Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 01/11/2006
Accusato spesso di essere una macchina da bestseller Jeffery Deaver risponde che il suo mestiere è fare quel che piace ai suoi lettori. “C’è chi sostiene di scrivere per se stesso : non credetegli, si scrive sempre per chi legge, a meno che non si stia scrivendo la lista della spesa.”
E infatti non possiamo dubitare che il tipico romanzo ‘alla Deaver’ piace al suo pubblico: unità di tempo limitata, ritmo veloce, frequenti colpi di scena.
Estremamente modesto nonostante il successo, Deaver si definisce “un artigiano che produce beni di
consumo” e afferma di esserne orgoglioso. Nonostante i suoi romanzi sembrino avere un andamento fulmineo, tuttavia richiedono mesi e mesi di ricerche approfondite e di approfondimento prima che ogni dettaglio sia perfetto.
La sua formula sembra essere costante, 8 mesi per le ricerche, 4 mesi per la stesura, un romanzo per ogni anno. Sorprendentemente non è un vero estimatore del Male, ma un semplice utilizzatore della comprensibile ossessione dell’essere umano per la morte ed il dolore, che sfrutta con una certa sapienza per fare in modo che il lettore abbia sempre voglia di girare pagina.
Amico e conoscente sia di Connelly che di King, è convinto di non essere in competizione perché sostiene che più i lettori amano il Thriller e più mercato c’è per tutti.
Finalmente uno dei grandi dei best seller ha il coraggio di parlare chiaramente a critici e recensori, che continuano a considerare il Thriller come una letteratura di serie B, per Deaver narrare è semplicemente narrare belle storie, avvincenti e coinvolgenti, del resto, dice, anche nell’Amleto di Shakespeare c’è una serie di omicidi ininterrotta, e lo stesso Dickens non disdegnava di indagare sul crimine e sui delitti più efferati.
Ai suoi lettori appassionati non sarà sfuggito il fatto che il suo protagonista, Lincoln Rhyme, non solo doveva essere un bianco, anche se ormai tutti lo identificano mentalmente con Denzel Washington, ma avrebbe anche dovuto morire, come si intuisce facilmente, al termine della sua prima avventura.
Solo la travolgente personalità del personaggio che è andata quasi oltre alle intenzioni del suo stesso autore lo ha salvato da un suicidio già programmato per eutanasia. Del resto, si sa, cavallo vincente non si cambia.
Brani tratti da Mangialibri http://www.mangialibri.com/ Prosegui la lettura dell'intervista completa a Jeffery Deaver al link sottostante.