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Il senso della vita

Il coraggio di ricominciare

A cura di Luciano Verdone

Pubblicato il 19/12/2003

Ogni bambino che nasce coincide con un nuovo inizio della vita, con il ricominciare dell’esperienza. Ma rappresenta anche la possibilità, da parte dei grandi, di tornare ad essere bambini. Il neonato infatti ha il potere di rendere tutto nuovo.

Si dice che il Natale sia la festa dei bambini. A me sembra che è anche la festa degli adulti che accettano di tornare bambini. E’ proprio questo, a mio avviso, il suo fascino. La persona vissuta, “disincantata”, ha l’occasione di far ritorno, per qualche momento, all’età ingenua, comune al primitivo come al fanciullo, in cui le cose possiedono un’anima e la materia è considerata vivente.
Può ripercorrere i sentieri della semplicità, rientrare nella dimensione del sogno. Consapevole di sottoporsi ad una terapia di sperimentata efficacia.
Basta sostare di fronte al muschio del presepe popolato di personaggi umili, prendere l’iniziativa di fermarsi a salutare i conoscenti per strada, stendere la mano per infrangere la barriera della freddezza, cedere senza pregiudizi al rituale dei doni…
L’essere adulti inaridisce. Agisce come un narcotico. Rinserra il cuore – la mano, il portafoglio… -nella morsa della sfiducia. Giorno dopo giorno, la cronaca della violenza e della deviazione getta un velo di diffidenza su tutto. Si ha persino paura di accarezzare un bambino.
E quando si avvicina Natale percepiamo un disagio che segna la misura del distacco dalla semplicità primordiale dell’infanzia. Costretti ad indossare la maschera dell’affabilità, ci sentiamo stressati. Allora fuggiamo. Gli adulti partono per l’Egitto. I giovani progettano nottate eccezionali. Alla cadenza convulsa delle settimane lavorative subentra il ritmo sfibrante dei viaggi e dei festini.
Occorrerebbe invece (ma non è per tutti, non, in genere, per i più giovani) “resettare” l’esperienza. Come fa la neve quando fiocca fitta ed ipnotica, annullando i colori, fermando il flusso degli avvenimenti. Come accade al neonato ed al vecchio che vivono un “tempo lento”, senza impegni e responsabilità.
In fondo che cosa è il Natale? La nascita di un bambino. “Un bebé – è stato osservato - è la scusa perfetta per fare tutte quelle cose che l’età adulta imporrebbe di evitare. Adesso potete sdraiarvi e scalciare in alto. Adesso potete fare formine di terra e boccacce. Potete ballare. E cantare. E tutto quello che chiedete in cambio è il gorgoglio di una risata, un gridolino di gioia o occhi improvvisamente sgranati per lo stupore e il divertimento. Non c’è spettacolo più tenero di un papà gigantesco che cerca di strappare un sorriso a un minuscolo bambino. Un neonato ci restituisce il mondo che abbiamo perso. Osservare un bambino mentre scopre il mondo significa riscoprire se stessi. Solo un bambino può mostrarci la forza, l’amore e il coraggio che abbiamo nascosti in noi stessi” (Pam Brown).
Natale. Il bambino torna a nascere… E’ la legge della vita. Riprogettarsi. Ricominciare. Ristabilire un’alleanza con noi stessi e con gli altri.

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