Il clown è triste

Il sipario si apre ed entra un clown,ma non fa ridere,lui è triste e questa sara' la volta che non fara' quello che gli è stato sempre detto.Non gioca.E'solo e non c'è luce accanto a se',un piccolo riflettore fa trasparire la sua espressione dietro il trucco.E' strano che le altre luci non si siano accese,quasi a dirgli:su' è questo il momento,ora puoi parlare dire quello che hai sempre voluto dire.Lui vorrebbe parlare ma sta zitto e guarda gli spettatori;quello è il suo compito,far ridere,ma oggi ha deciso di no.Dietro le quinte c'è il regista,che sbraita:La gente è stufa di lacrime e singhiozzi,facesse quello che deve fare!Fatele entrare..."e intanto ci sono gia' le bellone che si preparano per distrarre gli spettatori e i comici con le loro battutine maliziose.Gli altri,quelli che contano poco dentro quella rappresentazione si dicono tra se': "E' ora che parli,magari parla anche per noi,che fatichiamo... ma solo di pochi è il merito di questo grande show..." E il pubblico è li'e resta a guardare.

Ti sembra di essere condannata, nella mappa delle maschere sociali, ad un ruolo gregario, in funzione dei desideri altrui. Percepisci che, se non accetti le regole del gioco, puoi essere emarginata dal gruppo. Il problema non è negli altri ma in te. Essere umile non significa “buttarsi giù” ma riconoscere i punti forti ed i punti deboli della propria personalità. Metti a fuoco, nella tua mente, gli aspetti signficativi, i valori salienti della tua esperienza vitale. Costruisci il tuo identikit positivo-negativo. Ammiralo (per quanto riguarda la parte positiva) e interiolizzalo. Rispettati per quello che sei e per quello che non sei. E poi, quando è il momento opportuno, parla. Fallo, se ti è possibile, con arguzia, umorismo, senza fiele. Partendo da situazioni generali, da interrogativi generici. Smettila, comunque, di pensare che, per essere accettata dagli altri, devi eseguire tutti i loro desideri. Se devi pagare un prezzo per questo, pagalo. Qualche volta è meglio rimanere isolati che restare soli, cioè senza l’approvazione della propria coscienza. Luciano.

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Pubblicato il lunedì 15 luglio 2002 in: Lo scenario sociale

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