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By Giallo e noir di Sabina Marchesi
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Giallo e noir di Sabina Marchesi guida dal 20-09-2004

La dura vita dell’esordiente

Roberto Ottonelli, autore del romanzo Noir Lo Psicologo, offre la sua esperienza al servizio degli autori esordienti, per affrontare e superare il difficile scoglio della pubblicazione.

foto intervento

 Quando il mio scritto ha visto la luce grazie ad una piccola casa editrice romana, lo ammetto, ero quasi del tutto avulso dal contesto editoriale. Colpa mia, di sicuro, ma mi piace l’idea di poter aiutare, nel mio piccolo, chi si possa trovare nelle mie stesse condizioni di allora.

Nel frattempo, infatti, ho avuto modo di confrontarmi con esperienze differenti, di chi ha ottenuto un minimo di “visibilità” e di chi ha finito per rodersi il fegato per i sogni infranti (e i tanti soldi buttati o forse sarebbe più corretto dire “estorti”).

Parlando in linea generale, quella che ritengo essere la realtà dei fatti, il giovane autore inesperto si trova ad imbattersi nelle maggiori case editrici. Quando va bene ti rispondono che sono al completo e non hanno certo tempo da perdere dietro ad uno sconosciuto, per giunta italiano, come te.

Capita di rado qualcuno acconsenta a prendere in considerazione il tuo scritto, promettendo una recensione completa al termine della lettura, salvo eclissarsi per non meglio precisate ragioni.

Ho sentito dire spesso e volentieri le case editrici si trovino di fronte degli arroganti aspiranti scrittori che reputano di aver partorito “La divina commedia - parte II”, motivo per cui non sarebbero in grado di prendere in considerazione un giudizio critico. E’ una teoria piuttosto gettonata, quindi potrebbe anche essere vera in taluni casi.

Sta di fatto che esistono delle case editrici a cui importa poco della qualità di quanto gli è stato sottoposto, mirando quasi esclusivamente ad “accalappiare” il malcapitato sognatore, con il miraggio, spesso disatteso, di chissà quali riscontri. Le cosiddette case editrici a pagamento, altrimenti dette tipografie.
”Lei capisce, il mondo editoriale è in periodo di grande crisi e quindi si rende indispensabile una sua partecipazione alle spese di pubblicazione, facilmente recuperabili tramite i diritti riconosciuti sulle vendite.”

Il testo standard suona più o meno così; la realtà è ben diversa. So di gente che abbia “partecipato” alle spese (in termini di 3/4000 Euro), senza vedere una copia finire in libreria. I problemi nei quali si può incorrere sono i più svariati, a partire dalla qualità materiale dei libri, alla mancanza quasi completa dell’editing, alla distribuzione fittizia se non nulla e tante altre ancora.

Il loro lavoro è però tanto subdolo da attirare gli autori promettendo mare e monti, ma il loro introito è quasi esclusivamente derivante dal contributo iniziale. Questo non stimola ad un’attività minimamente imprenditoriale. Dopo tutto, se veramente sono interessati a quanto hai scritto, non dovresti essere solo tu a sbatterti, ma anche loro a credere in te sostenendoti.

Allora ragazzi e ragazze mie, state molto all’erta, diffidate di chi cerchi di accalappiarvi con chissà che prospettive. Attenti a ciò che firmate, non fatevi prendere da facili entusiasmi e continuate a credere in ciò che fate. Se siete bravi, troverete gente seria ed onesta che farà al caso vostro, ma non svendetevi mai.

La realtà è che in media un esordiente, considerata l’uscita giornaliera media di circa 7000 titoli, può arrivare a vendere 250 copie. Fatevi i vostri conti. All’inizio vi diranno che se ne venderanno facilmente 2000, ma non è vero. Non ve lo metteranno mai nero su bianco e la colpa non è della qualità della vostra opera, né nel bene, né nel male. Questo a mio parere è davvero grave; forse, se in libreria arrivasse solo quanto valga davvero, la gente sarebbe più propensa alla lettura, gli autori validi sarebbero considerati per ciò che valgono, ma questa è tutta un’altra storia.

Io mi sono dato un gran daffare, come giusto che sia, ho ottenuto qualche recensione positiva, un paio di presentazioni “autogestite”, una delle quali alla Mondadori di Milano, e si tratta di soddisfazioni che vanno ben al di là di discorsi meramente economici o di qualunque altra natura. Ho avuto a che vedere anche con critiche aspre, quelle che fanno parte del gioco e che, quando costruttive, non possono che aiutare a migliorare partendo dai propri errori.

State più attenti, perché ogni cosa è scritta!