Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 30/10/2006
Mistero nel mistero, la quarta parte dello speciale di Cinzia Ceriani indaga sugli apocrifi, autorizzati o meno, e sull'utlizzo di quello che forse è il marchio più prestigioso di tutta la letteratura Gialla.
ELLERY QUEEN SPA
All’inizio vi è il sospetto, poi, il sospetto, diventa una certezza. Il nome Ellery Queen come autore di romanzi polizieschi è ora simbolo di fortuna e successo garantito, è un richiamo a cui molti, allora promettenti scrittori esordienti, non possono sottrarsi.
“The Finishing Stroke” pubblicato nel 1958 rappresenta il definitivo addio alla carriera letteraria della coppia di scrittori, messa in difficoltà dall’impossibilità di adattare un personaggio classico come Ellery Queen con i moderni e in continua evoluzione tecnologica, metodi investigativi.
Cinque anni dopo, però, compare “Dead Man’s Tale” in totale rotta di collisione, sia per quanto riguarda le tematiche che per quanto riguarda lo stile, con i precedenti lavori di Frederic e Manfred. Ad esso seguono ben ventisette titoli, tutti Ellery Queen e tutti apocrifi.
Gli Ellery Queen aprono, dunque, le loro porte a giovani scrittori che accettano di pubblicare i loro scritti sotto l’ormai celebre nome d’arte. L’identità di questi autori rimane oscura, in Italia per lo meno, fino a poco più di un decennio fa, quando Roberto Pirani, saggista e curatore di diverse collane editoriali, opera una minuziosa bibliografia scoprendo i nomi di Richard Deming, ex ufficiale dei marines, Talmage Powell, Fletcher Flora, Jack Vance, noto scrittori di fantascienza, Henry Kane, Stephen Marlow e Walt Sheldon.
I motivi che spingono Manfred Lee ad affittare il loro nome non sono chiare, ma di certo è una vantaggiosa fonte di guadagno, un’ottima soluzione all’impossibilità del duo di ricreare l’iniziale affinità lavorativa senza cui cadrebbero nell’oblio e il poter offrire al lettore stimolanti spunti di analisi e riflessione sulla manipolazione di un individuo esercitata da un entità superiore, altro importante tema interamente queeniano e magistralmente descritto in “The player On The Other Side”.