quotidiani e periodici settimanali? Forse la gente ha paura di entrare in una libreria?
Un po’ di resistenza c’è, la libreria è come una boutique, più facile andare al mercato o all’ipermercato a comprarsi le calze e le mutande. Il fenomeno estremamente significativo è quello di prendere per abitudine il consumatore, con il prezzo davvero basso; l’illusione del 3×2, dell’aver fatto comunque un affare anche se mai nessuno ne sentisse l’impellente bisogno, l’idea di tesaurizzare, di rimandare la lettura a un altro tempo, di appoggiarlo lì insomma nbsp;ecc.
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Parlando delle basse medie di lettura del nostro paese, si assiste invece a un forte incremento degli aspiranti scrittori, forse perché è più facile essere un abile scrittore che un buon lettore?
Ma non so. Certo non tutti coloro che vanno al cinema sognano di fare i registi o gli attori, qui capita l’inverso: un buon lettore (lettore medio o forte) prima o poi ci prova a scrivere un libro. Poi ci sono gli avventurieri, quelli che pensano che si possa guadagnare facendo lo scrittore, cosa che accade a meno di un centinaio di persone sull’intero pianeta, fate voi le proporzioni
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Diceva Oscar Wilde che non esistono libri “buoni” e libri “cattivi” ma molto più semplicemente libri scritti “male” o scritti “bene”. Fondamentalmente è una grande verità, ma ancora assistiamo al fenomeno, francamente preoccupante per il nostro panorama letterario, di assoluti sconosciuti scrittori “famosi” in qualche altro campo che si cimentano con la scrittura. Al di là degli indiscussi ritorni economici dovuti a una sensazionale campagna promozionale, come si può ragionevolmente ritenere che comici, attori, calciatori, cantanti e uomini politici si possano cimentare validamente con la scrittura? E’ come se un meccanico decidesse di emulare Rembrandt, tanto per fare un esempio, senza mai essersi cimentato prima con un’analoga esperienza artistica.
Per avere la risposta basta vedere quali case editrici li pubblicano e basta prenderne in mano uno; e poi pensare a chi è rivolto e perché. La risposta sorge allora limpida e naturale.
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L’ultimo rapporto italiano sulla lettura dipinge il nostro paese come un grosso animale indolente e pigro, da che
cosa deriva secondo Voi questo fenomeno? Colpa delle scuole, della cultura, dell’educazione, della mancanza delle istituzioni o delle strutture che non riescono a sostenere come dovrebbero e a incrementare la lettura nell’età scolare?
Non si può gettare la croce sulla scuola che fa quello che può. La colpa è della famiglia in genere che non abitua o non aiuta a scoprire nel libro un amico sincero e fedele. Poi ci sono gli “elettrodomestici”: la tv & ecc. che allontanano dall’idea di leggere dando l’illusione che di essere al centro delle cose, di essere informati. Grave è che informazione e cultura sono molto distanti fra loro, anzi quasi nemmeno lontani parenti.
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Il lettore italiano è un animale evoluto, o una fragile creatura inerme in balia delle manovre politiche ed economiche del Merchandasing?
Speriamo non sia una fragile creatura, in tal caso ci saremmo già ritirati.
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TRE LUNE EDIZIONI Piazza dei Mille, 21 - 46100 Mantova
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A cura di Sabina Marchesi
Guida Giallo Noir
guidagiallonoir









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