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Concorsi Letterari

CARABINIERI IN GIALLO I CONSIGLI DELLA GIURIA

A cura di Sabina Marchesi

Pubblicato il 21/11/2006

In una conferenza stampa davvero molto informale gli illustri ospiti hanno spesso scelto di illustrare il loro pensiero attraverso metafore divertenti e trovate quasi goliardiche, il che lo dice lunga su quanti, e quali, siano stati i cambiamenti avvenuti in seno al Corpo dell’Arma dei Carabinieri nel corso dei suoi quasi due secoli di storia.

foto intervento

 

Qualcuno spiritosamente ha perfino affermato di avere accettato l’incarico di giurato perché, si sa, “i Carabinieri conviene sempre tenerseli buoni”, mentre altri hanno sottolineato la cruciale importanza che la letteratura e la fiction gialla hanno sempre rivestito come strumento formativo, educativo e orientativo per una migliore comprensione del sociale.

 

L’augurio generale comunque è sembrato quello che gli scrittori colgano questa occasione non solo per elaborare opere nuove e comunque significative ma anche soprattutto per accendere, in un certo senso, una nuova luce sugli appartenenti all’Arma, come singoli, come individui, come uomini in uniforme, con una loro personalità, un cuore, e una dirittura morale a tutta prova, uniti a un raro spirito di sacrificio.

 

Quel che si chiede al mondo letterario è di rispondere all’appello con diverse forme di espressione che decidano di raccontare nuove storie, non solo il sentire dell’immaginario  collettivo nei confronti degli appartenenti all’Arma ma anche il giusto apprezzamento per uomini e donne che nell’Arma dei Carabinieri prestano quotidianamente il loro servizio, integrando le crescenti competenze tecniche, oggi sempre più all’avanguardia, con le qualità personali di intuito, sagacia, spirito di iniziativa dei singoli individui.

 

E se ci sono delle lacune in questo rapporto che dovrebbe essere ambivalente, ebbene, allora è di nuovo compito della letteratura far sì che eventuali dicotomie vengano alla luce ed emergano. Sono benvenute dunque tutte le facce della medaglia, per chi come nel Padrino sceglierà di raccontare il mondo della criminalità visto dall’interno, e per chi come nella serie televisiva La Piovra di storica memoria, opterà per una diversa prospettiva, tutta dal lato di chi quel crimine è chiamato a combatterlo, ogni giorno, per le strade.

 

Si spera dunque di incoraggiare le vocazioni, e non solo letterarie, di fornire un’immagine diversa dell’Arma, e di generare una visione collettiva delle forze dell’Ordine che possa essere comunque meno generalizzata di quanto non potesse essere, ad esempio, dieci anni fa.

 

Che emergano dunque aspetti nuovi, fatti di luce ed ombre, il coraggio di raccontare il nostro Paese così com’è, senza falsi compiacimenti e auto indulgenze, in un concorso che vuol essere un contributo per mostrare finalmente qual è il vero sentire nei confronti degli appartenenti all’Arma, per degli specialisti che non solo sono stati sempre profondamente inseriti nel contesto sociale e territoriale, ma anche all’avanguardia tecnica nella lotta contro la criminalità.

 

La domanda di fondo dunque sembra essere “Ma noi li conosciamo davvero i Carabinieri?”.

 

Per contro, come incoraggiamento a parlar chiaro e a uscire allo scoperto con opere rivoluzionare ed innovative, Carlo Degli Esposti assicura che lui, personalmente, leggerà da cima a fondo tutti gli elaborati, anche a costo di rimetterci qualche diottria, perché è alla continua ricerca di nuove idee per le serie televisive, sempre con il timore che qualche opera “fondamentale” gli possa sfuggire.

 

Un augurio infine a tutti i partecipanti e un incoraggiamento a creare nuovi racconti sui Carabinieri viene anche dal nuovo Direttore Responsabile dell’Ente Editoriale dell’Arma, il Ten.Col. Roberto Riccardi, ideatore dell’iniziativa, che ci ricorda come il primo crimine della storia, giustamente, risalga addirittura a Caino e Abele, e, in pieno spirito investigativo, ci ricorda comunque che Caino, affermando “sono forse io custode di mio fratello?, in qualche modo avrebbe a suo tempo messo in atto un pervicace tentativo di sottrazione alle indagini.

 

E se ve lo dice un Carabiniere, potete crederci.

 

Sabina Marchesi

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