A cura di Luciano Verdone
Pubblicato il 08/02/2006
Salve Luciano, stanotte ho fatto un sogno che mi ha incuriosito e volevo porlo alla sua attenzione. La prima parte purtroppo l'ho scordata, ricordo solo da un certo punto in poi del sogno. Io ero assieme ad un gruppo di persone in una casa di legno in stile orientale, le cui stanze erano divise da paraventi. La casa era vuota. Il gruppo era formato da uomini e donne, non so come eravamo giunti là, ma credo stessimo facendo qualcosa come un addestramento militare. Ricordo che ognuno di noi aveva occupato una stanza, e comunque non eravamo isolati del tutto, dato che riuscivamo a vedere le nostre ombre dietro i paraventi, quando questi non erano addirittura aperti e ci consentivano di vederci del tutto. Facevamo degli esercizi di addestramento e non solo, ci divertivamo anche facendo una specie di danza e altro. Il clima era allegro, di aggregazione, fino a che una donna più anziana non chiamò a raccoglimento il gruppo di sei persone, tre donne e tre uomini, me compreso. Con aria severa, quasi adirata da quel clima di gioco ci disse che quel posto lo aveva affittato lei con pochi soldi per farci addestrare, che esistevano altri posti simili e che ci avrebbe separati sistemandoci a coppie in ognuno di questi luoghi. Noi non eravamo contenti dell'idea, lo riuscivo a leggere negli occhi dei miei compagni, specialmente in quelli di una ragazza mora con i capelli corti, apparentemente timida (e se non erro vestita di bianco). La donna ci spiegò che quella ragazza era sua figlia e che lei disegnava. In quel momento in me (personaggio del sogno) appare la visione di lei che ha bisogno di molto spazio per potersi sdraiare a terra con il suo voluminoso album da disegno per poter disegnare. Dopo questo flash, la scena ritorna sul gruppo ed io guardo la ragazza che sembra voler dissentire della decisione della donna, ma non lo fa. A quel punto il sogno è stato interrotto dalla sveglia. La ringrazio in anticipo della sua risposta.
Caro ...,