
Per quanto sia vero che alcune delle più prestigiose Case Editrici italiane siano nate in un garage è anche vero che ogni anno nascono e muoiono centinaia di case editrici minori più o meno improvvisate. Non sarà male dunque effettuare un minimo controllo e verificare alcuni dettagli. L’editore è regolarmente iscritto alla Camera di Commercio? Da quanto tempo ha iniziato la sua attività e quali sono i suoi precedenti professionali? Che autori ha già pubblicato? Presso quali librerie è distribuito? Ha un sito internet? E se ce l’ha questo sito appare professionale, affidabile e costantemente aggiornato? Il nostro libraio di fiducia cosa ne pensa, oppure non l’ha mai sentito nominare? I libri come sono stampati? La qualità della carta è buona? Il taglio pulito? Le copertine sono valide? Hanno il numero di ISBN? Esiste un catalogo completo dell’editore con le opere e gli autori pubblicati negli ultimi anni? Abbiamo la possibilità di contattare qualche autore che ha pubblicato con loro per sapere come si è trovato?
Fatto questo potremo passare ad analizzare le clausole contrattuali, sempre tenendo presente che il contratto ideale, soprattutto se siamo agli inizi, praticamente non esiste e che mentre non si può prescindere da alcune clausole fondamentali, esposte in precedenza, su altre sarà anche opportuno non cavillare eccessivamente. Comunque in linea di massima un contratto “perfetto” dovrebbe indicare un certo numero di cose, anche se quasi mai le troverete tutte assieme, come ad esempio: il numero di pagine, il formato del libro, il tipo di carta, grammatura e peso, il numero dei colori della copertina, eventuali illustrazioni a colori in copertina, la clausola di esplicita approvazione dell’autore per copertina ed immagini, eventuali costi maggioritari per l’inserimento di foto all’interno del testo.

Sabina Marchesi









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