Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 09/05/2005
Dare voce alle letterature che non ne hanno e alle nuove voci della letteratura italiana
La Robin Edizioni e’ stata rilevata dall’attuale proprieta’ nel 1998 con l’obiettivo di farne una casa editrice eminentemente dedicata alla bibliofollia, quindi alla passione di possedere, di sognare di possedere o di discettare di possedere qualunque cosa inerisca il libro, dall’oggetto in se all’anima del suo autore. Alla fine del 1999 la rilevazione del marchio, dei diritti e del magazzino della Biblioteca del Vascello l’ha pero’ rapidamente trasformata in una casa editrice dal progetto piu’ vasto e articolato, cedendo al desiderio di riproporre il grande lavoro di ricerca che la BdV, la cui attivita’ era cessata solo nel 1996, aveva effettuato per costruire il suo catalogo e, contemporaneamente, di tornare a fare ricerca rispettando il motto che l’aveva guidata: dare voce alle letterature che non ne hanno e alle nuove voci della letteratura italiana.
Quali sono al momento i Vostri punti di forza?
L’attenzione dedicata agli Esordienti, la collana I Luoghi del delitto, gialli seriali abientati in zone fortemente caratterizzate che più che sfondo diventano coprotagoniste, e la rivista Il Falcone Maltese.
Parlateci di una iniziativa cui volete dare il massimo risalto, e alla quale tenete molto.
Il Falcone Maltese, neonata rivista interamente dedicata al mondo del giallo in tutte le sue forme: letterarie, cinematografiche, televisive, cronachistiche ecc… Un parterre d’eccezione con firme del calibro di Ernesto G. Laura, Oliviero Diliberto, Maurizio Testa, Claudio Giacchino e giovani giornalisti, editorialisti dalle ottime prospettive. Il successo dei primi due numeri è stato tale che da trimestrale la rivista è già diventata bimestrale e sono in corso una serie di progetti editoriali che la trasformeranno in vero e proprio brand: agende, calendari, iniziative, tutti riguardanti il giallo.
DOMANDE SPECIFICHE SUI VOSTRI RAPPORTI CON GLI AUTORI ESORDIENTI
I Vostri consigli a un autore esordiente?
Limare attentametne la propria opera, con un editing ferreo che la privi di ingenuità o prolissità
Un esordiente come deve presentarVi un manoscritto?
Preferiamo riceverli in formato cartaceo, accompagnati da una breve sinossi e una lettera di presentazione dell’autore.
Come può orientarsi un esordiente nella selezione delle case editrici a cui inviare il proprio lavoro?
Studiando attentamente i cataloghi e selezionando quelle col progetto editoriale più attinente alla propria opera.
Vi sentite di indicare qualcosa di particolare a un emergente circa la revisione dei suoi testi?
Consigliamo tanta umiltà e autocritica.
Quando è il momento per un autore esordiente di spedire la sua opera agli editori?
Quando è un anno che non la rilegge.
Ritenete che sia fondata l'utilità dei corsi di scrittura?
No. Insegnano a cucinare, ma non a riconoscere i sapori.
E il ruolo delle Agenzie Letterarie nel panorama editoriale italiano quale è? C'è da fidarsi?
In genere sì, soprattutto quando sono umili e non imitano gli atteggiamenti delle loro consorelle newyorchesi.
Cosa consigliereste di leggere a un autore esordiente per migliorare la sua formazione?
I tre moschettieri.
Domanda cruciale: Scrittori si nasce o si diventa? In breve quanto conta il talento di base rispetto a quanto si può eventualmente acquisire in seguito a livello di tecnica?
Il 10% è genio, il 90% è artigianato, ma da solo quel 90% non può arrivare a 100.
Si dice che l'aver vinto dei concorsi letterari a volte sia un'arma a doppio taglio nei confronti delle case editrici. E' vero? Insomma, giova o gioca a sfavore?
A noi è totalmente indifferente.
Tra centinaia di manoscritti che una casa editrice esamina, quali sono i particolari che possono significare la differenza?
L’incipit, il ritmo delle prime 30 cartelle, la logica del finale.
Vi è mai capitato, come dire, di non dare considerazione a una giovane promessa, che poi magari è stata “scoperta” e lanciata da altre case editrici concorrenti?
Sì, oh! Sì.
Si comincia a pensare che dopo il primo successo molti autori emergenti, dopo la prima pubblicazione, siano destinati a un flop quasi predestinato. Quanto influenza questo sulle Vostre scelte editoriali?
Non acquisiamo mai un’opera sola, ma un autore, e vogliamo sempre sapere cos’ha nel cassetto, prima.
Siete dunque alla ricerca più di un valido professionista, altamente motivato, e capaci di vendersi bene, piuttosto che di un diletttante entusiasta. Me lo conferma?
Anche di un dilettante altamente motivato. A venderlo ci pensiamo noi.
E quando ne incontrate uno da cosa siete in grado di riconoscerlo? E soprattutto siete veramente certi di essere in grado di riconoscerlo?
No, non ha una livrea riconoscibile. Sono i suoi scritti. Se non ci sono non ci interessa.
Una volta che avete individuato un autore promettente fino a quanto e come siete disposti ad investire su di lui?
Perinde ac cadaver.
Eppure nonostante tutto sugli scaffali delle librerie ancora si continuano a vendere solo e soltanto i bestsellers di autori affermati, questa tendenza non si prevede invertibile, o forse qualcosa sta cambiando?
No. Sta peggiorando.
Ultimamente quali sono gli autori esordienti sui quali avete deciso di investire particolarmente?
Annalisa Ferruzzi, Davide Tessari, Massimo Venturini.
E il risultato che avete ottenuto in questi casi è stato rispondente alle Vostre aspettative?
Sei più.
Quali sono le modalità per inviare un manoscritto alla Vostra casa editrice?
Annunciandolo con una mail che ne riassuma l’argomento, attendere conferma e poi inviare il plico.
Quante persone si occupano della lettura dei materiali pervenuti in redazione e che procedure seguono per l'esame, la valutazione e il responso finale?
In primis, sempre, l’editore; poi un editor giovane (l’editore non lo è).
Spesso gli editori parlano degli autori esordienti come di un "male necessario", possiamo capire che alcuni autori possano essere particolarmente invadenti, o permalosi in caso di un rifiuto, ma continuiamo a pensare che gli autori esordienti, bravi o meno bravi, siano fondamentali per lo sviluppo dell'editoria, e che le case editrici dovrebbero forse costruire una specie di ponte virtuale per aiutarli ad attraversare il vasto mare agitato della tentata pubblicazione. Voi a tale proposito come la pensate?
Sono il sale della terra.
La Vostra posizione sul fenomeno oramai tanto diffuso della Pubblicazione con Contributo o a Pagamento?
Est modus in rebus.
Una volta deciso di investire su un particolare autore, quali sono i meccanismi di promozione che adottate per incentivare l'iniziativa?
Ufficio stampa, esterno ed efficace, e contatti diretti. No advertising.
Capita invece che qualche nuovo autore, dopo la prima opera, Vi proponga un nuovo lavoro per la pubblicazione, e che Voi vi troviate a rifiutarlo a causa dei risultati non soddisfacenti di vendita finora ottenuti? Vi trovate a volta a dover dire di no a un Vostro pupillo?
Solo se il testo non è all’altezza. È già successo.
E' vero che molti autori esordienti calano di livello dopo il primo successo, o peggio ancora non sono in grado di mettere a punto la seconda opera e rinunciano del tutto? E in caso come Ve lo spiegate?
Cerchiamo di evitarlo, prevenendo, come già detto, ma va ricordato che anche Manzoni ha scritto un romanzo solo.
Nell'economia generale del Vostro catalogo quanto puntate sulle opere degli autori esordienti?
30%
Quale può essere una buona tiratura per un romanzo di esordio di un autore italiano?
1000-1500
E dopo che cosa succede?
Si tengono le dita incrociate.
Rimane ancora vero che il sogno di ogni editore è quello di creare un autore, e dunque un nuovo fenomeno editoriale?
Non il nostro. A noi piace l’equilibrio del catalogo.
Parliamo di percentuali, su centinaia di manoscitti inviati a una casa editrice quanti sono ragionevolmente proponibili e quanti di quelli accettabili giungono poi alla pubblicazione? Insomma su che numeri viaggia la selezione di un nuovo autore? I nostri lettori sospettano che la probabilità di riuscire sia paragonabile alla vincita dell'Enalotto, è davvero così?
Non da un punto di vista statistico. Noi riceviamo circa 400 manoscritto all’anno. Ne pubblichiamo una trentina. Ma almeno altrettanti lo meriterebbero.
Non dovreste essere Voi a cercare gli autori, e non essere viceversa sottoposti da questi ultimi a un costante ed asfissiante corteggiamento?
No. Al contrario dei tartufi loro hanno le gambe.
Quali sono le opere che prediligete? E in base a quali criteri progettate le collane editoriali? Successo di pubblico, o passione per il genere letterario prescelto?
Una casa editrice di progetto ha un progetto.
Come fa un autore a sapere che sorte ha avuto il suo manoscritto inviato in lettura presso di Voi?
Rispondiamo sempre, ed entro 60 giorni.
La politica editoriale non è mai incentrata su un solo libro, ma è rivolta generalmente alle potenzialità dello scrittore, ma come si può con un esame frettoloso di poche pagine di ogni manoscritto individuare non solo il valore letterario di un'opera ma anche le capacità di sviluppo di chi scrive e che potrebbe diventare un buon autore?
Chi agisce così non segue un progetto. Per il resto abbiamo già risposto.
Avete una vera e propria politica editoriale per gli esordienti?
Già esposta.
Investimento sul libro ma soprattutto sull'autore, quale sono le modalità che applicate e le forze che mettete in campo per motivare un buon autore a rimanere nella Vostra scuderia? In poche parole i Vostri meccanismi di fidelizzazione.
L’autore è assolutamente libero. Se impara a volare e diventa un condor ne guadagniamo anche noi. Purchè non diventi un avvoltoio.
DOMANDE SULLE VOSTRE COLLANE EDITORIALI TEMATICHE DEDICATE AGLI APPASSIONATI DEL GENERE GIALLO, NORI, MISTERY, THRILLER ED HORROR.
Ultimamente molte collane dedicate al Giallo e Noir tendono a sconfinare nel Pulp o nello Splatter. Qual'è la Vostra posizione in proposito?
Splat!
Le vecchie e nuove collane editoriali dedicate al genere Giallo, Thriller e Noir, con qualche coraggiosa puntata verso il genere Horror, si stanno rivelando una scelta vincente.
I nostri gialli sono sempre stati nelle collane di narrativa.
Quali sono i motivi di questo fenomeno di pubblico?
Ritardo culturale dell’Italia rispetto al resto dell’Europa.
Forse si tende ancora considerare questo tipo di letteratura un intrattenimento di serie B, o le cose stanno diversamente?
Ritardo culturale dell’Italia rispetto al resto dell’Europa.
O questo sta solo a testimoniare ancora una volta che il lettore medio ha una paura quasi atavica nei confronti delle cosiddette letture “impegnate” o “impegnative”?
Edgar Allan Poe è impegnato o d’evasione?
Anche nella letteratura come in ogni altro genere di cose si assiste spesso a fenomeni di corsi e ricorsi storici in cui i riflussi di tendenze precedenti continuano a influenzare fortemente il mercato, è questo il motivo del prolificare di tutti i generi Mistery, Detection, Procedural, Techno e Legal Thriller?
Bullshit
Si dice che anche al Cinema il crescente favore che il pubblico riserva a pellicole inquietanti e terrorifiche sia dovuto al bisogno che la gente ha di provare comunque emozioni forti, per scuotersi dalla noia e dalla ripetitività ciclica del nostro attuale stile di vita. Siete d’accordo? E’ allora questa la molla che attira i lettori verso gli scaffali Horror e Noir delle librerie?
Come le storie di streghe narrate nelle stalle dai nostri contadini.
E’ vero che gli appassionati del genere Giallo e Noir costituiscono una sorta di mondo parallelo? Una specie di mercato di nicchia dalle insospettabili proporzioni?
È così trasversale che è quasi inimmaginabile
Non conosco nessun altro genere letterario capace di una così intensa e duratura fidelizzazione. Come Ve lo spiegate?
Cosa ha spinto Caino ad uccidere Abele?
Dicono che il Giallo, con la sua logica rassicurante e matematica, e il Noir, con la sua fredda e impietosa introspezione psicologica, siano in realtà due facce della stessa medaglia che rappresenta efficacemente in fondo la nostra vita reale di tutti i giorni. Allora è questa la vera spiegazione della vitalità tutto sommato insospettata di questo intramontabile genere?
Il primo risponde alla domanda precedente, il secondo fa tifare per Caino. Quindi insospettata per chi?
E i mostri sacri che non cesseranno mai di rappresentare un costante punto di riferimento e di comparazione?
Come in tutte le cose, una boa o un radiofaro aiutano la navigazione.
E infine Voi in persona, cosa preferite leggere?
Buoni dattiloscritti. Pensate che 400 l’anno bastino?
DOMANDE GENERICHE SULLA CASA EDITRICE, LO STATO DELLA LETTURA E IL PANORAMA EDITORIALE ITALIANO
Perchè una casa editrice come la Vostra? Qual'è la sua collocazione attuale?
L’area della varia di progetto. Letteratura.
Le collane editoriali in genere sono qualcosa di misteriosissimo, difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. A volte non è facile differenziare le case editrici in base alla tipologia di pubblicazione da loro trattata. Qual'è il modo migliore per farsi un'idea rapida e chiara in proposito?
Scegliere il titolo e/o l’autore e infischiarsene del resto. La struttura di un catalogo è una cosa che piace solo all’editore.
Una nota dolente, quanti autori ai quali avete concesso la Vostra fiducia, hanno poi pubblicato la loro seconda opera con altre case editrici?
Per ora nessuno, ma perché non hanno avuto abbastanza successo.
Il sodalizio tra autore ed editore quanto è importante nei rapporti futuri lavorativi e professionali? Insomma credete che sentirsi coperto alle spalle da una casa editrice che lo sostiene o lo incoraggia possa aiutare un autore nella sua attività di scrittore, lasciandolo libero da pressioni e da incertezze?
È come un matrimonio; giudicate voi.
Si assiste costantemente a un continuo prolificare di case editrici altamente specializzate su una tematicità specifica, giova differenziarsi o è solo fonte di una sterile settorizzazione in un campo dove francamente l’informazione stenta a volte a farsi strada?
Non capisco la domanda: le case editrici nascono per soddisfare un’esigenza di chi le fonda. E quindi…
Quanto pesa il Marketing nell’andamento economico di una Casa Editrice, quanto investite nelle campagne promozionali per il lancio di un prodotto o di un autore, e quali sono i risultati che di solito si conseguono con questi investimenti?
Quello che conta è la promozione in libreria.
E’ veramente possibile “influenzare” il mercato con una vigorosa campagna mediatica di promozione e marketing?
Non credo, ma non ho esperienza in proposito.
Come mai le presentazioni degli autori in libreria vanno spesso pressappoco quasi deserte? La gente ha paura di aggregarsi, di farsi coinvolgere, di rapportarsi personalmente con un autore, famoso o meno che sia?
È un fenomeno esclusivamente cittadino, in provincia sono piene.à
Nell'attuale panorama editoriale cosa contraddistingue la Vostra casa editrice dalle altre? In cosa vi distinguete, su quali settori siete specializzati?
Tra noi e la Sellerio e l’Adelphi l’unica differenza è che loro sono più bravi.
Avete in mente progetti particolarmente interessanti, nuove collane, qualcosa di aggressivo da proporre al mercato editoriale?
Uno al giorno. Se no che editore di progetto sarei?
Che metodi usate, oltre ai parametri delle vendite, per capire cosa si aspetta e cosa cerca il lettore comune quando girovaga per gli scaffali delle librerie?
Il metodo più antico del modo: il naso.
Come spiegate il grande successo editoriale delle opere allegate in vendita in edicola con quotidiani e periodici settimanali? Forse la gente ha paura di entrare in una libreria?
È un processo di delega: l’acquirente, che non è necessariamente un lettore, decide che se lo hanno scelto loro va bene per lui.
Si dice che uno scrittore non deve essere uno che pensa, ma uno che ha già pensato. E' importante il distacco dagli accadimenti narrati, nella modalità espressiva di un autore?
Sì, ecco perché è difficile scrivere prima dei quarant’anni.
Parlando delle basse medie di lettura del nostro paese, si assiste invece a un forte incremento degli aspiranti scrittori, forse perché è più facile essere un abile scrittore che un buon lettore?
Leggere è noioso, scrivere è liberatorio. È come ascoltare gli altri e parlare di sé: cos’è più divertente?
Diceva Oscar Wilde che non esistono libri “buoni” e libri “cattivi” ma molto più semplicemente libri scritti “male” o scritti “bene”. Fondamentalmente è una grande verità, ma ancora assistiamo al fenomeno, francamente preoccupante per il nostro panorama letterario, di assoluti sconosciuti scrittori “famosi” in qualche altro campo che si cimentano con la scrittura. Al di là degli indiscussi ritorni economici dovuti a una sensazionale campagna promozionale, come si può ragionevolmente ritenere che comici, attori, calciatori, cantanti e uomini politici si possano cimentare validamente con la scrittura? E’ come se un meccanico decidesse di emulare Rembrandt, tanto per fare un esempio, senza mai essersi cimentato prima con un’analoga esperienza artistica.
Un meccanico può diventare Rembrandt, ma non tutti i meccanici devono diventare dei Rembrandt. D’altronde chissà se Rembrandt sarebbe stato un buon meccanico…
L’ultimo rapporto italiano sulla lettura dipinge il nostro paese come un grosso animale indolente e pigro, da che cosa deriva secondo Voi questo fenomeno? Colpa delle scuole, della cultura, dell’educazione, della mancanza delle istituzioni o delle strutture che non riescono a sostenere come dovrebbero e a incrementare la lettura nell’età scolare?
Scontiamo un peccato originale: il passaggio dall’analfabetismo alla televisione. E che televisione.
Un cenno sugli autori che stanno pubblicando con Voi in questo periodo, sulle Vostre “scoperte” editoriali, sulle scommesse “vincenti” che avete intrapreso nei confronti del mercato editoriale italiano.
Troppo noioso per chi ci legge. Consultate il catalogo sul sito.
Il lettore italiano è un animale evoluto, o una fragile creatura inerme in balia delle manovre politiche ed economiche del Merchandasing?
Il lettore italiano non esiste. Esistono alcuni italiani che leggono e che se ne fregano del marketing.
E infine in breve di cosa ha bisogno oggi il mondo editoriale per rinnovarsi e incontrare i favori del pubblico? Cosa si aspetta infine oggi il lettore da una casa editrice?
Ha bisogno di rispetto per il lettore e il lettore si aspetta di sentirsi rispettato.