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A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 14/10/2006
Una nuova prova scagionerebbe Annamaria Franzoni dall'accusa di omicidio del figlio Samuele. E' quanto si legge sull'ultimo numero del settimanale Gente.
Cogne/ Un sabot scagionerebbe Annamaria Franzoni
Mercoledí 11.10.2006 10:20
L'arma con la quale è stato ucciso sarebbe uno zoccolo, il sabot valdostano, misura 42-43 di piede, maschile, con suola rinforzata. L'assassino avrebbe colpito il bambino più volte col sabot, provocando schizzi di sangue compatibili con lo zoccolo. L'ipotesi del sabot come arma del delitto è contenuta in uno studio del professor Carlo Torre, medico legale di Torino che si era già occupato di casi come quelli di Marta Russo, Carlo Giuliani, Ilaria Alpi e Francesca Vacca Agusta. Studio che però
Torre ha iniziato il lavoro partendo dall'affermazione del perito Hermann Schmitter che, dopo aver analizzato la macchia di sangue e materia cerebrale sul piumone, scrisse: "Si tratta di un'impronta di scarpa". Il medico torinese ha analizzato l'orma e ricostruito la testa di Samuele con le ferite provocate dall'arma, arrivando a dichiarare la compatibilità delle lesioni sul cranio del bambino con la suola di un sabot.
In particolare, il professor Torre, ha analizzato vari modelli di zoccolo con suola a "carro armato", poi ha costruito un modello della testa di Samuele ed ha sovrapposto le impronte rilevate sul corpo del piccolo con la suola del sabot. Il risultato è stato perfetto: collimano. Quindi la conclusione: chi ha ucciso il piccolo Sammy calzava un sabot da riposo, una calzatura da trekking o comunque una scarpa invernale.
Ma il rame rilevato nelle ferite di Samuele, che ha fatto pensare a tutti dell'esistenza di un pentolino fabbricato con quel metallo e utilizzato come arma del delitto? Per Torre la risposta c'è: si tratterebbero di traccie di filamenti che restano "impigliati" nelle suole a carro armato di queste scarpe, dal momento che vengono prodotte a stampo grazie ad una pressa di rame.