A cura di Luigi
Pubblicato il 09/05/2007
Internet è il regno delle truffe. Qualunque ingegnoso delinquente può architettare una truffa in grado di rendere centinaia di migliaia di euro al giorno, del tutto impunito.
Mai così tante truffe informatiche, in continuo crescendo. Sembra che il "fatturato" delle truffe telematiche abbia superato di gran lunga quello della delinquenza ordinaria. Ormai solo un colpo del secolo dalla Banca d'Inghilterra o lo svaligiamento di Fort Knox potrebbe pareggiare il conto. Internet si è rivelato una miniera d'oro per i truffatori, anche grazie all'impunità di cui godono.
Si può leggere sul giornale dell'arresto di una banda di ladri d'appartamento, di ladri d'auto, di chi truffa la pensione spacciandosi per agente delle tasse, e così via, ma non si legge mai che venga arrestata una banda di truffatori via internet. Hanno avuto e continuano ad avere l'impunità assoluta, magari salvo casi fortuiti.
Così si riceve una bellissima mail da Poste.it, che presenta con una grafica accattivante la sua nuova iniziativa, il "GranPremio Mondo Bancoposta". E' semplice, basta usare i prodotti postali, ad esempio pagare i bollettini tramite il proprio conto Bancoposta, per accumulare punti e vincere premi.
La bella immagine mostra delle felicissime persone che esultano di gioia con i loro doni, un marchio che stilizza la M di mondo come due persone che si danno la mano, il tutto ottimamente realizzato, con tanto di marchi non solo delle Poste, ma anche di Oviesse, Wind ed Enel in rappresentanza degli sponsor della favolosa iniziativa.
Che bello! Basta fare click sull'immagine ed appare il sito delle Poste, inserire nome utente e password, per iniziare ad accumulare punti.
Il fatto è che il perfetto sito delle Poste è finto e che non appena si inseriscono i propri dati questi vengono registrati e subito utilizzati per fare operazioni come bonifici dal proprio conto a conti anonimi su banche estere, acquisti con la carta di credito, e quando altro faccia comodo, come documenti falsi. Infatti il sito procede nel chiedere numero e dati della carta Postapay ed il codice fiscale.
L'indirizzo del falso sito é http://www.bcn92grup.com/www.poste.it/, e se si va a vedere a chi appartiene si trova un indirizzo di comodo in Spagna (Alephs Consulting, in Diagonal 465 a Barcelona, telefono +34.902995262) e il server (ns1-liverpool.nswebhost.com) che si trova fisicamente a Londra ma che utilizza una società di appoggio negli Stati Uniti (Whois Privacy Protection Service Inc., PMB 368, 14150 NE 20th St, Bellevue, WA 98007, tel. +1.4252740657, Fax: +1.4256960234) per mascherarne la proprietà. Tutti tranquilli, tanto la truffa è su Internet.
Se si fosse trattato di un indirizzo usato da una banda di scippatori di borse della spesa la polizia avrebbe già fatto irruzione, avrebbe sequestrato tutto ed avrebbe trovato i nomi dei responsabili. Trattandosi di una truffa informatica, tutti possono tranquillamente continuare per giorni e mesi, forse anni, a prelevare soldi dai conti altrui, ad usare carte di credito falsificate e fare carte d'identità false.
Se lo studio di consulenza di Barcellona o la società di Bellevue avessero dato ospitalità ad una banda di scassinatori di cassette delle elemosine, sarebbero stati indagati ed accusati di favoreggiamento, magari chiusi, forse condannati. Ma visto che servono solo da prestanome o da appoggio per truffe telematiche, non c'è nulla da temere.
Per noi rimane solo un avvertimento: usate Firefox per navigare in Internet, infatti Firefox smaschera automaticamwente i falsi siti ed avverte, con un messaggio ben visibile ed oscurando la falsa pagina, che si tratta di una truffa. Internet Explorer, invece, non fa nulla contro le truffe e vi lascia inserire i vostri dati.