Microsoft cataloga i vostri DVD ed MP3

La Microsoft è di nuovo accusata di violazione della privacy e trasferimento dei dati personali e riservati degli utilizzatori del suo software. Questa volta sotto accusa è Windows Media Player 8, conosciuto anche come Windows Media Player for Windows XP. E' stato accertato e provato che questo software registra ogni dato riguardante DVD, MP3 e AudioCD che vediate od ascoltate o che siano registrati sul disco rigido, CD-ROM, DVD o AudioCD, li cataloga, ne identifica brano, autore, dati sui file, registra questi dati su un proprio archivio e li invia ad un server. Il tutto senza che l'utente sia avvisato e che possa concedere o negare l'autorizzazione al trasferimento dei dati.

Windows Media Player XP, che viene installato insieme a WindowsXP, oppure separatamente nelle versioni precedenti di Windows con il nome di Windows Media Player 8, registra in un file tutti i dati relativi ai file audio e video visualizzati, sia quelli presenti sul computer che su CD-Rom o DVD, ed invia queste informazioni ad un server Internet.

Microsoft, dopo aver ammesso questa attività di prelievo delle informazioni, ha precisato che le informazioni registrate ed inviate non sono collegabili né al particolare computer nè alla particolare persona che lo usa. Ma le assicurazioni di Microsoft a proposito di una attività di registrazione dei dati che non era stata mai chiaramente resa nota agli utilizzatori di WMP, non riescono certo a tranquillizzare.

Le implicazioni potrebbero essere molteplici, perchè ogni trasmissione di dati in Internet è accompaganta dall’indirizzo IP del computer, e se questo usa una conessione su rete locale o di tipo ISDN o ADSL è immediatamente identificabile. Ad esempio, può essere identificato chi usi file MP3, audio o DVD masterizzati. Ma anche rimanendo nell’ambito del lecito, è identificabile chi utilizzi file legalmente acquistati ma di un particolare carattere politico, religioso o sessuale.

Il file con la registrazione di ogni attività audio e video effettuata viene conservato sul computer. E’ fin troppo facile per mogli, mariti e datori di lavoro poterlo rintracciare e controllare, venendo a conoscenza di particolari preferenze politiche, religiose o sessuali che dovrebbero restare nell’ambito della privacy personale.

La Microsoft ha precisato che l’invio di questi dati ad un server di rete può essere disabilitata, scegliendo nelle preferenze di WMP di disabilitare l’opzione “funzionamento on-line”. Ciò non toglie il fatto che le informazioni sono comunque registrate e salvate su un file in locale, a disposizione di chiunque voglia controllare i gusti o le abitudini. Di un coniuge che voglia citare, nella causa di divorzio, l’elenco dei film omosessuali o sadomaso che il partner era solito vedere. O di un genitore impiccione che voglia controllare cosa veda il figlio, o la figlia, a notte fonda in camera sua.

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Pubblicato il domenica 24 febbraio 2002 in: Notizie e curiosità

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