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By Grafologia e Test di Luciano Verdone
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Grafologia e Test di Luciano Verdone guida dal 22-12-2000

Dereflessione ed Intenzione Paradossa

La Dereflessione è la capacità di ridere su se stessi. Invece, l'Intenzione Paradossa è...

- La Dereflessione è la capacità di ridere su se stessi.

- L’Intenzione Paradossa consiste invece nel non contrastare una paura ma nell’amplificarla,  portandola appunto al paradosso.

- Si pratica in tre modi:

 

a) Nel desisderare intensamente ciò che si teme.

- Esempio. Entrando in una stanza affollata, vengo colto dal timore di  un attacco di "eritrofobia" (paura di diventare rosso). E' la tipica "paura-della-paura", capace d'innescare il sintomo temuto. Immagino allora di diventare veramente rosso e rido di cuore (dereflessione) per l'impressione che produrrò sulla gente. Il circolo vizioso d'incanto si sblocca.

b) Nel portare mentalmente all’estremo una situazione problematica in modo da gestirla meglio nella realtà.

- Esempio: Viaggio in aereo col terrore che esso possa precipitare. Visualizzo mentalmente che ciò avvenga, immaginando il mio corpo ridotto ... a spezzatino. Avendo considerato il massimo possibile, ora potò affrontare con più tranquillità la realtà, che comunque - per il momento -  sarà meno di quanto immaginato. 

c) Nel comandare di fare il contrario.

- Esempio: Mio figlio non vuole mangiare. Anziché ripetere all'infinito: - "Mangia, mangia!", gli dico: - "Se non vuoi mangiare non fa niente!" e ritiro il piatto. La situazione d'incanto si sblocca. Lui rimarrà perplesso e la sua reazione di fronte al cibo da nevrotico-difensiva tenderà a regolarizzarsi.

w Attenzione. Intenzione paradossa e Dereflessione vanno usati in sinergia: di fronte allo stimolo ansiogeno bisogna sia ridere su se stessi che amplificare il timore. In tal modo si ottiene un effetto di autotrascendenza o autodistanziamento che consiste nel separarsi mentalmente dal proprio problema oggettivandolo e facendo di se stessi un oggetto pensato dall’Io come separato.

w Ciò permetterà di comprendere che l’Io è qualcosa di più del proprio problema e di spezzare il cerchio ansioso:

      paura dello stimolo à stimolo  à paura accresciuta dello stimolo à stimolo rinforzato.