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Riviste sexy dentro le Università USA

A cura di Guida Gossip

Pubblicato il 25/04/2006

Come riescono a convivere prestigiose univeristà statunitensi con l'idea di veder prodotte e vendute al loro interno riviste dai contenuti e dalle immagini assolutamente "hot"? Beh, a quanto pare il particolare connubio va a gonfie vele e da due anni a questa parte gli X-magazine universitari sono diventati un vero laboratorio artistico e creativo dando lustro alle stesse università.

foto intervento

Non si tratta propriamente di «porno», ma certo le foto e gli argomenti proposti sono senza dubbio forti. E non si tratta di trasgressive esibizioni di qualche giovane matricola che vuol farsi strada. I prodotti editoriali in questione, infatti, pur avendo un contenuto assolutamente "vietato" ai minori non solo è alla luce del sole, ma, spesso e volentieri è autorizzato dalle stesse autorità accademiche.

C'è chi il magazine lo produce con mezzi poveri e chi in un paio d'anni è riuscito a creare una vera e propria realtà editoriale fatta di carta patinata e di un cospicuo numero di pagine e lettori. Uno degli antesignani è stato Vita Excolatur, dell'Università di Chicago. Debutto con scalpore nel 2004 non tanto per i contenuti quanto per la fama dell'ateneo considerato fino a quel momento uno dei più ortodossi del nord America.

Ma la direttrice responsabile, Charlotte Rutheford, 21enne, è stata convinta ad accettare questa sfida proprio perchè l'ambiente sarebbe dovuto essere il meno adatto ad accettare un prodotto del genere e quindi il successo sarebbe stato notevolmente amplificato. E i fatti le hanno dato ragione.

 

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Oggi nella lista delle pubblicazioni "XXX" spiccano università iper blasonate come Yale, Harvard dove si pubblica H-bomb e la Boston University con il celebre Boink.

Naturalemente non tutti i rapporti tra le riviste e gli atenei sono rosa e fiori. In alcuni casi i magazine sono accettati e benvoluti anche grazie ad un prodotto editoriale che ha dismostrato di essere di ottimo livello. In altri casi sono "ignorati", mentre in altri ancora ci sono vere e proprie crociate contro le pubblicazioni con casi in cui le stesse autorità hanno organizzato una vera e propria censura di controllo prima della pubblicazione.

 

Interessante la reazione dei genitori degli alunni "protagonisti" dei magazine. Infatti spesso e volentieri sono proprio loro ad acconsentire o in certi casi a finanziare i magazine permettendo ai propri figli di esibirsi nudi o addirittura in atti sessuali sulle pagine delle riviste. Ma ci si giustifica dicendo che anche questo tipo di esperienze possono essere in qualche modo utili e formative o addirittura coerenti con le carriere che i figli potrebbero scegliere. E poi... il fascino di una copertina (magari del magazine di Yale o Harvard) può essere sempre un primo punto di partenza per il mondo dello spettacolo!

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