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By Giallo e noir di Sabina Marchesi
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Giallo e noir di Sabina Marchesi guida dal 20-09-2004

Scrivere a Quattro Mani: Gli autori de La Casa del Priore

Maurizio Lanteri e Lilli Luini non si conoscevano, si sono incontrati per caso, parlando di scrittura, e hanno avviato una collaborazione affiatata e prolifica, hanno al loro attivo un concorso vinto, un libro edito con Tracce Divere, La Casa del Priore, due manoscritti pronti per il prossimo editore e un altro in cantiere. State certi che ne sentiremo ancora parlare. Ma come si scrive a quattro mani? Facciamocelo spiegare da loro.

foto intervento

LA CASA DEL PRIORE

 

I vaccini nuocciono alla salute?

 
Davvero esistono individui predisposti ai danni da vaccinazione?


Qualcuno è in grado di identificarli?


Quale imprevedibile segreto si nasconde dietro la crociata del professor Demetrio Regis contro uno dei più grandi successi della medicina?


Il dottor Ivano Divizia e la sua assistente Fiorella Bracco si trovano coinvolti nelle vicende del Progetto HLA, una colossale operazione di ricerca genetica che da Imperia dilaga a macchia d'olio in tutta Italia, fino a sconvolgere l'opinione pubblica e il mondo scientifico.


Protagonista silenzioso di avvenimenti sempre più inquietanti è "La Casa del Priore", l'esclusivo ristorante di Andora ospitato in una canonica benedettina del XV secolo. L'inquietante costruzione è animata di volontà propria. Chiunque ne varchi la soglia, soccombe al suo richiamo ipnotico.

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D - La ditta Lanteri&Luini nasce nel 2003, quando Maurizio è già un autore pubblicato – un thriller ambientato nel mondo delle chatline e pubblicato nel 2001, a seguire un racconto noir tra i vincitori di Cuore di Tenebra 2003. Dove vi incontrate?

Lilli – Su un sito letterario per esordienti. Io nei panni nei panni dell'autrice di belle speranze, che affida il suo primo romanzo al parere di un lettore anonimo. E Maurizio in quelli del… critico.

D – Gli sei piaciuta, ovviamente.

Lilli – Stendiamo un velo pietoso. Un commento al vetriolo.

Maurizio – Mi è piaciuta tantissimo, invece. Le ho dato un paio di dritte… amichevoli.

D –Chi ha avuto l’idea di scrivere insieme?

Maurizio – Io. Da tempo mi intrigava un'idea. La storia di un uomo e di una donna, una storia a tinte forti, raccontata in prima persona da entrambi i personaggi, ciascuno dal suo particolare punto di vista e con le proprie emozioni. Fino a quel momento non si era mai presentata l’occasione, cioè la collega giusta con cui provare.

D – E così avete iniziato. Ma come si scrive a quattro mani?

Lilli - Siamo partiti scrivendoci lunghe e-mail, creando una situazione di partenza. Due personaggi di cui sapevamo pochissimo. Poi abbiamo iniziato: ognuno di noi due scriveva il capitolo successivo reagendo a quel che aveva scritto l’altro nel precedente! Un continuo salto nel buio!

D – Quindi sempre via e mail.

Maurizio – In estate si è aggiunto il telefonino. Ero in Corsica per vacanza e non mi riusciva di collegarmi… Sms e lunghe telefonate sulla spiaggia. Centinaia di turisti mi hanno preso per pazzo e, al ritorno in Italia, la Tim ci ha fatto un regalo.

Lilli – Il tutto più o meno per sei mesi, finché abbiamo finito la prima stesura. Poi ci siamo conosciuti di persona, a Natale. In quei giorni – quando si dice non far riposare mai il cervello – abbiamo concepito La Casa del Priore, che è poi il romanzo appena pubblicato. Un lavoro diverso, in cui abbiamo concordato un plot di base e su cui abbiamo lavorato insieme, anche se dividendoci i compiti di prima stesura.  Maurizio ha seguito la parte scientifica e i personaggi maschili, io quella inerente il mondo dei media e i personaggi femminili. Ma era una divisione davvero molto labile e  ce ne siamo resi conto strada facendo. Una specie di coperta di Linus, del tutto inutile. Infatti con il lavoro successivo l'abbiamo proprio superata.

D – Spiegate.

Lilli – Abbiamo scritto insieme un terzo romanzo, che ora riposa. 400 pagine, un progetto monumentale. Un poliziesco con un centinaio di personaggi, ambientato in Camargue. Qui non ci siamo divisi nemmeno i personaggi base. Vado avanti io, vai avanti tu, domani scrivo io, oggi scrivi tu. Naturalmente con una storia di questa portata non potevamo improvvisare, e quindi parlavamo tantissimo, per sms, per mail, per videoconferenza. Un passo alla volta. Mai il nostro orizzonte è andato oltre il capitolo che stavamo scrivendo e l’inizio del successivo. E infatti chi l’ha letto non ha mai immaginato ciò che sarebbe accaduto: per il semplice fatto che non lo sapevamo nemmeno noi. Questo modo di scrivere a quattro mani è molto difficile. Occorre avere molto in comune, conoscersi bene, e tanta convinzione.

D – Avete mai discusso, litigato?

Maurizio – Litigato proprio no. Discusso tantissimo. Ci siamo anche arenati un paio di volte. Ma se vuoi, se ci credi, se sei disponibile ad ascoltare e cercare, trovi sempre la soluzione ottimale. Non il compromesso, bada bene: di quello non ci accontentiamo. Molti ci chiedono se non perdiamo un sacco di tempo scrivendo in due, e la risposta è no. Perché dopo un po’ impari a non masturbarti con le parole. Sai quelle belle frasi che piacciono tanto a chi le scrive e uno se le legge e rilegge compiaciuto? Ecco, quasi sempre sono quelle che l’altro, appena gli arrivano, bolla con un “qui non si capisce una fava”. L’altro è il primo lettore implacabile e si impara. 

D – Un vostro racconto ha vinto un concorso, mi risulta.

Lilli – Si, Triora Terra di Streghe. È una storia fosca ambientata nel dopoguerra. L’abbiamo scritta per sms! Cioè, ci siamo raccontati tutta la storia per sms, un pomeriggio. Poi l’abbiamo scritto, una decina di giorni dopo.

D – E adesso?

Maurizio – Adesso abbiamo per le mani un thriller o horror - non lo sappiamo ancora bene - a tre, forse quattro voci.