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Angosce, Conflitti, Fobie, Sogni

Cosa è l'angoscia?

A cura di Luciano Verdone

Pubblicato il 27/05/2004

Caro Luciano, sta sera ti scrivo di una mia angoscia: quella dell'ignoto.Te ne parlo perche' proprio oggi,come spesso mi accade,si e' ripetuta una scena sempre uguale:essere assalita dalla Paura.Mentre ero in autostrada,di pomeriggio,ho visto una macchina ribaltata,con ancora forse delle vite dentro ;un oggetto ormai alterato:ferro schiacciato.Ed io,senza neanche vedere il tipo di macchina,gia' compongo dei numeri di telefono,per accertarmi che il mio ragazzo e la mia famiglia stiano bene.Vedo il rottame...tutti a casa stanno bene,la macchima non la conosco.Tiro un sospiro di sollievo.Ok,va tutto bene.Invece no.Il mio cuore batte veloce,e' un cuore tachicardico:ho paura che una cosa simile possa comunque succedere,a chiunque.E trascorro tutto il pomeriggio in maniera cupa:non riesco a non pensare alla macchina ribaltata.Ho paura degli incidenti stradali(ricordi il sogno della mia macchina?),ma non ho paura di morire io;ho paura per i miei cari! Poi sono arrivata a casa e mio padre mi ha detto che mia nonna oggi e' stata male.Ho perso gia' tre nonni,mi rimane l'ultima.So che non puo' durare a lungo la sua vita,ma io automaticamente mi angoscio all'idea che possano morire i miei genitori.E poi penso a mio ragazzo...a mia sorella.Non voglio vivere la mia vita dominata dall'ansia ,ma non riesco a non pensare a momenti catastrofici.Un grazie in anticipo.

- Cosa è l'angoscia?
- Un'oppressione emotiva somatizzata caratterizzata da dubbio, timore, sensazione di pericolo incombente.
- Per Freud è la percezione che ciò che si teme possa essere vero o avverarsi.
- I filosofi esistenzialisti hanno analizzato magistralmente tale sentimento, evidenziandone tutte le sfumature.
- Per Kierkegaard e Sartre, l'angoscia coincide con il timore di scegliere tra infinite possibilità: "L'angoscia nasce dalla possibilità di potere" (Kierkegaard). "L'uomo è quel che si fa" (Sartre).
- Oppure, scaturisce dal timore per le infinite possibilità negative: "Nel possibile, tutto è possibile".
- Per Heidegger, invece, l'angoscia nasce dalla percezione della possibilità dell'annullamento, della morte (nostra e delle persone care). Infatti la coscienza di "esserci" coincide essenzialmente con la realtà opposta, la possibilità di "non esserci": l'una e l'altra si definiscono e si alimentano a vicenda: "L'uomo è sentinella del nulla".
- La Psicanalisi ha, a sua volta, analizzato le angosce tipiche dell'arco di vita:
a. quella "da annientamento" che sperimentiamo nel momento della nascita e che evoca per simmetria la percezione della morte;
b. quella "da abbandono" di cui facciamo esperienza nel primo tempo di vita quando vediamo scomparire il volto materno e ci sembra che non esista più non avendo ancora consolidato il concetto di permanenza dell'oggetto;
c. quella "della prova o da prestazione", tipica dell'adolescenza ("Ce la farò, sarò in grado di far fronte alle consegne della vita?");
d. quella "da fallimento" propria dell'età matura, quando la mente realizza il primo grande bilancio di senso esistenziale;
e. ed infine quella "del possibile" - che tutte le compendia - basata sull'assunto che può succederci di tutto.
- La tua angoscia è di quest'ultimo tipo.
- Quest'ultima, l'angoscia delle infinite possibilità negative, è sperimentata da persone particolarmente sensibili ed ansiose ed è contraddistinta da veri attacchi di panico.
- Come curarla? Con la dereflessione e l'intenzione paradossa e con esercizi di ristrutturazione dello schema mentale e di armonizzazione (vedi "Parole chiave").
- Affettuosamente. Luciano. 

Le Vostre Opinioni

Cosa ne pensi...

Opinione postata il 2006-03-21 16:19:17
Salve scrivo per far luce su un mio problema che mi affligge ormai da anni: la paura della morte. Quando penso alla morte non vedo solo la fine di me stessa ma quella di tutti gli uomini,la fine del mondo,del sole,dell'universo...della vita. Questo problema è scaturito solo da mie riflessioni e non da agenti esterni,l'unico lutto che ho subito è stato quello di mio nonno ma successivamente a questi pensieri, quindi lo ha solo rafforzato. Ho un'incredibile lungimiranza, sono già stata dalla psicologa ma mi ha detto che la mia è solo paura della vita.Io non credo sia così anzi,amo troppo la vita,così tanto che non posso che temere e quindi odiare il suo opposto. Che ne sarà della mia vita,di ciò che ho fatto,dei miei studi quando sarò morta? Il senso della vita è la morte? Non credo in alcun dio,la mia unica fede è la scienza e spero che possa fare progressi per risolvere questo problema comune a tutti gli uomini, spero nell'ibernazione...tuttavia non mi fa tanto paura il deterioramento del corpo quanto quello della mente poichè credo che l'esistenza risieda lì e noi non siamo altro che il nostro pensiero,in fondo il nostro corpo non l'abbiamo scelto noi. Vorrei poter morire vedendo la pellicola della mia vita per non aver buttato tutto. Sono molto attaccata alle mie cose,ai miei valori,tendo al mio ideale di perfezione,diverso comunque da quello comune...
  • Oggetto: ossessione della morte - Utente : Eternal Princess
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