A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 23/12/2000
A differenza della depressione che ci dà fastidio, la collera è difficile da combattere in quanto ci fa sentire tonici e corrisponde spesso al sentimento di sentirsi nel giusto. Ma...
A. Definizione. Forte reazione emotiva che si rivela attraverso tipiche espressioni del viso e del corpo di fronte ad ostacoli o attacchi rivolti alla nostra persona. Viene percepita dagli altri come messaggio che comunica biasimo e repressione.
B. Cause. Bisogna innanzitutto comprendere che la collera è un sentimento secondario. Deriva sempre da un sentimento primario. Esempi:
- Un insegnante va in collera con lo studente perché mentre appende un cartellone per poco non cade dalla finestra: il sentimento primario che produce la collera è la paura.
- Un insegnante va in collera con uno studente che non riesce a capire un concetto di matematica. Il motivo primario è in questo caso un sentimento di frustrazione da parte dell’insegnante.
- Un insegnante nutre una particolare avversione verso un alunno e facilmente va in collera verso di esso. Poi scopre che il vero sentimento primario è la paura che tale ragazzo, particolarmente intelligente, possa metterlo in difficoltà nella spiegazione ridicolizzarlo di fronte ai compagni. Il sentimento primario è in questo caso la paura.
- Uno studente si perde durante una gita. Quando viene ritrovato, l’insegnante va in collera. Il sentimento primario, in questo caso, è l’ansia.
C. Terapia.- Per controllare la collera bisogna elaborare messaggi in prima persona, basati sui sentimenti primari. Anziché dire: “Sto arrabbiato con te…”, bisogna dire: “Ho preso paura per ciò che poteva accaderti”.