Come scegliete un libro quando lo comprate?
A cura di Sabina Marchesi
Pubblicato il 25/11/2006
Continua a crescere l'interesse dei paesi dell'Est europeo per i romanzi dell'editore palermitano Dario Flaccovio.
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Il triangolo di Rembrandt
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Amsterdam, 1639. Il pittore Rembrandt van Rijn, all’apice della sua gloria, e la moglie Saskia traslocano nella nuova, sontuosa casa che hanno acquistato nel quartiere più alla moda della città. Per la coppia è un nuovo inizio, dopo che hanno perso due figli appena nati. Ma la catena di lutti non è finita, perché anche la terzogenita muore e la salute di Saskia sarà definitivamente minata. La donna trascorrerà quasi tutto il suo tempo a letto, assistita dall’infermiera Agneta, con la quale ha stabilito un legame profondo. Ma Agneta nasconde un segreto… Saskia, morendo, le affida l’unico figlio sopravvissuto e l’infermiera gli troverà una balia, Geertje, la donna che prenderà il posto di Saskia nel cuore del pittore. Rembrandt intanto subisce un rovescio di fortuna e una nuova donna accompagnerà l’ultima fase della sua vita in declino, dandogli un’altra figlia.
Londra, mercato del pesce di Billingsgate. Nel ventre di un merluzzo pescato nel Mare del Nord viene ritrovata la testa di una giovane donna. A occuparsi del caso è Nicholas Hall, ispettore della polizia metropolitana. Hall ha un’ossessione: il sesso. Per sua fortuna le donne lo trovano irresistibile. La sua aiutante, Rebecca Wenston, invece lo detesta. Per questo motivo le loro indagini si trasformano sempre in una contesa senza esclusione di colpi. E quella sul mistero della testa mozzata non fa eccezione. La situazione si complica quando si imbattono in un manoscritto in cui, in un arco di tempo che va dal 1503 al 1505, si narra il rapporto ambiguo tra Aleyt van de Mervenne, moglie del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, e un ricco ebreo convertito, Jacob de Almaengien, Gran Maestro della setta Adamita.
Nel 2006 il romanzo è stato pubblicato in Serbia.
DALLA PREFAZIONE DI RAUL MONTANARI
"Palazzotto scarta di volta in volta tutte le soluzioni espressive più ovvie e disegna architetture audaci e fulminanti, inseguendo insieme al lettore non solo la verità della storia, ma più ancora una verità della lingua che rende ogni pagina godibile e divertente. Di quel divertimento che nasce dall'intelligenza e da un'immaginazione giosamente senza freni".
LA TRAMA
Dietro la chiesa c’è un morto. Accanto a lui, agonizzante, il parroco coraggioso che ha cercato invano di fermare l’assassino. Il commissario Giovanni Porzio è solista dell’investigazione, ma stavolta la storia è inestricabile e deve ricorrere alla collaborazione degli unici poliziotti di cui si fida e di un medico legale appassionato di hard rock al quale è legato da un antico rapporto di avversione. Teatro del delitto è un parco di Palermo. Sul rovente scacchiere della città d’agosto, due donne muovono le proprie pedine tra amore e solitudine. Ognuno alla ricerca della propria verità. Che porta tutti dietro quella chiesa, dove c’è un morto.
Anzi, a voler essere precisi, un morto e mezzo.
Giobbe Dilei ha una madre ingombrante. La sua è una vita da ostaggio: né donne, né svaghi, né lavoro. La villetta di famiglia è la prigione in cui subisce i ricatti di mamma Catena. Giobbe cercherà di uscirne, per inseguire l’uomo di spalle che sin dall’età di sei anni gli appare in sogno. Il passato però tenterà di soffocare il presente, rivelando fatti che lui ha preferito dimenticare o che sua madre gli ha impedito di conoscere. Nella fuga, il protagonista s’imbatterà in una cronista affamata di storie morbose, nel boss che scommette al lotto e commissiona omicidi come se fossero lo stesso gioco, nell’avvocato che sta per risolvere l’unico caso della sua carriera. Per sua fortuna, Giobbe incontrerà anche la psicologa Anna Matera, l’unica che può aiutarlo a spezzare la catena.