Prediligi un tipo di relazione ristretto a poche persone, in un clima protettivo, rassicurante (piazza circolare, piccola…). Un rapporto interpresonale fondato sulla solidità e prevedibilità dei sentimenti (ciotoli), con lunghi momenti di sereno dialogo (panchine). Conversazione effusiva, creativa ma controllata (vasi di piante dietro le panchine). Il positivo ma iperprotettivo modello relazionale introiettato nell’infanzia ti ha condotto a considerare la vita sociale come un’esperienza piacevole basata sull’interscambio di emozioni e doni (negozi sulla sx) e come aspettativa di momenti gratificanti e consolatori (ristoranti sulla dx). Il carretto che vende dolci potrebbe essere la materializzazione simbolica della figura paterna e del suo atteggiamento protettivo-riparatorio. Devi aver ricevuto tante attenzioni dai tuoi, fino al punto che “invidi” inconsciamente i bambini per cui ti dà fastidio la loro continua pretesa di centralità (”bambini che urlano fino a darmi fastidio”). Nessuno, infatti, può sopportare di vedere se stesso riprodotto di fronte a sé. Che ne dici? Luciano.
Poi arriva un carretto che vende dolci...
La piazza è circolare piccola ma carina e accogliente. Curata nei particolari con ciotoli. Tutt'intorno sempre circolamente tante panchine verdi e dietro le panchine vasi di piante ben disposte. A sinistra, ci sono le vetrine dei negozi, a destra ristoranti. Nel centro tanti bambini che giocando. Poi arriva un carretto che vende dolci. Il rumore è quello della gente che mormora e dei bambini che urlano fino a darmi fastidio. Donna 32 anni.
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Pubblicato il giovedì 16 giugno 2005 in: Lo scenario sociale
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