NAZI PARADISE di Angelo Petrella
Da www.retidedalus.it. A firma di Marina Velocci. Mi interessa il noir quando e’ pop. Il giovane scrittore napoletano (classe 1978), dopo “Cane rabbioso”, ha ambientato il suo secondo romanzo “Nazi Paradise” (Meridiano zero, 2007) nella propria citta’, cercando di connettere la ricerca di nuovi strumenti linguistici con il racconto di una controcultura o subcultura metropolitana attuale, con tutto il suo carico positivo o negativo che sia.
Meridiano zero - 8,00 Euro (distr. PDE)
Lei ha vissuto tra Roma, Parigi, Siena, ed ora e’ tornato nella sua citta’ natale, Napoli; come mai?
Sono stato in giro sopratutto per studio, gli anni dell’Universita’ li ho trascorsi a Roma, sono stato a Parigi per la tesi di dottorato e a Siena sempre per studio, ma Napoli e’ una citta’ particolare, come tutti i napoletani Napoli la si ama e la si odia.
Ha ambientato il suo ultimo romanzo “Nazi Paradise” (Meridiano zero) proprio nella citta’ partenopea, come mai questa scelta?
Ho scelto Napoli, per ambientare il mio romanzo pop, perche’ la cultura napoletana e’ sempre stata o tradizionale con il neorealismo o popolare, il mio modo di scrivere (pop) non e’ popolaresco ma popolare, nel mio piccolo avevo l’esigenza di cercare nuovi strumenti linguistici, in questo momento si sta creando una nuova generazione di scrittori tra i quali non c’e’ rivalita’, ma prevale invece l’amicizia e il confronto.
Dopo il suo primo libro “Cane rabbioso”, ora e’ uscito da poco “Nazi Paradise”, come e’ nato questo nuovo lavoro narrativo?
La casa editrice mi aveva chiesto una trilogia, in realta’ sono storie che finiscono, ma risultano legate da un filo comune. Non so, pero’, se uscira’ il terzo volume, vedremo. Nel secondo romanzo ho cercato di raccontare una controcultura positiva o negativa, non so, ma che secondo me andava raccontata, io non mi ritengo uno scrittore di gialli, mi interessa il mondo narrativo del noir e mi piace quando il lettore non riesce a smettere di leggere. Il mio sforzo e quello di portare sempre avanti uno studio sullo stile del racconto.
E’ vero che lei ha una forte passione per il cinema e per la Coca Cola?
Amo il cinema che e’ capace di catapultarsi nella realta’ senza troppi pregiudizi, la Coca Cola e’ una passione privata, mi piacciono soprattutto le vecchie ghiacciaie, ma non riesco piu’ a trovarne.
Progetti per il futuro?
Sto preparando un nuovo romanzo che sara’ totalmente ambientato negli anni Novanta cominciando appunto nel 1990, ma e’ un progetto narrativo che non fa parte della trilogia a cui accennavo prima.
Martina Velocci