A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 17/04/2004
- Quali sono, concretamente, i modi corretti e sbagliati di comunicare? - In psicologia sono state evidenziati quattro modelli di comunicazione. Tre sbagliati (autoritario-repressivo, passivo-permissivo, indifferente) ed uno corretto, quello assertivo-autorevole. - Aggiungiamo, ad ogni modello, le applicazioni fatte da Baumrind, nel campo dell’educazione familiare. - Esaminiamo insieme i quattro modelli comunicativi, cercando d’individuare quello in cui ci riconosciamo a livello personale e quello che ci riguarda a livello di vita familiare.
1. Il modello comunicativo autoritario-repressivo.
Si ha quando un soggetto esprime pensieri ed emozioni tenendo in considerazione solo il proprio punto di vista. L’esempio classico è l’individuo che concepisce la relazione in termini di potere e che attacca sistematicamente gl’interlocutori in modo diretto o indiretto.
Si esprime con la formula: Io si – Tu no.
Ÿ Riflesso nello stile di vita in famiglia.
- Atteggiamento educativo autoritario: Molto controllo, aspettative alte nei riguardi dei figli, scarso dialogo con essi, tendenza a non proteggere i figli (produce aggressività da identificazione).
2. Il modello comunicativo inibito-passivo.
E’ la soggiacenza di un individuo - o un gruppo - alle idee ed emozioni di altri, e la conseguente rinuncia a manifestare le proprie. Si verifica, ad esempio, quando un figlio viene represso da un genitore autoritario o quando qualcuno avverte che gli è molto difficile opporsi ad un’ingiustizia e preferisce tacere.
Può essere espresso con la formula: Io no – Tu si.
Ÿ Riflesso nello stile di vita in famiglia.
- Atteggiamento educativo permissivo: controllo minimo, aspettative basse, dialogo quasi inesistente, prevale la protezione (produce immaturità).
3. Il modello comunicativo indifferente.
Si verifica quando i soggetti della comunicazione rifiutano di farsi carico della relazione e rimangono ai margini del rapporto.
Si esprime con la formula: Io no – Tu no.
Ÿ Riflesso nello stile di vita in famiglia.
- Atteggiamento educativo indifferente: scarso controllo, nessuna aspettativa, poco dialogo, freddezza ed ostilità (produce insicurezza).
4. Il modello comunicativo autorevole-assertivo.
Si ha quando viene rispettata sia la soggettività propria che quella dell’altro. Ciò comporta la rinuncia a scadere sia nella “competizione” (affermazione assoluta del proprio punto di vista e quindi isolamento) che nel “cedimento” (acquiescenza aprioristica al punto di vista dell’altro con conseguente frustrazione). E la tensione a rimanere nei confini di un dialogo pacato e razionale, capace di prendere in considerazione i molteplici aspetti di un problema.
Si esprime con la formula: Io si – Tu si.
Ÿ Riflesso nello stile di vita in famiglia.
- Atteggiamento educativo autorevole: controllo, aspettative, molto dialogo, calore e protezione (produce autostima, sicurezza, indipendenza, socievolezza, altruismo, motivazione al successo).
● Una sorpresa per te e per i tuoi amici…
● Un libro. Scorrevole e piacevole, ricco di cose inaspettate, test e training.
● Mira a realizzare una competenza fondamentale per la cultura odierna: il controllo delle emozioni e delle relazioni.
● A scuola apprendiamo la logica discorsiva e la logica matematica ma non le dinamiche della relazione e dell’emotività.
● E’ come dire che, nell’educazione che riceviamo, l’ottanta per cento della vita quotidiana non viene preso in considerazione.
Luciano Verdone
LE DINAMICHE DEL CUORE
Educazione emotiva, valoriale, relazionale
Effetà Editrice, Maggio 2005
Pagine 128 – Euro 8.50
10060 Cantalupa (TO) Via Tre Denti, 1 - tel. 0121 353839 - E-mail: info@effata.it
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