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Ancora non si erano spenti in Città i festeggiamenti per l’insediamento di un nuovo Papa che già il portone in Bronzo della Basilica di San Pietro veniva serrato davanti a una folla attonita di fedeli per salutarne la morte.
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Albino Luciani, eletto Papa col nome di Giovanni Paolo I, era destinato a morire dopo soli 33 giorni di pontificato, lasciando il governo della Chiesa nelle mani dell’amatissimo Papa Giovanni Paolo II, anche lui scomparso da poco e ancora presente nei nostri cuori, al secolo Carol Woytila.
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Ma nonostante avesse coperto il seggio pontificale solo per così poco tempo Papa Luciani ha saputonbsp; lasciare una traccia indelebile del suo passaggio nel cuore della gente, a lui sono dedicati siti internet e fans club, anche se la cosa fa sorridere. Le sue fotografie, i santini e le immagini in vendita sul web sono praticamente sempre esaurite e vengono periodicamente ristampate ad altissime tirature, vivissimo è il movimento che preme per la sua santificazione.
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Papa Giovanni Paolo I era un uomo semplice, dotato di un sorriso dolcissimo, di una grande umanità e di una umiltà così profonda da apparire sconvolgente.
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La prima frase che disse dopo aver appreso di essere stato eletto dal conclave fu:”Se avessi saputo che sarei diventato Papa, avrei studiato di più”, e questo dice davvero tutto su di lui.
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È davvero difficile immaginare un prete così vicino alla gente, un uomo di Chiesa tanto alla mano, un Papa così immensamente umano. Eppure è esistito, anche se per poco, e ha lasciato di sé un ricordo imperituro, seppur con così breve tempo a sua disposizione.
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Albino Luciani nasce a Forno di Canale, che ora si chiama Canale D’Agordo, nella diocesi di Belluno, il 17 ottobre del 1912, primo di quattro fratelli.
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Cresce nel clima idiallico delle valli, tra la bellezza struggente delle montagne, ma la sua infanzia è amareggiata dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale che stravolge il mondo, piegando tutta l’Italia alla povertà.
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Cresciuto con l’educazione rude e concreta dei montanari, a soli dieci anni si manifesta imperiosa la sua vocazione sacerdotale.nbsp;
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Dopo aver udito la predicazione travolgente di un frate dell’ordine dei cappuccini, nel 1923 entra nel Seminario Minore di Feltre, per poi seguitare gli studi nel 1928 presso il Seminario di Belluno, il 7 Luglio del 1935 è ordinato sacerdote e il suo sguardo mite, dolce e indagatore al tempo stesso, già indica chiaro il suo futuro ecclesiastico che sarà quello di un nbsp;Prete Semplice, il Prete delle Genti.
Inizialmente è cappellano presso la Parrocchia del suo paese natio, vicino alle persone che ama e che lo hanno visto crescere, è una vera guida spirituale, un centro di aggregazione, il fulcro della comunità cristiana.
Poi lo spostano nella vicina Agordo, dove insegna religione presso l’Istituto Tecnico Minerario, il suo percorso formativo con i ragazzi è determinante, la sua dolcezza e la sua intima bontà riescono ad avvicinare molti ai misteri della fede, per la prima volta l’ora di religione viene spesa concretamente, con le sue doti naturali riesce a disciplinare e indirizzare gli adolescenti verso la via maestra, insegnando i precetti senza nemmeno avere l’aria di farlo.
Sa imporsi con dolcezza, Padre Luciani, e sa come farsi amare. Ma la sua semplicità esterna verrà spesso fraintesa e scambiata per drammatica inadeguatezza.
A soli nove anni di distanza dal suo ordinamento a sacerdote, nel 1937, è nominato Vicedirettore dello stesso Seminario in cui ha studiato e dove ha preso i voti, quello di Belluno, dove in seguito diviene Professore di Teologia Morale e Dogmatica, di Diritto Canonico e di Storia dell’Arte.
Docente comunicativo ed entusiasta, grande studioso ed appassionato, nel 1947 consegue il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, nel 1949 è organizzatore del Congresso Eucaristico di Belluno e pubblica il libro “Catechetica in Briciole” che bene illustra il suo concetto di divulgazione e il suo progetto di Catechesi.
Una splendida carriera ecclesiastica, fortemente sentita, lo conduce nel 1954 a ricoprire la carica di Vicario Generale presso la diocesi di Belluno.
Finalmente il 15 Dicembre del 1958 viene nominato Vescovo di Vittorio Veneto, riceve la consacrazione episcopale direttamente da Papa Giovanni XXIII, nel fasto e nel misticismo della cerimonia pubblica della Basilica di San Pietro, per undici anni svolge il suo ruolo con competenza e passione e nel 1962nbsp; partecipa al Concilio Vaticano II.
Questo il toccante brano della sua omelia pronunciata il 4 Gennaio del 1959, nel suo primo anno di Vescovato.
” Sto pensando in questi giorni che con me il Signore attua il suo vecchio sistema : prende i piccoli dal fango della strada e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti del mare, dal lago e ne fa degli apostoli.
È il suo vecchio sistema. Certe cose il Signore non le vuole scrivere né sul bronzo, né sul marmo, ma addirittura nella polvere, affinché se la scrittura resta, non scompaginata, non dispersa dal vento, sia ben chiaro, che tutto è opera e tutto merito del solo Signore (…)
Su questa polvere il Signore ha scritto la dignità episcopale dell’illustre diocesi di Vittorio Veneto “.
Albino Luciani, Vescovo di Vittorio Veneto, il Prete Umile, lungi dal godimento della posizione raggiunta ripensa alle sue umili origini, e spoglia se stesso di ogni investitura e di ogni riconoscimento pubblico per farsi piccolo piccolo e ritornare ancora una volta in mezzo al commosso abbraccio della sua gente.
Quella polvere di cui l’umile prete parlava, quella polvere su cui il Signore stava per scrivere una storia di profondo amore e carità cristiana, era egli stesso, il piccolo Padre destinato, anche se allora nemmeno lo sapeva né lo sospettava, ad essere un grande Papa.
Sabina Marchesi

Sabina Marchesi









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